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0.  Generalità

I. IL TESTO DELL'ACCORDO

II. DIBATTITO IN CONSIGLIO  DEL 17 NOVEMBRE 2005

III. ARTICOLI VARI DAL NOVEMBRE 2005

Accordo Italo-sammarinese in materia di cooperazione economica (ancora non firmato)

Testo dell'accordo, primo dibattito in Consiglio con tutti gli interventi, alcuni articoli di giornale  dal novembre 2005

 

Articoli pubblicati sull'argomento a partire

dal novembre 2005, quando fu reso pubblico il testo

 

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3_1- 20/11/2005 Sull'Accordo di 'Cooperazione' economica Italia - San Marino

3_2-7/12/2005 Ancora ull'Accordo di 'Cooperazione' economica Italia - San Marino

3_3-12/01/2006 Lettera aperta a Fini sull'Accordo di 'Cooperazione

3_4-22/01/2006 Incaccettabile l''Art.1 dell'Accordo di Cooperazione

3_5-26/02/2006 La lezione della storia sui rapporti esterni della comunità

3_6- 15/07/2006 Sergio Zavoli pro San Marino

3_7-16/07/2006 Fiorenzo Stolfi contro la DC per l'accordo di cooperazione

 

Ancora sull'art.1 dell'Accordo di Cooperazione Italia - San Marino
  

LIBERTAS  22/01/2006

L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO 22/01/2006 (Negoziato con l'Italia. Art.1 inaccettabile. Accordo di Cooperazione: come può uno Stato recepire le norme stabilite da un altro Stato?)

Aveva suscitato delle perplessità ascoltare il Segretario ed il Presidente del Partito dei Democratici e dei Socialisti, Mauro Chiaruzzi e Giuseppe Morganti, affermare che il testo dell’Accordo di Cooperazione era stato esaminato per tempo in sede di governo. Insomma non erano parsi credibili. In tutta franchezza come si poteva pensare che l’art.1, così come è stato formulato, avesse superato il vaglio dei vertici dello Stato sammarinese? Eppure è così. A metà novembre il Segretario agli Esteri, Fabio Berardi, il Segretario alla Finanze, Pier Marino Mularoni, ed il Segretario all’Industria, Claudio Felici, riferirono in Congresso di Stato. Dissero ai colleghi di governo che il negoziato italo-sammarinese poteva ritenersi concluso e non mancarono, nell’occasione, di esprimere la loro piena soddisfazione. Dopo di che il Congresso prese atto con compiacimento della positiva conclusione dell’accordo ed approvò l’accordo stesso nel testo presentato. In precedenza aveva concorso alla stesura del testo un apposito Gruppo di Lavoro di ben 11 (undici) tecnici provenienti da diversi settori dell’Amministrazione Pubblica.

 Dunque il testo dell’Accordo è stato effettivamente vagliato dagli organi di governo compreso - l’incredibile! - passo dell’art.1 in cui si legge: la Parte sammarinese si impegna a recepire nell'ordinamento della Repubblica i principi e gli istituti rilevanti della normativa comunitaria e italiana in materia finanziaria.

Come può uno Stato recepire le norme stabilite da un altro Stato?

Eppure c’è ancora chi, negli ambienti di governo e della politica, continua a non cogliere la gravità dell’articolo. Tutto preso dall’oggetto (la materia finanziaria) non si avvede del vulnus alla sovranità che deriva dall’impegno in sé da parte sammarinese a recepire norme italiane e comunitarie, senza aver potuto concorrere alla loro formulazione. Ancora non si rende conto (tutti i congressisti? tutti gli undici tecnici?) che il vulnus alla sovranità rimarrebbe tale e quale - e, perciò, inaccettabile - anche se al posto di “in materia finanziaria ci fosse scritto “in materia di inquinamento o qualsiasi altra cosa.