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0 Marino Cecchetti: Perché candidato e perchè candidato nella Democrazia Cristiana

00  invito a  una riflessione sulla salvaguardia della sovranità (lettera ai sammarinesi)

000 comizio elettorale

    Elezioni 4 giugno 2006

Articoli vari pubblicati sul giornale quotidiano di San Marino "L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO", il volantino elettorale, il testo del comizio

 

Referendum per tenere a bada i politici nella linea fissata dall'Arengo 1906 con Pietro Franciosi

 

Articoli pubblicati su L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

1- Svendita della sovranità, 8 maggio

2-Sovranità e immobiliari, 9 maggio

3-Sul fondo di graranzia per i depositanti, 10 maggio

4-Disparità fiscali, 11 maggio

5-Proposta di tassazione sugli immobili, 14 maggio

6-I giovani ostacolati nell'ingresso nel mondo del lavoro, 17 maggio

7-Campagna sottotono, 26 maggio

8-Le pensioni al minimo, come esempio, 28 maggio

9-Campagna al cloroformio, 29 maggio

10-Risposta ai Popolari ed a Noi Sammarinesi, 30 maggio

11-I poteri forti come il cancro, 31 maggio

12-Referendum per tener a bada i politici, 1 giugno

 

Dal paese sta emergendo una forte richiesta di cambiamento nella qualità della politica. Richiesta non nuova e che è andata aumentando anno dopo anno in parallelo col diminuire dell’attenzione per il bene comune.

Ne avevo già parlato nel 2002, nel Congresso della Democrazia Cristiana. Ne avevo parlato lì perché già allora avevo percepito che il paese, l’avvio del cambiamento, se lo aspettava anzitutto dalla DC. Ancora se lo aspetta anzitutto dalla DC. Come negli anni Sessanta, la DC, sulla base dei propri antichi valori ideali, che sono poi quelli - ancora attualissimi - della dottrina sociale cristiana, può ergersi a guida di un processo di rinnovamento. Per assicurare al paese un futuro senza scandali, senza asservimento ai poteri forti, senza svendita della sovranità. Come ha già fatto negli anni Sessanta.

Come vero partito popolare, la DC dovrà anzitutto preoccuparsi di difendere lo stato sociale. Lo stato sociale è, come sempre, nelle mire di alcune destre. Ma, oggi, ancor più nelle mire di certi ‘orfani’ delle ideologie di sinistra. Questi orfani sono più pericolosi dei politici di destra. Sì, perché, dovendo ricrearsi una verginità attraverso il liberalismo acquisito come moda, cioè senza possederne la cultura, non esitano a lanciarsi in strampalate iniziative contro le garanzie sociali, con la sicumera di quando credevano, fideisticamente, nel marxismo.

Poi c’è da far crescere il livello della nostra democrazia.

La democrazia rappresentativa è arrivata molto tardi a San Marino rispetto ad altri paesi. È arrivata nel 1906 (Arengo), grazie a uomini come Pietro Franciosi. Franciosi ne ha guidato la introduzione non, come altrove, sulla base dei principi della rivoluzione francese, ma come ritorno alle origini, cioè alle antiche democrazie comunali. E proprio perché aveva come riferimento le democrazie comunali, Franciosi considerò la democrazia rappresentativa solo il primo passo di una riforma più generale che doveva portare alla democrazia diretta, attraverso l’istituto del referendum, applicato, almeno, con la frequenza della Svizzera.

Questa del referendum alla Svizzera potrebbe essere il mezzo per tenere costantemente a bada i politici, anziché giudicarli solo ogni cinque anni.

Ogni anno, in un giorno determinato, si voterebbero tutti i referendum presentati nei dodici mesi precedenti. Facendo buon uso delle nuove tecnologie informatiche, i costi potrebbero essere molto ridotti rispetto alle consultazioni elettorali tradizionali. E la democrazia farebbe nel nostro paese un grande passo.