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0.  Generalità

I. IL TESTO DELL'ACCORDO

II. DIBATTITO IN CONSIGLIO  DEL 17 NOVEMBRE 2005

III. ARTICOLI VARI DAL NOVEMBRE 2005

Accordo Italo-sammarinese in materia di cooperazione economica (ancora non firmato)

Testo dell'accordo, primo dibattito in Consiglio con tutti gli interventi, alcuni articoli di giornale  dal novembre 2005

 

Articoli pubblicati sull'argomento a partire

dal novembre 2005, quando fu reso pubblico il testo

 

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3_1- 20/11/2005 Sull'Accordo di 'Cooperazione' economica Italia - San Marino

3_2-7/12/2005 Ancora ull'Accordo di 'Cooperazione' economica Italia - San Marino

3_3-12/01/2006 Lettera aperta a Fini sull'Accordo di 'Cooperazione

3_4-22/01/2006 Incaccettabile l''Art.1 dell'Accordo di Cooperazione

3_5-26/02/2006 La lezione della storia sui rapporti esterni della comunità

3_6- 15/07/2006 Sergio Zavoli pro San Marino

3_7-16/07/2006 Fiorenzo Stolfi contro la DC per l'accordo di cooperazione

Fiorenzo Stolfi attacca la Democrazia Cristiana per la mancata firma dell'accordo di cooperazione

   

L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO 17/07/2006 (Un brutto segnale)

Brutto segnale quello proveniente dal nuovo governo PSD-AP-SU ancora in via di definizione. Lo si è registrato nel dibattito fra politici che ha avuto luogo la sera di giovedì nel Parco Ausa organizzato dai Popolari. Fiorenzo Stolfi, prossimo Segretario di Stato per gli Affari Esteri in detto governo, ha rimproverato, fra l’altro, alla Democrazia Cristiana di aver contribuito a rendere più difficili i rapporti fra Italia e San Marino “dando una mano per fare un pastrocchio”. In cosa consisterebbe il “pastrocchio”, lo ha spiegato lo stesso Stolfi: la Democrazia Cristiana “ha annullato la firma del Trattato di Cooperazione a pochi giorni dall’appuntamento fissato con il Ministro degli Esteri italiano (cioè Gianfranco Fini), mandando così all’aria mesi di lavoro”. Insomma, a parere di Stolfi, quel “Trattato” andava firmato. Andava firmato perché aveva richiesto mesi di lavoro e perché si era ormai alla vigilia della firma. Come dire che i tempi per un ripensamento erano scaduti.

Alla Democrazia Cristiana va senz’altro rimproverato di aver contribuito alla stesura del testo del trattato. Va rimproverato di aver fatto approvare quel testo dai suoi rappresentanti in Congresso di Stato. Ma l’aver stoppato la firma è da considerare un merito. Un grande merito.

Quel trattato è la prova più evidente di come i poteri forti - che hanno scommesso sulla fine del nostro paese e speculano sulla fine del nostro paese - si muovono ormai da padroni in mezzo a noi. È la prova che davvero “l’affarismo usa lo Stato come fosse di sua proprietà”, come ebbe a dire uno dei Reggenti appena sceso dal trono nell’ottobre del 2005.

Ai poteri forti interessano gli affari, non la salvaguardia della sovranità. Il Ministro italiano Fini era stato invitato sul Titano a firmare un testo che impegna San Marino a recepire in automatico norme emanate dallo Stato italiano, quasi che San Marino fosse territorio italiano. A tanto sono arrivati pur di continuare certi affari, nel settore finanziario, i poteri forti!

Quel trattato, così come è formulato, ferisce mortalmente la sovranità sammarinese. Offende la dignità e l’intelligenza di tutti i sammarinesi. Di ieri e di oggi. In territorio e fuori territorio.

Ora, il fatto che quello stesso testo di trattato venga valutato positivamente - tanto da rimproverare chi ne ha fatto saltare la firma - significa che i poteri forti (di cui è nota la partecipazione in campagna elettorale a sostegno di questo o quel gruppo di candidati) sono riusciti nell’operazione di assicurarsi le condizioni per continuare il loro progetto di sfruttamento del paese fino alla sua totale consunzione. Usi a muoversi da un posto all’altro nella pura logica del profitto, senza alcun vincolo di moralità, a loro cosa interessa della nostra comunità? Domani, loro, saranno da un’altra parte.