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Formula del giuramento dei nuovi Capitani Reggenti secondo gli
Statuti iQ
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Ad laudem, et reverentiam Dei Optimi Maximi
ac Beatissimae Mariae semper Virginis beatique Marini Patroni, ac
defensoris Communis, et populi dictae Terrae eiusque curiae Districtus, et
Comitatus, Vos Domini Capitanei nuper vocati, et electi ad ad Reipublicae
regimen pro sex mensibus futuris hodie Dei gratia inchoandis, et ut sequitur
feliciter finiendis, iurabitis ad sancta Dei Evangelia, manu tactis
scripturis, quod semper Rempublicam eiusque imperium, libertatem, dignitatem,
privilegia, exemptiones, et quaevis iura conservari curabitis, et huc oculos,
animum, cogitationes, ac studia vestra convertetis, et quod mente vestra
praeter bonum publicum nihil spectabitis. Paci, et concordiae civium, qua
nil in libero Oppido salubrius, pro viribus intenti eritis, circa custodiam
dictae Terrae diu noctuque vos vigilantissimos praestabitis, statuta,
reformationes, decreta dictae terrae tam facta, quam fienda, et eis
deficientibus bonas, ac laudabiles Populi consuetudines observabitis, ac
observari curabitis. Eritis favorabiles, ac benigni defensores Viduarum,
Orfanorum, Pupillorum, miserabiliumque personarum, Ecclesiarum quoque,
Hospitalium, ac aliorum venerabilium locorum, ac bonorum, et iurium eorumdem.
Et continuo debitis temporibus, et hora solita durante vestro officio ad
solitum tribunal ad ius cuilibet aequo libramine reddendum sedebitis, et
tandem quaevis alia semper facietis, quae ad Reipublicae ac hominum eiusdem
commodum cedere posse existimabitis.
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A lode e riverenza di
Dio Ottimo Massimo, della Beatissima Maria sempre Vergine, e del Beato
marino Patrono, e difensore del Comune e del Popolo di detta Terra, e della
sua curia, Distretto, e Contado, Voi, Signori Capitani testè chiamati, ed
eletti al reggimento della repubblica per i sei mesi futuri da cominciare la
Dio grazia da oggi, e da continuare e finire felicemente, sui santi Vangeli
di Dio tenendo le mani, giurerete, che sempre curerete di conservar la
Repubblica e suo imperio, libertà, dignità, privilegi, esenzioni, e
qualunque altro diritto, e a questo gli occhi, l’animo, i pensieri e le cure
vostre rivolgerete, e che a null’altro con la vostra mente mirerete, se non
al pubblico bene. Alla pace, e alla concordia dei cittadini, di cui nulla vi
ha di più salutare in una libera Città, con tutte le vostre forze
attenderete, sarete vigilantissimi giorno e notte della custodia della detta
Terra, e gli Statuti, le riformazioni, i decreti dell’anzidetta Terra tanto
fatti, quanto da farsi, e in difetto di essi le lodevoli consuetudini del
Popolo, curerete di osservare e di far osservare. Sarete favorevoli, e
benigni difensori delle vedove, degli orfani, dei pupilli, e delle
miserevoli persone, e così delle Chiese, degli Ospedali, e degli altri
venerabili luoghi, e dei beni, e dei diritti dei medesimi. E continuamente
nei debiti tempi e nell’ora solita durante il vostro ufficio al solito Banco
sederete a render ragione con equa bilancia a ciascuno, e finalmente tutto
quello sempre farete, che giudicherete possa tornare utile al bene della
Repubblica, e de’ suoi cittadini |
(Traduzione di Marino Fattori, fine Ottocento)
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