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0.  Generalità

I. IL TESTO DELL'ACCORDO

II. DIBATTITO IN CONSIGLIO  DEL 17 NOVEMBRE 2005

III. ARTICOLI VARI DAL NOVEMBRE 2005

Accordo Italo-sammarinese in materia di cooperazione economica (ancora non firmato)

Testo dell'accordo, primo dibattito in Consiglio con tutti gli interventi, alcuni articoli di giornale  dal novembre 2005

 

Dibattito in Consiglio Grande e Generale il  17 novembre 

con i testi di tutti  gli  intervenuti

 

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2-1Fabio Berardi, Segretario agli Esteri

2_2-Gabriele Gatti

2_3-Monica Bollini

2_4-Antonio Volpinari

2_5-Pier Marino Mularoni, Segretario di Stato per le Finanze

2_6-Ivan Foschi

2_7-Roberto Bucci

2_8-Tito Masi

2_9-Mauro Chiaruzzi

2_10-Alessandro Rossi

2_11-Fernando Bindi

2_12-Claudio Podeschi

2_13-Glauco Sansovini

2_14-Fiorenzo Stolfi

2_15-Pier Marino Menicucci

2_16-Romeo Morri

2_17-Claudio Felici, Segretario di Stato per l'Industria

2_18-Augusto Casali

2_19-Giuseppe Maria Morganti

2_20-Fabio Berardi (replica)

2_21-Ivan Foschi (replica)

2_22-Fabio Berardi (Conclusione)

2_23-Ordine del giorno di Alleanza Popolare (Tito Masi)

2_24-Ordine del giorno di Alleanza Nazionale (Glauco Sansovini)

2_25-Ordine del giorno dei Popolari Sammarinesi (Romeo Morri)

 

Replica del Consigliere Ivan Foschi

 

Grazie Ecc.za avevo fatto delle domande al Segretario nell'intervento di questa mattina sull'accordo d cooperazione chiedendo magari di essere più specifici per quanto riguarda l'andamento delle trattative perché c'è stato un iter, appunto, che ha caratterizzato sia questa legislatura italiana che questa sammarinese. lo ricordo che, e mi riallaccio ad una osservazione del Segretario, della direttiva tra madre e figlia se ne era parlato non quando si firmò l'accordo contro le doppie imposizioni. Che se non vado errato ci fu un accordo che fu firmato quasi all'insaputa del Consiglio nel 2002 e quindi di quello ne abbiamo parlato ben poco. Mi riferisco invece all'accordo di cooperazione economica che è quello in divenire: in quel contesto era stato fatto un dibattito specifico in quest'Aula con un Ordine del Giorno in cui si impegnava il Governo a perseguire una serie di contropartite, una era una di quelle, presso l'interlocutore italiano. Per cui vediamo che nella versione definitiva del testo finale queste contropartite purtroppo non ci sono. Quindi se ne era parlato entro il 2003-2004 quando ci fu il dibattito con una relazione del Segretario agli Esteri e Segretario alle Finanze seguita poi da un Ordine del Giorno. Mi ricordo che in quella relazione erano allegati dei verbali delle Commissioni Tecniche nelle quali si mostravano delle perplessità e delle riserve verso le richieste sammarinesi: da qui nasceva quella osservazione che io ho fatto. lo ho dato atto al Segretario Berardi, questa mattina, di aver svolto un intervento misurato, un intervento contenuto e tutto sommato proporzionato anche a quello che è la portata dell'accordo. Diversamente avevo notato invece l'intervento del Segretario delle Finanze, e in questa ultima sessione del Segretario all'Industria, che ha accusato quasi l'opposizione di essere incoerente semplicemente perché abbiamo delle perplessità seppur con accenti diversi di questo accordo. Ma qui vorrei dire, Segretario dell'Industria, che se abbiamo parlato di manovra elettoralistica qualcuno aveva contestato il fatto che si firmi l'accordo di cooperazione dicendo che il Paese non ne ha bisogno. Noi abbiamo detto che il Paese ha bisogno non di un accordo a tutti i costi, non di un accordo qualunque tanto per firmare, ma di un accordo che segna una svolta con il cambio di passo auspicato da Morganti nei rapporti Italia - San Marino e questo accordo l'ha riconosciuto lo stesso Presidente dei Socialisti e Democratici Morganti dicendo che non raggiunge gli obiettivi. Questo accordo apre la strada, ma la strada era aperta dal 2001 quando ci siamo assunti una serie di

impegni nei confronti dell'OCSE e nei confronti dell'Italia e quindi quando si aprono le strade sulle strade c'è da pedalare, c'è da marciare per cui il nostro rammarico è nel fatto che ancora, al di là della premessa, non vediamo compiuto il riconoscimento da parte italiana degli sforzi che abbiamo intrapreso. Cioè sostanzialmente se vogliamo un elogio per la strada intrapresa, ma c'è un invito a proseguire su questa strada, dopodiché si vedrà, perché quando io dicevo per l'art.12, lo sbilanciamento avviene nel fatto che San Marino, col combinato dell'art.12 e dell'art.1 si impegna a recepire i principi della normativa italiana. L'Italia per contro apre un tavolo di confronto, o meglio si impegna a valutare la possibilità di inserire San Marino nella white list, quindi non c'è scritto nell'accordo che l'Italia si impegna ad inserire quanto prima San Marino nella white list come farà San Marino per altri aspetti. Quindi quello che noi almeno come Sinistra Unita, abbiamo contestato di questo accordo, non è il fatto che venga firmato l'accordo, perché ci sono (io l'ho detto questa mattina) degli aspetti sicuramente interessanti, ma che sono nettamente al di sotto di quello che si aspettava. L'utilizzo dei porti per la navigazione è sicuramente importante se vogliamo sarà anche necessario, però non possiamo definirlo un intervento epocale, non possiamo invocare questo come segno della svolta, nei rapporti tra Italia e San Marino quindi qualche passo in avanti c'è però è modesto rispetto a quello che ci si attendeva, rispetto a quello che i cittadini gli operatori economici, i lavoratori si attendevano. Lì ancora mancano le risposte, cioè sostanzialmente qui si potrebbe sintetizzare un po' tutto il discorso: ci sono impegni precisi da parte di San Marino, in cambio di tavoli di confronto, valutazione della possibilità di dichiarazione di intenti, quindi impegni precisi in cambio di una buona volontà. Per quello abbiamo detto è un po' sbilanciato, allora il tono giusto probabilmente è questo è quello di dire: firmiamo un accordo di cooperazione, non è certamente quello che ci attendevamo, ci dispiace, intanto prendiamo e portiamo a casa questo accordo. Perciò non si può certamente parlare di un grande successo da parte del Governo straordinario. Per carità ci potrà avere messo tutto l'impegno e la buona volontà, non vogliamo disconoscere questo, però il risultato è modesto, quindi io mi auguro che, voglio dire, il discorso non si chiuda qui anche se le legislature, sia quella italiana che quella sammarinese sono in dirittura di arrivo. Mi auguro però che le prossime legislature portino a raggiungere quegli obiettivi sui quali ci si è impegnati, perché bisogna dire, e qui lo voglio ribadire, perché qualcuno ho sentito ha fatto un po' di confusione. E qui non è in discussione la scelta di andare verso la trasparenza, cioè di uscire da quella zona grigia nella quale la politica disinvolta e spregiudicata negli anni 90 ci aveva relegato, anzi abbiamo detto più volte la necessità di presentarci con le carte in regola ai tavoli internazionali, in primo luogo con la vicina e amica Repubblica Italiana come si usa dire, ma anche in secondo luogo con gli organismi sovra nazionali tipo l'OCSE, tipo l'Unione Europea per potere accedere anche a un rapporto corretto che possa dare degli impegni ma delle contropartite. Quello che semplicemente ci siamo limitati a dire è che ci sono delle contropartite adeguate e soddisfacenti.

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