|
||||||
|
0
Marino Cecchetti: Perché
candidato e perchè candidato nella Democrazia Cristiana 00 invito a una riflessione sulla salvaguardia della sovranità (lettera ai sammarinesi) |
Elezioni 4 giugno 2006Articoli vari pubblicati sul giornale quotidiano di San Marino "L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO", il volantino elettorale, il testo del comizio |
|||||
|
Lettera ai sammarinesi Invito a una riflessione sulla salvaguardia della S O V R A N I T À |
||||||
|
Articoli pubblicati su L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO 1- Svendita della sovranità, 8 maggio 2-Sovranità e immobiliari, 9 maggio 3-Sul fondo di graranzia per i depositanti, 10 maggio 4-Disparità fiscali, 11 maggio 5-Proposta di tassazione sugli immobili, 14 maggio 6-I giovani ostacolati nell'ingresso nel mondo del lavoro, 17 maggio 7-Campagna sottotono, 26 maggio 8-Le pensioni al minimo, come esempio, 28 maggio 9-Campagna al cloroformio, 29 maggio 10-Risposta ai Popolari ed a Noi Sammarinesi, 30 maggio 11-I poteri forti come il cancro, 31 maggio 12-Referendum per tener a bada i politici, 1 giugno
|
Da anni permettiamo che nel nostro paese si costruiscano immobili su immobili da vendere a chiunque voglia stabilirsi qui. Di fatto vendiamo sovranità pezzo dopo pezzo. Ci stiamo comportando come figli degeneri che prendono a scialacquare il patrimonio di famiglia, messo assieme dai sacrifici di padri e nonni. Noi stiamo svendendo la sovranità: il patrimonio che il Santo e le generazioni precedenti ci hanno lasciato in eredità. E non ne ricaviamo beneficio alcuno: né a livello individuale (la qualità della vita sta peggiorando) né a livello collettivo (lo Stato non prende nemmeno i soldi per fare le strade; figurarsi per le scuole, i servizi). I benefici della svendita della sovranità vanno ai poteri forti, usi a muoversi da un posto all’altro nella pura logica del profitto, senza alcun vincolo di moralità. A loro cosa interessa della nostra comunità? Della storia? Degli avi? Domani, loro, saranno da un’altra parte. I poteri forti si muovono da padroni. La Giochi San Marino convoca (attraverso una signorina con accento tedesco) una conferenza stampa a Palazzo Begni per mettere in guardia chi avesse in mente di opporsi ai suoi interessi. Quando scoppia lo scandalo del trasferimento delle sale giochi a Rovereta e si pubblicano i nomi dei Segretari di Stato e dei Reggenti presenti in Congresso, scatta pronta la denuncia dell’Avvocatura dello Stato per vilipendio. L’affarismo usa lo Stato come fosse di sua proprietà, ebbe a dire uno dei due Reggenti appena sceso dal trono. Ai poteri forti interessano gli affari, non la salvaguardia della sovranità. Il Ministro italiano Fini è invitato sul Titano a firmare un trattato in cui San Marino si impegna a recepire in automatico norme emanate dallo Stato italiano, quasi fossimo in territorio italiano. A tanto sono arrivati pur di continuare, per un altro po’, certi affari! Quel trattato ferisce mortalmente la sovranità sammarinese. Offende la dignità e l’intelligenza di tutti i sammarinesi. Di ieri e di oggi. In territorio e fuori territorio. Non si poteva non reagire. Saremmo mancati al nostro dovere. Le Istanze d’Arengo, i referendum, gli articoli sui giornali si sono rivelati armi spuntate di fronte a politici usi a tenere in considerazione solo il potere. Non è restato che scendere in politica per tentare di portare direttamente nei luoghi della politica la indignazione della gente. Pur nella consapevolezza di dover lottare contro i panzer a mani nude. Ma non si può non farlo. Il paese ha un bisogno assoluto di un cambiamento nella politica per neutralizzare i poteri forti che hanno scommesso sulla sua fine e speculano sulla sua fine. Ha bisogno di riportare al centro dell’azione politica il bene comune a partire dalla salvaguardia della sovranità, per ridarsi una prospettiva di futuro. Il paese aspetta il cambiamento in primo luogo dalla DC. Sì, perché la DC è un partito popolare le cui radici non sono state rovinate dalla crisi delle ideologie e continuano ad alimentarsi a un terreno fertile: quello della dottrina sociale cristiana. Un partito, la DC, che dispone ancora di una piattaforma di autentici valori ideali a cui poter riferirsi per costruire il rinnovamento. Il che non è poco in un momento in cui pare non essere più possibile trovare motivi di aggregazione non creati da interessi materiali. Si tratta di ritirarli fuori quei valori antichi della DC e di impiegarli nell’elaborazione di una proposta politica da portare avanti con lealtà, per salvare il paese e ricostruire il paese, come già ha fatto, la DC, negli anni Sessanta. Il bene comune, negli anni Sessanta, in politica era un imperativo. Marino Cecchetti
Sul sito www.libertas.sm sono disponibili, fra l’altro, i testi delle Istanze d’Arengo e del referendum di cui Cecchetti è stato promotore, unitamente agli articoli di giornale che ne trattano. |
|||||