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0.  Generalità

I. IL TESTO DELL'ACCORDO

II. DIBATTITO IN CONSIGLIO  DEL 17 NOVEMBRE 2005

III. ARTICOLI VARI DAL NOVEMBRE 2005

Accordo Italo-sammarinese in materia di cooperazione economica (ancora non firmato)

Testo dell'accordo, primo dibattito in Consiglio con tutti gli interventi, alcuni articoli di giornale  dal novembre 2005

 

Articoli pubblicati sull'argomento a partire

dal novembre 2005, quando fu reso pubblico il testo

 

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3_1- 20/11/2005 Sull'Accordo di 'Cooperazione' economica Italia - San Marino

3_2-7/12/2005 Ancora ull'Accordo di 'Cooperazione' economica Italia - San Marino

3_3-12/01/2006 Lettera aperta a Fini sull'Accordo di 'Cooperazione

3_4-22/01/2006 Incaccettabile l''Art.1 dell'Accordo di Cooperazione

3_5-26/02/2006 La lezione della storia sui rapporti esterni della comunità

3_6- 15/07/2006 Sergio Zavoli pro San Marino

3_7-16/07/2006 Fiorenzo Stolfi contro la DC per l'accordo di cooperazione

 

Sergio Zavoli schierato con San Marino
   

L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO 15/07/2006 (Risposte politiche e atti politici)

La discesa in campo di Sergio Zavoli, Senatore della Repubblica Italiana, a favore di San Marino può sembrare un gesto che sa di vecchio, quasi di patetico, riguardo allo stile. Chi, parlando dei rapporti fra San Marino e Italia, cita più il titolo esatto della convenzione fra i due Stati ancora vigente, che sintetizza nel “buon vicinato” l’essenza di tali rapporti quali storicamente sono sorti e si sono sviluppati?

Ci voleva il buon Sergio Zavoli a ricordare sia ai sammarinesi che ai viciniori che è opportuno ritornare al tempo della moderazione, perché solo nella moderazione attraverso la condivisione dei problemi si può far maturare una soluzione fruttuosa per tutti.

Sergio Zavoli, uomo d’onore, ha accompagnato il dire col fare. Ha depositato in Senato una proposta di legge mirante a rendere esecutivo l’accordo contro le doppie imposizioni già messo a punto fra i due Stati. Questa è la strada. Il resto verrà dopo.

L’accordo contro le doppie imposizioni è stato firmato a Roma dai rappresentanti dei due Stati il 21 marzo 2002. Ed ha questo titolo: “Convenzione tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica Italiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali ”. All’accordo si è arrivati “per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali e per rafforzare l'ordinato sviluppo delle relazioni economiche tra i due Paesi nel contesto di una maggiore cooperazione, nonché per assicurare che i vantaggi della Convenzione per evitare le doppie imposizioni vadano a beneficio esclusivo dei contribuenti che adempiono i loro obblighi fiscali”.

L’accordo risolverà molti problemi. Però, non è stato mai ratificato. Forse a causa delle difficoltà insorte nello stendere il protocollo aggiuntivo, che, fra l’altro, tratta dei frontalieri. Forse per certi scandali scoppiati nel frattempo. Forse per la questione dei giochi: una provocazione pura di San Marino verso l’Italia, in violazione di un patto specifico in materia.

Ripartire dall’accordo contro le doppie imposizioni - così come fu sottoscritto nel 2002 - è una proposta saggia che le parti dovrebbero accogliere, col proponimento di mettersi poi assieme da subito ad affrontare il resto.

In questi giorni abbiamo sentito dei governanti sammarinesi rispondere con toni non proprio politici a funzionari delle zone limitrofe. Il che dispiace. I funzionari, in genere, specie di un certo livello, non si sbilanciano in affermazioni pubbliche per il gusto di finire sui giornali senza una copertura o addirittura un ordine. Meglio rispondere, anche quando si tratta di funzionari, rivolgendosi ai politici e, soprattutto, sempre in termini politici e con atti politici. Sergio Zavoli insegna.