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Elezioni politiche 2008 nella Repubblica di San Marino

PROGRAMMA  della Coalizione

RIFORME E LIBERTA'

PARTITO DEI SOCIALISTI E DEI DEMOCRATICI - SAMMARINESI PER LA LIBERTA'

SINISTRA UNITA

DEMOCRATICI DI CENTRO

SPECIALE ELEZIONI

 

Riforme e Libertà

 Programma di Governo

 


 

PREMESSA

 

La Coalizione “Riforme e Libertà”, composta dal Partito dei Socialisti e dei Democratici,   da Sinistra Unita, dai Democratici di Centro e dai Sammarinesi per la Libertà, si rivolge alle cittadine e ai cittadini della Repubblica con la forza della proprio progetto politico e con l’impegno di dare risposte concrete e tempestive ai problemi che San Marino è chiamato ad affrontare e che, pur discendendo anche dalle mutate congiunture internazionali,  si ripercuotono su molte vicende di politica interna. Serve quindi una decisa assunzione di responsabilità e una forte determinazione a farsene carico, per risolverli e per prefigurarne l’evoluzione. Ed è quel che la Coalizione è in grado di garantire  con il consenso della maggioranza degli elettori.

In ogni sistema democratico alle forze politiche compete il dovere primario  di assicurare un governo  per salvaguardare e qualificare il diffuso benessere, per difendere e perfezionare lo stato sociale, per costruire e consolidare le basi per lo sviluppo e per valorizzare la sovranità, l’identità e la libertà della Repubblica. 

“Riforme e Libertà”  avverte la perentorietà di questo mandato  e intende mantener fede alla responsabilità di  consegnare alle nuove generazioni una comunità civile migliore di quella   ereditata.

La Coalizione è decisa a guardare avanti senza recriminazioni,  rancori o faziosità, ma con disponibilità al dialogo ed alla condivisione dei progetti ed alle scelte. Ben sapendo che lo scontro, a volte troppo aspro, il discredito dell’avversario o addirittura l’insulto  sono inconciliabili con la dignità di una politica alta utile all’immagine e alla credibilità della Repubblica e delle istituzioni che la rappresentano. D’altra parte le  differenze politiche e programmatiche  attengono alla vita democratica e, per ciò stesso, dovrebbero esprimersi attraverso un maggiore e più frequente confronto costruttivo, così com’è non solo negli auspici, ma nel codice di comportamento della Coalizione, la quale ricerca e si predispone con favore al contributo delle altre forze politiche nonché delle rappresentanze civili, sociali e imprenditoriali, specialmente laddove ci si troverà di fronte a nodi decisivi per lo sviluppo economico della Repubblica e all’esigenza di eventuali nuove iniziative sulla struttura istituzionale, siano esse finalizzate a consolidare l’autorevolezza dello Stato e ad affermare parità di diritti e di opportunità per tutti i sammarinesi.

La Coalizione Riforme e Libertà, radicata nella cultura e nella storia riformista, consapevole delle difficoltà che comporta la scelta di governare per il cambiamento è tuttavia convinta che occorra guidare le trasformazioni per garantire una prospettiva di sicurezza e di benessere al Paese.

La Coalizione  si impegna in questa sfida con energia, compattezza ed entusiasmo rinnovati e convinti ma soprattutto con un dialogo costante, sereno ancorché franco, con i cittadini, con una leale coerenza fra la parola data e gli atti conseguenti, con un accentuato rigore morale e con un’imprescindibile trasparenza nell’amministrazione della cosa pubblica,compresa l’individuazione e l’indicazione delle risorse occorrenti a fronte di ogni impegno oneroso assunto e i tempi di realizzazione.

La Coalizione Riforme e Libertà si appresta, quindi, ad un cammino di responsabilità con l'umiltà di chi sa di dover innanzitutto lavorare al servizio  della comunità e del suo superiore interesse. Essendo del resto certi di trovare, su questo percorso,  la condivisione e il sostegno della maggioranza dei sammarinesi.

 

 

 

IL METODO

All’impegno programmatico si accompagna la forte volontà di attuare un metodo impostato su  legalità, moralità, trasparenza e partecipazione.

Traduzione concreta di questi principi nell’agire dell’Esecutivo, improntato alla necessaria collegialità, saranno il rispetto formale e sostanziale dell’autonomia dei diversi poteri dello Stato in uno spirito di equilibrio, la pubblicità degli atti e la motivazione delle scelte con l’assunzione delle responsabilità che competono sia ai soggetti statuali sia a quelli politici e sociali. L’azione di governo, attraverso gli strumenti più adeguati, dovrà vedere la partecipazione dei cittadini al fine di promuovere una forte società civile, istituzioni autorevoli, regole democratiche condivise, uno Stato che abbia la legge come regola costantemente osservata, riconosca il merito, abbia a cuore la solidarietà, valorizzi le competenze, diffonda l’informazione e la conoscenza.

La responsabilità delle decisioni, secondo i principi dell’ordinamento, sarà il risultato di un processo di informazione attiva e le differenti visioni, nel reciproco rispetto, fanno parte della normale dialettica democratica. In questa ottica l’approvazione dello Statuto dell’Opposizione rappresenta un passo concreto e significativo

Al fine di stabilire un rinnovato e più efficace rapporto fra le scelte di governo ed i cittadini, la coalizione intende fare uso di un nuovo strumento, il Referendum Consultivo, promosso dal Governo, quale mezzo per sollecitare la partecipazione e promuovere la conoscenza nelle grandi scelte di interesse pubblico.

Allo scopo di rafforzare la tutela della moralità nei comportamenti degli amministratori pubblici sarà istituita la figura del Difensore Civico.

Il rafforzamento del senso dello Stato si esercita anche attraverso il buon uso delle risorse finanziarie. Pertanto ogni provvedimento del Governo che comporti spesa deve essere motivato, deve aver la copertura finanziaria, deve rispondere al criterio costi/benefici. Il tutto entro una cornice di programmazione di bilancio secondo una gerarchia di priorità e una valutazione prospettica oltre il contingente.

Sono elementi chiari di cambiamento nei metodi e nei contenuti la coerenza tra le parole ed i fatti, l’onestà e la lealtà verso i cittadini e verso lo Stato, il riordino anche normativo in vari settori, il coinvolgimento delle professionalità presenti nel Paese, la valorizzazione della sovranità del nostro Stato in tutti gli ambiti di intervento.

La prevalenza dell’interesse generale rispetto a quelli singoli sarà guida ed orientamento dell’azione di governo.

 

LE PRIORITA’

Al fine di rendere efficace ed organico il tavolo, la Coalizione, individua una serie di priorità, che rappresentano il fondamento politico- operativo imprescindibile, sul quale il PSD, SU, DdC e SpL  intendono impegnarsi nei primi mesi di attività.

Le priorità riguardano:

 

-         Sottoscrizione dell’Accordo di Cooperazione con la Repubblica Italiana

-         Interventi per la sicurezza ed il controllo del territorio

-         Completamento del sistema previdenziale

-         Pianificazione e realizzazione delle infrastrutture di viabilità e servizio e delle opere di interesse sociale

-         Interventi a supporto dello sviluppo economico con particolare riferimento al comparto turistico commerciale

-         Sviluppo corretto ed equilibrato del comparto bancario e finanziario attraverso un più efficace sistema di controllo ed un rigoroso contenimento delle concessioni

-         Interventi a tutela del reddito e delle famiglie, potenziamento dello stato sociale

-         Ridefinizione delle linee di riforma della Pubblica Amministrazione

 

1)    POLITICHE ISTITUZIONALI

Da tempo si è fatta strada una maggiore sensibilità sul complesso di regole che costituiscono la base del nostro impianto istituzionale. Diversi interventi si sono succeduti, a partire dalla Carta dei Diritti del 1974 e dalla revisione del 2002, introducendo sulla base di ciò che già costituiva patrimonio riconosciuto, nuove regole. E’ giunto oggi il momento per la definizione organica e, per quanto possibile, semplice di un complesso di regole condivise e riconosciute.

Nella sostanza occorre realizzare una sintesi dinamica tra i valori del passato che hanno retto l’urto del tempo, ma necessitano di forme adeguate ed il nuovo che è venuto avanti e che costituisce il patrimonio nel quale ci riconosciamo.

Nell’ambito della riforma della PA va completato il percorso di trasparenza e di separazione delle competenze politiche da quelle amministrative,  avviato con il Regolamento del Congresso di Stato,  che ha definito chiare regole per l’esercizio del potere esecutivo nell’ambito della emanazione delle delibere, e con il Regolamento per gli incarichi e le sostituzioni che ha consentito una sperimentazione del trasferimento di competenze sul personale all’amministrazione. 

Nell’ambito della ricognizione sulle competenze collegiali ed individuali del Congresso di Stato, saranno rese più esplicite e chiare le funzioni dei singoli Segretari e saranno regolamentate le fonti di normazione secondaria. Dovrà inoltre essere verificato un equo e sostenibile regime di incompatibilità.

Saranno inoltre riviste le caratteristiche degli staff delle Segreterie di Stato, così da accentuare la distinzione di tali entità dall’Amministrazione e supportare al meglio il Governo nelle sue tipiche funzioni di indirizzo politico e di controllo sulla stessa.

Vanno integrati i provvedimenti vigenti per un riequilibrio complessivo dei poteri e dell’efficienza del sistema. In particolare, operando una revisione delle Commissioni di nomina consiliare, dell’Ufficio di Presidenza, dei poteri del  Consiglio dei XII, della legge sulle Istanze d’Arengo e istituendo l’Ufficio di Segreteria dei Capitani Reggenti.

Va proseguita e conclusa la revisione del Regolamento del Consiglio Grande e Generale che tenga conto delle esigenze di funzionalità dei lavori consiliari, di pari opportunità in relazione alle condizioni professionali e di genere, e di valorizzazione e responsabilizzazione del ruolo del Consigliere rispetto al mandato ricevuto, anche in attuazione della norma della  nuova legge elettorale circa lo Statuto dell’Opposizione.

Va consolidato il ruolo della Commissione per la Finanza Pubblica attraverso un ampliamento della struttura, una migliore definizione delle funzioni e del potere di controllo.

 

La Giustizia

Si conferma la volontà di pervenire ad una revisione dell’Ordinamento Giudiziario approvato nel 2003, alla luce della sua prima fase di applicazione, ivi compresa l’esigenza di un riequilibrio delle componenti all’interno del Consiglio Giudiziario Plenario.

Va inoltre data attuazione all’istituzione della Sezione Minori all’interno del Tribunale Unico, al fine di aumentare la specializzazione e favorire continui aggiornamenti nella trattazione delle problematiche inerenti l’infanzia.

La Coalizione intende giungere all’approvazione del nuovo  Codice di Procedura Penale, Il nuovo codice dovrà armonizzare la legislazione vigente con i nuovi principi e riti in esso introdotti anche alla luce della esperienza fin ad allora verificata.

Sono inoltre necessari provvedimenti per dare una soluzione all’annosa problematica del carcere in considerazione delle difficoltà logistiche ed organizzative  rilevate nel corso degli anni.

 

Le Giunte di Castello

È necessario approvare la revisione dell’attuale legislazione con l’obiettivo di modificare e rendere più agili le procedure per la elezione del Capitano e dei Membri delle Giunte di Castello.

Una nuova legge dovrà prevedere misure atte alla valorizzazione della figura degli Amministratori locali, dotando questi ultimi di strumenti più efficaci per lo svolgimento delle proprie competenze, recependo altresì i principi indicati dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa.

 

Residenze e Permessi di Soggiorno

Una nuova legge sui permessi di soggiorno e sulle residenze  dovrà prevedere in particolare:

a)     il contingentamento degli ingressi;

b)     l’aggiornamento dei tipi di permesso di soggiorno;

c)     la revisione dei meccanismi automatici di trasformazione dei soggiorni in residenze; la selezione delle tipologie dei ricongiungimenti famigliari;

d)     il rilascio di residenze legato all’esigenza di garantire professionalità e qualificate attività di imprese necessarie al Paese;

e)     una limitazioni degli ambiti di discrezionalità attraverso una regolamentazione più rigorose .

Si dovrà agire concretamente per contrastare il fenomeno delle residenze di comodo, attraverso adeguati controlli e istituendo oneri specifici per chi trasferisce in territorio la residenza e accede a servizi e benefici, ma non paga né imposte né contributi.

Di fronte a normative più rigide per acquisire la residenza, si potrà procedere ad una riconsiderazione dei requisiti necessari per l’intestazione degli immobili a stranieri residenti. Nel frattempo dovrà essere consentito a parenti, eredi e legatari di cittadino sammarinese o non sammarinese residente, di intestarsi gli immobili ricevuti per successione senza obbligo di residenza in territorio.

Va attivato un piano di azione per la verifica delle presenze irregolari in territorio e l’adozione dei provvedimenti conseguenti con tolleranza zero.

Rispetto al rischio di presenze irregolari in territorio vanno previste le più efficaci condizioni di integrazione solo per le figure professionali necessarie che garantiscano sia le professionalità che condizioni certe di stabilimento e permanenza.

 

Cittadinanza

Predisporre una modifica di legge che consenta l’acquisizione della cittadinanza per naturalizzazione sulla base della maturazione dei requisiti superando il ricorso alla legge straordinaria a maggioranza qualificata fatte salve le opportune salvaguardie.

 

Sicurezza e Ordine Pubblico

Una particolare attenzione dovrà essere riservata alla sicurezza dei cittadini e delle attività economiche. Si rendono necessari: un più efficace coordinamento dei corpi di polizia, il consolidamento della professionalizzazione e della formazione del personale, regolamenti adeguati ai tempi, l’aumento degli investimenti in campo tecnologico e nei mezzi e nelle attrezzature necessarie ad accrescere il controllo del territorio, l’efficacia dei servizi di vigilanza e prevenzione e a tutelare l’incolumità degli agenti.

Dopo la formale adesione ad Interpol, va ora regolamentata e potenziata l’attività dell’Ufficio Nazionale Sammarinese in considerazione della internazionalizzazione dei fenomeni criminali e del ruolo e dell’impegno della Repubblica nel campo della prevenzione e della lotta alla criminalità e al terrorismo.

Al fine di proseguire nell’opera di potenziamento e professionalizzazione del Corpo di Polizia Civile, sarà indispensabile completare la revisione del Regolamento del Corpo, con la relativa verifica dell’organico e l’incremento del parco mezzi.

Tale revisione è volta a dotare il Corpo di una migliore organizzazione interna e ad agevolare il coordinamento con le altre forze dell’ordine, anche con l’introduzione di tecnologie più avanzate, così da rispondere in maniera più efficace alle mutate necessità della nostra società.

Per quanto concerne la protezione civile, è necessario procedere alla piena attuazione dell’accordo firmato lo scorso maggio con la Repubblica Italiana. 

 

Comunicazione e Promozione del sistema

Vanno organizzate e potenziate le attività di comunicazione esterna, al fine di valorizzare e diffondere le attività del Congresso di Stato, del Consiglio Grande e Generale e delle Istituzioni pubbliche e tutelare l’immagine della Repubblica.

 

2)    LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Al fine di garantire una Pubblica Amministrazione dinamica ed in grado di rispondere, con efficacia, efficienza ed economicità, alle nuove sfide poste dall’evoluzione del contesto socio economico, è indispensabile proseguire nel processo di riforma, teso anche a garantire il miglior utilizzo delle risorse disponibili.

L’impostazione della riforma ha dato luogo ad una relazione, in grado di riscuotere consensi nel Paese e nel Consiglio Grande e Generale.

Nel confermare l’impostazione data, deve essere ora formalizzato in atti normativi il lavoro finora svolto e quello ulteriore da compiere, così da porre in essere:

a)     la separazione delle competenze politiche da quelle amministrative, in coerenza con quanto previsto dalle leggi costituzionali e qualificate del dicembre 2005;

b)     la riorganizzazione della struttura e ridefinizione degli organici;

c)     la revisione di alcuni istituti del rapporto di pubblico impiego.

 

La separazione delle competenze politiche da quelle amministrative verrà attuata tramite il trasferimento all’Amministrazione di alcune funzioni ad oggi gestite dal Congresso di Stato o da singoli Segretari, coerentemente ai principi delle richiamate leggi costituzionali e qualificate, anche con il rafforzamento del ruolo del management pubblico.

Con apposita legge sullo status della dirigenza, devono essere attribuiti ambiti di più spiccata autonomia e responsabilità per la migliore organizzazione delle risorse assegnate alla struttura di competenza e l’adozione degli atti di rilevanza esterna. I dirigenti, insieme al personale alle loro dipendenze, devono rappresentare il riferimento professionale privilegiato per il presidio ed il miglioramento della legislazione applicata dall’ufficio di pertinenza. La legge definirà gli aspetti normativi ed economici del rapporto di lavoro del dirigente secondo criteri di imparzialità ed efficienza, ed indicherà le relative forme di reclutamento ed accesso attraverso le opzioni del concorso, del contratto o dello spoil system. La retribuzione sarà determinata dalla legge  e costituita da componenti fisse e componenti variabili legate alla complessità organizzativa e professionalità richiesta nonché  al raggiungimento  dei risultati conseguiti in rapporto agli obiettivi prefissati.

Per la riorganizzazione della struttura dovranno essere completate le attività di valutazione in corso, per contenere la spesa, dare nuovi strumenti di autonomia e razionalizzare i servizi così da garantire una miglior rispondenza alle necessità degli utenti, anche tramite la creazione di punti di riferimento per gli stessi.

Gli interventi necessari alla riorganizzazione, anche in termini di accorpamenti ed esternalizzazioni, saranno rispettosi dell’evoluzione avvenuta nel settore pubblico allargato in questi ultimi anni. In tale contesto risulta necessario riconsiderare il ruolo e l’assetto istituzionale dell’AASP, dell’AASFN e delle Poste. Dovranno essere individuati servizi centralizzati per imprese ed utenti. 

Nell’ambito di tale razionalizzazione dei servizi dovranno essere previsti strumenti di incentivazione alle imprese per la ricollocazione delle professionalità provenienti dalla pubblica amministrazione.

I nuovi dipartimenti, in numero minore rispetto agli attuali ed indipendenti dall’assegnazione delle deleghe politiche, dovranno svolgere funzioni di impulso e di forte integrazione, in relazione anche alle nuove competenze che saranno trasferite. Di essi non faranno parte gli enti e le aziende di Stato in ragione della specificità ed autonomia istituzionale loro riconosciuta.

In relazione alla rivista strutturazione e funzione dei Dipartimenti, i relativi Direttori avranno un ruolo nuovo, diverso rispetto a quello dei dirigenti,  in quanto dovranno supportare i progetti di innovazione, realizzare gli indirizzi ed obiettivi fissati dal Governo e svolgere i compiti nuovi per l’amministrazione nella gestione delle risorse umane, strumentali e finanziarie di concerto con i dirigenti dello stesso dipartimento. In ragione di ciò, saranno nominati dal Congresso di Stato tra soggetti che abbiano competenze e professionalità  nel settore.

Al Dipartimento della Funzione Pubblica saranno affidate funzioni di promozione, orientamento e controllo dei processi di modernizzazione del settore pubblico allargato, con particolare riferimento alle risorse umane e al presidio dell’efficienza, efficacia e funzionalità.

In applicazione di principi già affermati in leggi e contratti collettivi, saranno rivisti alcuni istituti nell’ambito di una profonda revisione del rapporto di pubblico impiego.

Il superamento dei mansionari sarà realizzato attraverso la creazione dei profili di ruolo, con riduzione e semplificazione delle qualifiche ed una previsione di titoli di studio rispondenti alle nuove esigenze di professionalità. Lo status e le modalità di selezione devono essere rivisti per consentire di individuare ed utilizzare al meglio il personale necessario all’Amministrazione anche nell’ottica della riduzione del precariato e con l’obiettivo di realizzare parità di trattamento dei lavoratori a tempo determinato nello svolgimento delle stesse funzioni.

Al completamento di tali interventi, occorre individuare il fabbisogno qualitativo e quantitativo di personale e quindi operare una revisione degli organici, così da definire la migliore collocazione delle risorse umane e quindi permettere l’individuazione di percorsi di sviluppo e riqualificazione.

Una volta definito il nuovo assetto, dovranno essere regolamentati o rivisti anche i seguenti ambiti: formazione come diritto-dovere, sistemi per il riconoscimento del merito, con la partecipazione dei dipendenti e degli utenti, mobilità, struttura retributiva, per rispecchiare il più possibile le diverse professionalità richieste ed espresse.

Alla fine del percorso di riforma sarà altresì predisposto un testo unico delle norme di pubblico impiego.

Il processo di innovazione tecnologica avviato proseguirà anche durante la riforma, per consentire la dotazione di migliori strumenti informatici, tecnologici e logistici, a partire dal sistema di gestione dei flussi documentali anche quale supporto essenziale per affermare l’uso della firma elettronica.

L’informatizzazione, oltre che strumento di lavoro efficace ed  efficiente, dovrà diventare  lo  strumento operativo e di dialogo di tutta la Pubblica Amministrazione e degli Enti Pubblici e di  relazione,  accesso ed erogazione di servizi e prestazioni da parte degli Uffici e Servizi Pubblici. attraverso la realizzazione dello Sportello Unico dell’Utenza anche con accesso remoto.

Riveste particolare importanza il progetto di legge in materia archivistica che consentirà una maggiore valorizzazione del patrimonio archivistico e una sua più agevole fruizione.

Durante le fasi della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e fino alla revisione degli organici, si impone una oculata e rigorosa attenzione nelle deliberazioni sul personale, al fine di non alimentare aspettative che potranno gravare sulla riforma, e di scongiurare disparità mediante atti che possono determinare progressioni di carriera.

Nella prospettiva di una revisione complessiva del Regolamento di Polizia Mortuaria, va adottata con tempestività una legge di modifica, allo scopo di tutelare la libertà di culto, regolamentare la durata delle concessioni di loculi, favorire la facoltà della  pratica della cremazione.

 

3)    POLITICA ESTERA E RELAZIONI INTERNAZIONALI

La Repubblica di San Marino attraverso l’operato svolto alla Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, ha conseguito significativi e riconosciuti risultati verso una maggiore integrazione con l’Europa, una crescita esponenziale per le relazioni esterne, l’affermazione del ruolo e dell’immagine internazionale, la vocazione di San Marino alla pace, al dialogo tra le culture e tra le religioni, alla convivenza pacifica tra i popoli, al rispetto e alla difesa dei diritti dell’uomo e alla cooperazione internazionale. La fruttuosa esperienza maturata costituisce un ulteriore incentivo ad attuare gli impegni presi in campo internazionale, nonché ad utilizzare le qualificate relazioni intrecciate nel corso del semestre per finalizzare nuove intese, in particolare nel settore economico e commerciale.

In questa cornice verrà istituita, su proposta del Congresso di Stato e con l’approvazione del Consiglio Grande e Generale, la Consulta per l’Europa, in cui siano presenti rappresentanti della politica, dell’economia, del sindacato e della cultura, il cui compito sarà, tra gli altri, quello di analizzare il processo d’integrazione europea, al fine di valutarne le opportunità e gli effetti per San Marino.

L’eventuale decisione sull’adesione, sulla non adesione, sull’accordo di associazione, o su altre forme di integrazione con l’Unione Europea,nella tutela delle specificità e delle peculiarità della Repubblica,dovrà ottenere la maggioranza assoluta del Consiglio Grande e Generale e dovrà essere sottoposta a referendum popolare.

E’ fondamentale ed urgente giungere alla formalizzazione degli accordi con la Repubblica Italiana in materia di cooperazione economica, e di lavoro frontaliero, i cui negoziati sono tuttora in corso, nonché dare attuazione alle intese intervenute per rendere effettiva l’internazionalizzazione dell’aeroporto di Rimini-San Marino.

La finalizzazione ed attuazione di questi Accordi, da definire attraverso l’informazione e il coinvolgimento delle organizzazioni economiche e sociali, rappresenta un primo passo verso un nuovo e più moderno rapporto tra San Marino e l’Italia con l’obiettivo di accrescere il benessere economico e sociale di entrambi i Paesi, tendere al superamento di alcuni aspetti patologici del contenzioso in corso, attivare iniziative in campo economico di comune interesse, quali ad esempio il Parco Scientifico Tecnologico e una qualificata e riconosciuta piazza finanziaria.

Va inoltre proseguita l’attività volta a favorire gli investimenti e più in generale la cooperazione nei settori di maggior interesse (economico, turistico, culturale, ecc.) mediante la stipula di accordi bilaterali, con l’Italia e con altri Stati, quale supporto indispensabile per lo sviluppo della nostra economia.

In tale contesto la conclusione di accordi bilaterali contro le doppie imposizioni, per la promozione e protezione degli investimenti, nei settori del turismo, della cultura, deve essere perseguita con continuità per consentire alle imprese sammarinesi di disporre di strumenti giuridici trasparenti ed affidabili.

Altro tema di rilevante importanza collegato agli impegni assunti dalla Repubblica anche  in ambito internazionale, è la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Si dovranno predisporre in attuazione del testo legislativo approvato le necessarie regolamentazioni nel rispetto dei più recenti standard internazionali.

A partire dagli importanti risultati conseguiti nell’ultimo periodo da San Marino negli organismi internazionali multilaterali, quali ONU, Consiglio d’Europa, UNESCO, UNICEF, FAO,  OSCE, va esplorata la possibilità di aprire un rapporto diretto con il WTO.

Un rapporto con i piccoli Stati è necessario ed utile perché è comune l’impegno per la difesa delle identità e nel contesto attuale, caratterizzato dalla globalizzazione, emerge la necessità di tutelare e rafforzare gli interessi comuni, anche nell’ambito dei rapporti con l’Unione Europea.

E’ necessaria la riforma del Dipartimento Affari Esteri per adeguarne l’organizzazione alle mutate ed incrementate esigenze delle relazioni estere, derivanti dall’ampliamento e dall’intensificazione dei rapporti con gli altri Paesi e con le organizzazioni internazionali.

Il progetto di riforma dovrà regolamentare le modalità di accesso alla carriera diplomatica; le opportunità formative e di aggiornamento professionale; l’utilizzo di competenze specifiche per le questioni giuridiche e degli adempimenti conseguenti ad accordi e convenzioni internazionali; la rapida immissione di forze nuove e qualificate nel corpo dei diplomatici di carriera per le missioni all’estero; la revisione della progressione di carriera e l’ordinamento della carriera diplomatica affrontando le questioni connesse.

Proseguire nella verifica attenta del corpo diplomatico e consolare, aggiornando i criteri di nomina degli agenti non di carriera, mirando ad una loro maggiore preparazione e qualificazione. In questo quadro va dedicata una specifica attenzione ai costi e alle incompatibilità, nonché alle rotazioni utilizzando maggiormente la professionalità maturata in ambito sammarinese.

Anche la rete costituita dai sammarinesi all’estero può trovare una valorizzazione dell’immagine e delle relazioni della Repubblica nel mondo.

 

4)    POLITICHE ECONOMICHE

All’interno dei processi di globalizzazione e di integrazione in atto, San Marino deve compiere le scelte necessarie per accettare la sfida, creando un sistema economico efficiente, integrato, competitivo e diversificato; adottando rigore, qualità, legalità e trasparenza come nuovi capisaldi; assumendo la guida dei processi economici con la programmazione di bilancio; mirando ad una società unita, aperta, moderna e solidale.

L’economia sammarinese ha la necessità di intraprendere una fase nuova di respiro europeo tramite politiche concrete e coerenti che incentivino uno sviluppo sostenibile e una buona occupazione per tutti i cittadini; che rilancino le attività commerciali e turistiche attuando uno specifico progetto condiviso e partecipato dagli operatori dei settori individuati; che affermino i diritti dell’impresa e favoriscano il consolidamento e l’evoluzione dell’apparato produttivo verso settori ad alto contenuto tecnologico, e dell’apparato dei servizi verso settori ad alto contenuto di capitale umano; che promuovano un’area di economia sociale di mercato che può determinare la nascita di un ulteriore sviluppo economico e sociale che affianchi lo Stato e il mercato ottenendo una trasformazione qualificata dell’economia sammarinese.

Al fine di assicurare al sistema produttivo, finanziario e dei servizi un attento e costante accompagnamento della propria evoluzione, nella consapevolezza che le scelte strategiche per lo sviluppo del sistema necessitano del coinvolgimento di tutti i soggetti politici, sociali ed economici, al di sopra delle logiche di parte e nel rispetto dei singoli ruoli, sarà istituita la Consulta per lo Sviluppo composta dalle diverse rappresentanze.

 

La Coalizione vuole rafforzare e sviluppare l’economia:

a)     aggiornando la legge fiscale e applicando il nuovo diritto societario nonché la legge che promuove la ricerca industriale;

b)     costruendo le infrastrutture nella salvaguardia del territorio e dell’ambiente e riqualificando i centri storici;

c)     sviluppando il sistema finanziario nella piena tutela dei risparmiatori con le necessarie garanzie e mettendo in campo la più alta professionalità;

d)     facendo crescere imprenditorialmente la radiotelevisione e utilizzandola anche per i servizi ai cittadini;

e)     realizzando una sana concorrenza nel settore delle telecomunicazioni;

f)       aprendo la strada alla cooperazione economica internazionale tramite un utilizzo intelligente e pratico delle relazioni esterne e una promozione del sistema San Marino sulle piazze internazionali anche attraverso l’azione della Camera di Commercio.

 

Dovranno essere compiuti ulteriori passi sulla strada della liberalizzazione per facilitare la costituzione di nuove imprese, attraverso il definitivo superamento del nullaosta del Congresso di Stato.

Dovrà essere predisposta inoltre una nuova disciplina per il rilascio  delle licenze coordinata con la nuova legislazione societaria.

 

Ricerca e Sviluppo

Nella consapevolezza della rilevanza delle attività di ricerca per qualificare ed aumentare la competitività del sistema imprenditoriale, verranno sostenute e promosse le attività di ricerca in collaborazione con partner esterni e le attività di ricerca sulla base di progetti nazionali.

Nell’ambito dei rapporti con l’Unione Europea verrà perseguita la possibilità di utilizzare i fondi europei destinati all’innovazione.

Tra le iniziative di sviluppo sociale, economico e culturale  e di promozione della ricerca scientifica, dovrà essere perseguita la realizzazione di un Parco Scientifico e Tecnologico in partnership con le regioni italiane limitrofe, incentivato da un’ apposita politica fiscale.

Oltre a favorire lo sviluppo del territorio, delle conoscenze tecnico scientifiche e di nuove iniziative imprenditoriali, incrementando così la competitività del sistema, il Parco scientifico Scientifico e Tecnologico andrebbe a costituire il collegamento tra mondo accademico e realtà industriali, dando vita a una fondamentale struttura di innovazione territoriale orientata all'eccellenza.

 

Il Sistema Produttivo

La Coalizione intende:

a)     consolidare l'apparato produttivo esistente, favorirne il naturale sviluppo, compatibilmente con le caratteristiche ambientali, territoriali e del mercato del lavoro, supportarne l’evoluzione verso settori tecnologicamente avanzati, i servizi reali, il tempo libero, il commercio internazionale, valorizzando l'intelligenza e il lavoro dei sammarinesi;

b)     corrispondere alle esigenze di ampliamento segnalate da qualificate realtà industriali, attraverso apposite varianti di Piano Regolatore, nel rispetto delle esigenze di sviluppo sostenibile e di criteri di equità;

c)     affermare i diritti e i valori della libera impresa e dei lavoratori attraverso appositi statuti;

d)     ampliare spazi di competitività di sistema per le imprese nel contesto delle regole dell’economia di mercato;

e)     proseguire nella sottoscrizione  degli accordi di cooperazione economica e convenzioni contro le doppie imposizioni, quali supporti indispensabili per lo sviluppo e l’ammodernamento del sistema economico;

f)       snellire le pratiche burocratiche ed evitare rendite improprie; favorire la crescita di forme spontanee di autoorganizzazione del terzo settore; produrre una legislazione innovativa che tuteli gli investimenti, in linea con gli orientamenti europei e offra un’immagine moderna del Paese;

g)     all’interno di una nuova politica per il potenziamento dell’apparato produttivo, va adottato un progetto specifico per i giovani imprenditori, sostenuto da qualificati corsi di formazione presso l’università e da prestiti sulla fiducia garantiti dallo Stato allo scopo di finanziare iniziative concrete e con buona prospettiva di successo;

h)     dare maggiore impulso all’azione della Camera di Commercio mantenendone le caratteristiche di azienda snella e rendendola autonoma dal punto di vista finanziario e funzionale;

i)        valorizzare e diffondere l’immagine della Repubblica e del suo sistema economico e produttivo, favorire la penetrazione delle imprese nei mercati internazionali anche attraverso un rinnovato e più forte impegno delle rappresentanze diplomatico-consolari e con un intenso sforzo anche finanziario orientato e finalizzato ad una efficace comunicazione economica specifica.

 

Il Sistema Finanziario

La Coalizione intende:

a)     internazionalizzare il sistema finanziario e completare gli adempimenti nei settori delle assicurazioni;

b)     salvaguardare la riservatezza del sistema bancario in coerenza con le scelte compiute con l’accordo sulla tassazione dei redditi da risparmio;

c)     rafforzare la tutela del risparmio rendendo esecutiva la legge 165/2005, nella parte concernente l’istituzione di un sistema di garanzie a tutela dei depositanti, recependo i principi fondamentali della normativa europea in tema di tutela del risparmiatore;

d)     adottare regolamentazioni snelle e flessibili;

e)     impostare una fiscalità specifica per i servizi finanziari;

f)       ricercare un accordo con l’Europa per la libera prestazione dei servizi finanziari sammarinesi;

g)     potenziare l’azione della Banca Centrale, ridefinirne l’ambito di autonomia e rafforzarne le corrispondenti responsabilità nel governo dell’evoluzione complessiva del sistema, anche attraverso accordi e rapporti di collaborazione con istituti ad essa equivalenti al fine di favorire l’integrazione del settore finanziario sammarinese con quello internazionale;

h)     rendere sempre più efficace e puntuale l’attività di vigilanza sul sistema;

i)        sviluppare il rapporto col Fondo Monetario Internazionale, con la Banca Mondiale e con le principali piazze finanziarie per una ulteriore espansione del sistema.

j)       adeguare la legge sul trust alle esigenze operative emerse.

 

Il Turismo ed il Commercio

Considerata la rilevanza sia di carattere economico ma anche storica e culturale delle attività relative al turismo, valutata la necessità di conferire un rinnovato e riqualificato impulso al settore, diventa strategico ridefinire una cornice di riferimento culturale stabile e fortemente caratterizzante dell’offerta turistica e delle manifestazioni del Paese, stabilendo e riconoscendo quali capisaldi gli aspetti intimamente legati alla sovranità, alla storia, al paesaggio, anche in connessione alla recente iscrizione del Monte Titano e del Centro Storico nella lista UNESCO dei siti patrimonio dell’umanità e dei relativi impegni di tutela e di valorizzazione.

Necessita altresì completare la definizione e procedere, attraverso opportune fasi, all’applicazione di un piano strategico del turismo che delinei lo sviluppo del comparto per i prossimi anni, con riferimento all’incremento ed alla qualità della ricettività alberghiera, alle infrastrutture, ai trasporti ed ai servizi connessi.

Tutto ciò deve avvenire con il coinvolgimento degli operatori e nella consapevolezza che sono fattori strategici una riorganizzazione delle risorse professionali, una adeguata promozione, sinergie tra pubblico e privato e strategie di collaborazione con le realtà circostanti.

L’offerta sammarinese nel campo dell’ospitalità deve essere molto articolata, puntare sugli eventi culturali, sulla valorizzazione degli appuntamenti istituzionali, sul paesaggio, sull’attività congressuale e deve utilizzare e veicolare la sovranità e la statualità della Repubblica.

Al fine di permettere un convinto salto di qualità del sistema commerciale, che per vincere la sfida della competitività dovrà presentarsi come un sistema integrato nelle sue diverse modalità distributive, è necessaria la sollecita realizzazione del Piano di Valorizzazione del Commercio che oltre alle indicazioni già previste dalle linee guida in esso contenute dovrà contemplare i seguenti aspetti:

a)     diversificare e qualificare l’offerta; rivedere alcune rigidità normative che oggi limitano la nascita e lo sviluppo di imprese qualificate nel settore commerciale; destagionalizzare le attività, allargare il mercato a nuove fasce di clientela;

b)     incentivare e premiare l’introduzione di prodotti e servizi innovativi e la valorizzazione delle tipicità;

c)     promuovere iniziative in settori specializzati e innovativi rivolte ad un pubblico qualificato; incrementare il turismo scolastico offrendo conoscenze culturali specifiche riguardanti la storia e le istituzioni, attrezzando parchi e percorsi naturalistici; organizzare congressi e convegni su temi specializzati; promuovere e tutelare la produzione artigianale interna di articoli tipici anche attraverso la istituzione di apposite borse di studio/lavoro; tutelare e promuovere la produzione e la commercializzazione dei prodotti enogastronomici tradizionali; qualificare il livello dell’ospitalità e dell’intrattenimento;

d)     ripensare il ruolo del centro storico, nell’ottica di conciliare le esigenze residenziali con quelle istituzionali, culturali e commerciali, riservando la massima attenzione all’arredo urbano e ai servizi primari e secondari; operare attivamente per l’insediamento sul territorio di istituzioni internazionali prestigiose; sviluppare adeguatamente il progetto universitario con collaborazioni esterne; dare stabilità agli eventi nel campo culturale, sportivo e dello spettacolo; organizzare fiere specializzate;

e)     organizzare aree commerciali specializzate: una, dal confine di Dogana a Serravalle favorita da servizi di viabilità e parcheggi appositamente organizzati, altre nei centri storici di Città, Borgo, Serravalle, Montegiardino, attraverso appositi incentivi che favoriscano sensibilmente le specifiche specializzazioni e vocazioni, oltre che con una progettazione accurata delle aree, degli edifici, delle insegne, delle esposizioni e dell’arredo;

f)       programmare una riduzione della imposta monofase attraverso gli acquisti effettuati tramite lo sviluppo della San Marino Card, in grado di conferire nuovi e più ampi spazi di competitività, rigorosamente finalizzata agli investimenti legati alla riqualificazione, alla riconversione, alla specializzazione ed alla crescita del sistema commerciale;

g)     utilizzare appieno le infrastrutture esistenti, restituire al suo ruolo l’intero Palazzo dei Congressi, potenziare l’aviosuperficie di Torraccia, sfruttare al meglio la nostra partecipazione nell’Aeroporto Internazionale Rimini–San Marino, riaffermare con l’Italia la comune necessità di un collegamento veloce tra San Marino e Rimini;

h)     utilizzare la presenza nell’esecutivo dell’OMT e in altri organismi internazionali del turismo, BIE e ETC,  quali strumenti per valorizzare e promuovere il sistema Paese;

i)        dare completa attuazione alla legge quadro del turismo quale strumento operativo per favorire la crescita e lo sviluppo del settore;

j)       favorire il rilancio del settore congressuale attraverso la costituzione del Convention & Visitors Bureau, previsto dalla legge quadro, come società mista pubblico-privato;

k)      inserire San Marino quale destinazione stabile nel circuito del turismo culturale e delle città d’arte;

l)        rinnovare l’accordo operativo con l’Agenzia Nazionale del turismo ENIT previsto dall’accordo bilaterale, per la promozione congiunta sui mercati esteri;

 

Le indicazioni e le linee guida del Piano Strategico del Turismo e del Piano di Valorizzazione del Commercio troveranno una proposta di attuazione nello studio “Piano di Crescita della Repubblica di San Marino”; la valorizzazione e riqualificazione del centro storico di San Marino Città troveranno soluzioni attraverso un approfondimento del lavoro già predisposto ed il confronto con le associazioni di categoria.

In questo contesto è necessario determinare con quali modalità, con quali limiti, in quali settori, capitali esterni possano contribuire in maniera positiva allo sviluppo del commercio valutando quei progetti di valore indirizzati progressivamente ai diversi settori specifici e ad investitori con caratteristiche peculiari e particolari tali da accrescere e valorizzare il settore commerciale.

 

I Giochi della Sorte

La Coalizione intende stabilire per l'intera legislatura una moratoria sulla questione dei giochi, attraverso l’impegno a non proporre insieme o singolarmente modifiche alla struttura di gestione dei giochi e a mantenere invariata la normativa così come si è oggi consolidata.

 

Il Terzo Settore

La Coalizione intende:

a)     favorire forme di autoorganizzazione del terzo settore, delle imprese senza fini di lucro: società cooperative, società mutualistiche, associazioni, impegnate soprattutto nella prestazione di servizi amministrativi e sociali con un forte ricorso al volontariato;

b)     considerare una alternativa gestionale di alcuni servizi non strategici dello Stato procedendo alla loro socializzazione anziché alla pura privatizzazione.

 

Le Telecomunicazioni

Il settore delle telecomunicazioni è fondamentale nello sviluppo di una economia moderna in quanto ha il compito fondamentale di acceleratore dello spazio economico e culturale.

Pertanto occorre:

a)     favorire la concorrenza, compatibilmente con le dimensioni del nostro sistema, la ricerca e la crescita e vanno superati con determinazione i regimi di privilegio esistenti;

b)     adottare la legge quadro per le reti e i servizi di comunicazione elettronica;

c)     agevolare la crescita della cultura dell’utilizzo dei mezzi informatici al fine di avvantaggiare tutti i cittadini e agganciare la nostra comunità agli standard europei;

d)     ricondurre le convenzioni di concessione dell'utilizzo dei sistemi di telecomunicazione ad un progetto concreto per il futuro nel quale deve rientrare la possibilità di creare a San Marino un polo tecnologico per la sperimentazione delle nuove tecnologie;

e)     accelerare il processo di modernizzazione e trasformazione, attraverso l’attuazione del “Piano Strategico delle Telecomunicazioni” che veda, con l’inserimento di nuovi operatori e/o l’estensione dei servizi agli operatori esistenti, integrare i servizi di connettività, dei quali si è evidenziata una richiesta da parte di cittadini e imprese;

f)       sviluppare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti integrate con le tecnologie wireless estese a tutto il territorio, per la diffusione della banda larga e delle relative politiche di utilizzo;

g)     istituire l’Autorità delle Telecomunicazioni;

h)     valutare la realizzazione di aree di accesso internet gratuito;

i)        armonizzare una efficace e sicura distribuzione delle antenne sul territorio;

j)       assicurare una informazione diffusa, dettagliata e periodica sull’inquinamento elettromagnetico attraverso strumenti di comunicazione adeguati;

k)      rivedere le modalità di applicazione dei canoni anche in funzione di una maggiore omogeneità e verificare i percorsi per il superamento delle esenzioni fiscali totali nel settore.

 

Servizi Energetici

Si darà seguito all’iter di trasformazione dell’AASS in Società per Azioni, così come avviato con Legge 20 novembre 2001 n. 119, tenendo conto dell’ordine del giorno consiliare approvato il 28 ottobre 2004, mantenendo allo Stato la proprietà degli impianti e delle reti nonché la proprietà della totalità delle azioni.

Inoltre, verranno approfondite ed utilizzate le possibilità di approvvigionamento di gas direttamente dai paesi produttori attraverso collaborazioni con partner internazionali dotati di tecnologia e know-how, valorizzando il ruolo dell’AASS.

Con l’obiettivo di definire un piano pluriennale di azione volto ad assicurare qualità ed affidabilità all’approvvigionamento idrico per il prossimo decennio, l’AASS, nel proprio ruolo di gestore del ciclo delle acque, avvierà un piano di intervento sulle risorse idriche secondo un approccio integrato volto a conseguire obiettivi di incremento della disponibilità e  tutela della  qualità  del prodotto erogato agli utenti anche tramite la realizzazione di un bacino in territorio.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, sempre al fine di contenere i costi d’acquisto e conseguentemente le tariffe applicate ai cittadini ed alle imprese, andranno perfezionate le intese preliminari raggiunte con le autorità italiane sull’argomento.

Si darà corso alle indicazioni del Piano Energetico della Repubblica di San Marino ed alla Legge n.72 del 7 maggio 2008 sul risparmio energetico e le fonti rinnovabili. In particolare sarà completata la decretazione richiamata nella suddetta legge al fine di renderla operativa e inserire San Marino nel contesto internazionale dei paesi più impegnati nella riduzione degli agenti climalteranti e verso una parziale indipendenza energetica tramite produzione di energia da fonti rinnovabili. Contestualmente, tramite lo Sportello per l'Energia, verrà dato corso all'impegno del PEN di riduzione dei consumi del settore pubblico con l'obiettivo di liberare risorse economiche e di migliorare l'efficienza degli impianti dello stato, soprattutto rivolgendo l'attenzione alle fonti di energia rinnovabile ed alla cogenerazione. Particolarmente importante inoltre l'azione di sensibilizzazione e divulgazione che sarà intrapresa per creare nella cittadinanza una "coscienza ecologica" che muti il comportamento individuale e collettivo, fattore comunque imprescindibile per raggiungere risultati concreti.

 

5)    POLITICHE DI BILANCIO

Il riequilibrio della Finanza Pubblica con il contenimento della spesa corrente e l’ incremento degli investimenti è un obiettivo programmatico dei prossimi Bilanci e deve essere sostenuto con importanti e qualificati interventi per:

a)     il rafforzamento dei diversi settori dell’economia cosiddetta tradizionale;

b)     lo sviluppo dei fattori di crescita quali l’innovazione tecnologica e informatica, la ricerca, il risparmio energetico e nuove fonti per l’energia;

c)     la promozione di San Marino quale piazza finanziaria solida e competitiva;

d)     interventi strutturali affinché il settore pubblico allargato sia lo strumento  efficace nei rapporti con l’economia ed i cittadini;

e)     gli adeguati e necessari investimenti sul territorio;

f)       il sostegno e la qualificazione delle politiche  e degli ammortizzatori sociali;

g)     la ristrutturazione del debito pubblico con l’emissione di titoli di Stato, anche per il finanziamento di nuovi investimenti;

h)     un piano pluriennale per il definitivo riequilibrio della finanza pubblica attraverso la riduzione programmata dell’incidenza della spesa corrente di almeno 1,5% all’anno, al fine di aumentare la quota destinata agli investimenti;

i)        l'equilibrio di bilancio che non può prescindere da una politica programmata di rigore selettivo secondo criteri di equità e di efficienza dei servizi;

j)       definire strumenti efficienti e flessibili per la gestione dei beni immobili dello Stato e costituire una holding pubblica per la gestione delle partecipazioni azionarie dello Stato.

 

L’annuale Programma  Economico deve divenire il reale strumento della programmazione degli interventi, dei progetti, delle risorse impiegate e dei tempi di realizzazione e riversarsi in termini operativi nel Bilancio di Previsione dello Stato e degli altri Enti Pubblici.

La riforma del Bilancio dello Stato e degli Enti Pubblici e del regolamento di contabilità devono  avere caratteri di priorità e deve essere attuata con gli opportuni coinvolgimenti delle competenti amministrazioni finanziarie dello Stato e del Settore Pubblico Allargato.

La modernizzazione del Bilancio dello Stato,  superando la sua struttura di mero strumento finanziario, apre ulteriori spazi alla riconversione della spesa pubblica e alla possibilità di programmazione della spesa per progetti, disciplina e responsabilizza il potere di spesa delle Amministrazioni Pubbliche e dei suoi Dirigenti e crea le condizioni per l’eliminazione di inutili percorsi burocratici e di autorizzazione permettendo invece verifiche e controlli sostanziali, permette  di recuperare efficacia e efficienza alla sua gestione,  crea le condizioni per il reale controllo e la verifica del raggiungimento degli obiettivi.

 

Il Fisco

La riforma fiscale verrà completata e attuata quale strumento delle politiche economiche,  di sviluppo e della socialità.

Dovrà essere adottata la disciplina riguardante l’accertamento e il contenzioso tributario con l’introduzione di ulteriori elementi di garanzia per il contribuente, la motivazione degli atti, ulteriori requisiti di professionalità dell’organo di accertamento e dei suoi componenti, indicando forme di fiscalità mirata a settori o interventi innovativi.

 La nuova Legge deve recepire quegli aspetti che caratterizzano lo “Statuto del Contribuente”.

La revisione delle aliquote e il riallineamento della pressione fiscale per le persone fisiche, con l’introduzione del “quoziente familiare” completerà le norme, mentre il processo conclusivo della riforma tributaria sarà sancito da un Testo Unico che dovrà essere connotato dalla massima chiarezza e semplicità delle norme.

Si procederà alla verifica ed all’approfondimento per valutare il passaggio dalla monofase ad un sistema IVA.

Il trattamento fiscale degli immobili deve essere improntato all’equità. A ciò si ispira la riforma del catasto già elaborata e, mentre si conferma la scelta dell’esenzione dall’IGR per l’abitazione, è affermato l’impegno ad individuare efficaci misure dirette a diminuire il vantaggio fiscale per le società immobiliari e per il leasing di immobili che non sono effettivamente utilizzati dal conduttore.

 

6)    POLITICHE DEL LAVORO

La costante e rapida evoluzione del mondo del lavoro deve essere governata valorizzando la qualità del lavoro e la dignità dei lavoratori, bilanciando le necessità di flessibilità e di opportunità delle imprese e rilanciando una nuova cultura del lavoro quale elemento centrale della vita delle persone e del sistema paese.

A tal fine si rende necessario un monitoraggio continuo delle dinamiche socio economiche e produttive ad esso legate al fine di verificarne l’impatto sull’occupazione e i risvolti sociali che ne conseguono.

L’impianto normativo che regola il mondo del lavoro necessita di una verifica e di interventi che da un lato integrino e riformino gli aspetti legati agli ammortizzatori sociali, e dall’altro valutino e modifichino quelle che non si dimostrano efficaci nella riduzione della precarietà, confermando la centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

La verifica dovrà essere informata all’equilibrio delle esigenze di flessibilità delle imprese e le tutele dei lavoratori anche attraverso interventi di formazione e riqualificazione delle risorse professionali con una precisa azione di orientamento dell’offerta rispetto alla domanda; occorre parallelamente una ulteriore intensificazione dell'attività di controllo  relativa a tutte le tipologie contrattuali e sui diversi aspetti legati al mondo del lavoro, con l’applicazione rigorosa delle sanzioni previste. A questo proposito deve essere affermata un’azione congiunta delle diverse strutture preposte.

Nel perseguire l’obbiettivo strategico della ulteriore riduzione della precarietà e del superamento della difficoltà di ricollocazione, dovranno essere predisposti programmi di intervento e strumenti atti a sostenere coloro che per dato di genere o anagrafico o di condizione socio-economica si trovino in particolari condizioni di svantaggio e di difficile collocazione nel mondo del lavoro.

Questo impegno dovrà coinvolgere complessivamente tutto il sistema economico, sociale ed istituzionale.

Si dovrà verificare la possibilità di un corpo normativo e di regole contenute in un Testo Unico  delle norme sul lavoro.

Gli interventi dovranno essere concordati con le parti sociali attraverso il metodo della concertazione.

Va prevista una revisione degli istituti delle indennità di malattia e degli assegni familiari per i lavoratori autonomi e dei meccanismi di contribuzione e di erogazione delle prestazioni.

 

Il Servizio Mensa

Va completato il piano di riorganizzazione del servizio mense per una più razionale dislocazione sul territorio.

La parte pubblica nell’ambito del Fondo Servizi Sociali dovrà ricercare le forme e modalità gestionali più convenienti e procedere ad una revisione delle condizioni e modalità di erogazione del servizio.

 

7)    POLITICHE PREVIDENZIALI

La riforma in materia pensionistica ha introdotto sostanziali novità in una situazione alla quale era necessario porre mano già da alcuni anni. Nell’ottica di perseguire e garantire la solidità della gestione del sistema pensionistico obbligatorio è necessario dare risposte ad alcuni aspetti quali l’equità nei trattamenti di pensione, la solidarietà intergenerazionale, le modalità di distacco graduale dall’attività lavorativa, il riscatto contributivo dei periodi di non lavoro, la previsione di apposite finestre d’uscita dal mondo del lavoro per chi svolge mansioni usuranti, la cosiddetta “solidarietà di ritorno” e procedere al completamento della riforma sugli argomenti già individuati e condivisi con le parti economiche e sociali.

La Coalizione intende realizzare il secondo pilastro, non obbligatorio, del quale la natura della gestione e la gradualità di applicazione verranno concertate con i rappresentanti dei lavoratori e delle categorie economiche.

In vista della redazione del testo unico è opportuna una ulteriore riflessione per quanto riguarda la previsione di adeguate tutele per quei lavoratori con vite contributive molto lunghe.

In particolare verrà affrontato il tema del diritto ad accedere al trattamento pensionistico per i soggetti con carriere contributive uguali o superiori a 40 anni, anche con l’applicazione di disincentivi.

Si dovrà intervenire per ridurre le differenze fra pensioni massime e pensioni minime siano queste definite dal regime ISS che dal regime Stato, anche nella direzione di collegare le pensioni di reversibilità al reddito, per aumentare gli anni di residenza in territorio per accedere alle pensioni sociali e affrontare inoltre il problema del riequilibrio dei fondi pensionistici in passivo.

 

8)    POLITICHE SANITARIE

La riforma istituzionale dell’ISS per gli aspetti organizzativo-istituzionali e l’Authority per la garanzia della qualità delle prestazioni pubbliche e private e per la programmazione sanitaria e socio sanitaria, sono i punti di partenza di un percorso di profondo rinnovamento che mira a mantenere un sistema universalistico, solidale ed efficace. Questo percorso verso un nuovo modello organizzativo ed una governabilità del sistema deve andare avanti attribuendo le autonomie e le responsabilità previste dalla legge n. 165 del 2004 in coerenza con la riforma della Pubblica Amministrazione.

Le scelte organizzative e politiche devono essere compatibili con i principi istitutivi dell’ISS e con l’obiettivo primario di assicurare il fondamentale diritto alla salute dei cittadini, la qualità, l’accessibilità e la continuità dell’assistenza a tutti gli utenti indipendentemente dalle loro condizioni sociali o economiche. In ragione di ciò la qualità dei servizi sanitari rappresenta un obiettivo strategico per la nostra comunità.

Verranno espressi indirizzi politici chiari e sostenuti nel tempo, per consentire così l’orientamento del sistema ai reali bisogni e l’individuazione dei livelli essenziali di assistenza non intesi come “minimi” ma come “appropriati”.

L’ISS deve continuare a garantire risposte di primo livello, per la necessità di dimensionare la struttura al bacino d’utenza. Accanto al potenziamento dei servizi di base e le azioni per promuovere la sanità in rete, andranno verificate le possibilità di realizzare servizi d’eccellenza, aperti anche a pazienti esterni e quindi compatibili con le realtà sanitarie limitrofe, sia per qualificare l’offerta che per i benefici economici conseguenti. In particolare va data continuità alla realizzazione di accordi di reciprocità in campo professionale ed economico con altri servizi sanitari esterni.

In relazione a quanto sopra, è necessario:

a)     valorizzare e responsabilizzare i ruoli professionali sanitari, sociosanitari, tecnico-amministrativi, affermando il criterio della meritocrazia per elevare la qualità delle prestazioni e prevedendo importanti investimenti nella formazione;

b)     ottimizzare la gestione delle risorse umane per un più efficace funzionamento dei servizi sanitari e socio sanitari anche con l’obiettivo del dimezzamento delle liste d’attesa in tempi determinati

c)     ribadire l’importanza strategica degli investimenti nelle strutture, nei macchinari, e sviluppare valutazioni ed orientamenti preliminari circa la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera;

d)     verificare periodicamente l’efficacia delle prestazioni erogate attraverso regole e parametri adottati a livello internazionale;

e)     regolamentare l’attività libero professionale allo scopo di ottenere ricadute positive sull’ISS senza penalizzare i servizi;

f)       attuare la prevenzione primaria e secondaria secondo le indicazioni del Piano Sanitario e Socio Sanitario nazionale;

g)     organizzare i servizi di base come fulcro del sistema e filtro reale della domanda sanitaria attraverso percorsi di Assistenza Domiciliare Integrata e di dimissioni protette;

h)     regolamentare le attività sanitarie “non convenzionali”;

i)        promuovere azioni di educazione sanitaria rivolta alla affermazione di corretti stili di vita e di appropriatezza dell’uso dei servizi sanitari e socio sanitari;

j)       migliorare l’accessibilità alla struttura ospedaliera e ai servizi attraverso l’istituzione di percorsi strutturati per i disabili e l’implementazione di un servizio di prenotazione unico e un apposito servizio di accettazione;

k)      attivare la costituzione del Comitato di Bioetica;

l)        utilizzare lo strumento dell’'accreditamento istituzionale che, attraverso un approccio sistemico della qualità riconosciuto a livello internazionale, garantisca la qualità delle cure e della presa in carico del cittadino in modo oggettivo e trasparente, e consenta di dialogare attraverso lo stesso linguaggio della qualità, e quindi di creare occasioni di scambio di servizi di eccellenza, con altri sistemi sanitari e socio-sanitari in una logica di “rete nella rete.

 

 

9)    POLITICHE SOCIALI

Le Pari Opportunità e le Disabilità

A tutti i cittadini devono essere riconosciute le pari opportunità, anche attraverso appropriati interventi nell’organizzazione del lavoro e della vita sociale.

Si deve quindi:

a)     promuovere adeguate campagne informative, di sensibilizzazione e di ricognizione sullo stato dei diritti civili e delle pari opportunità;

b)     adottare la legge quadro sull’handicap già predisposta con il coinvolgimento del mondo del volontariato e dell’associazionismo;

c)     promuovere una politica di integrazione e coordinamento per la realizzazione di una efficace programmazione degli interventi sul territorio finalizzati al progressivo abbattimento delle barriere architettoniche;

d)     favorire l’inserimento lavorativo, l’indipendenza e l’autonomia di vita dei disabili;

e)     migliorare l’attività di sostegno nelle scuole attraverso un apposito provvedimento di legge;

f)       sostenere le famiglie dei disabili gravi attraverso interventi di potenziamento degli ammortizzatori sociali;

g)     regolamentare le modalità e le procedure di  tutela giudiziaria.

 

I Giovani

Dovranno essere predisposti progetti in conformità con il Piano Biennale allo scopo principale di promuovere lo sviluppo e la crescita personale e sociale di tutti i giovani.

I progetti dovranno basarsi principalmente sulle direttive e sui principi europei in materia di gioventù, contenuti nel Libro Bianco sulla gioventù dell’Unione Europea

Dovrà essere posta particolare attenzione ai problemi legati all’accesso al mondo del lavoro da parte dei giovani, in modo da progettare azioni di orientamento tese all’affermazione di una professionalità più consapevole e responsabile, favorendo progetti di formazione sempre più attinenti alla realtà locale e globale.

Va promossa l’istituzione di centri di ascolto, di informazione e di sostegno appositamente rivolti ai giovani in età adolescenziale, che prevedano la presenza di figure professionali specifiche operanti anche in collaborazione con le associazioni giovanili presenti sul territorio.

Vanno favorite e sostenute iniziative spontanee ed opportunità rivolte agli adolescenti anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.

 

 

Gli Anziani

Le persone anziane sono un patrimonio di cultura, di saggezza e continuità che occorre valorizzare e utilizzare.

E’ pertanto necessaria una politica organizzata nei confronti di questi cittadini anche alla luce dei cambiamenti demografici ed economici.

Partendo da un censimento delle necessità attuali e da una proiezione di quelle di medio-lungo periodo, è necessario:

a)     predisporre adeguate risorse finanziarie, per interventi mirati a tutela di un reddito dignitoso e autosufficiente;

b)     avviare e completare progetti infrastrutturali dedicati alla cura, con particolare riguardo alle problematiche della lungodegenza e della riabilitazione;

c)     potenziare le strutture dedicate all’incontro e alla socializzazione, con il potenziamento dei servizi sul territorio (centri diurni, assistenza domiciliare, case di riposo);

d)     sostenere la crescita di occasioni per la cultura e la formazione;

e)     favorire, anche attraverso apposite normative, il mantenimento di un ruolo sociale e la partecipazione alle azioni di volontariato (carta dei diritti delle persone anziane);

f)       semplificare le norme che regolano l’assunzione e l’attività delle assistenti degli anziani e consentire la deduzione fiscale delle relative spese;

La priorità del progetto è finalizzata al principio di continuare a far vivere le persone anziane nel proprio ambiente e di contrastare la solitudine.

 

Le Famiglie

La famiglia, quale nucleo fondamentale della società, va sostenuta con politiche di attenzione anche sul piano fiscale, sia verso quelle già formate, sia verso quelle in fase di realizzazione.

Il certificato di credito sociale già realizzato rappresenta uno strumento evolutivo e permanente mentre è necessario trovare nuove soluzioni  per le famiglie con figli che risentono in modo particolare della diminuzione del potere d’acquisto,  compiendo anche  una revisione della disciplina degli assegni familiari,  che unitamente al quoziente familiare consente di dotarsi di strumenti e interventi  da gestire proficuamente per le famiglie residenti.

Va considerata la ristrutturazione ed il potenziamento dell’assistenza domiciliare agli anziani ampliando la casistica dei possibili beneficiari.

Occorre rendere concreto ed effettivo il diritto ad avere servizi adeguati  a supporto delle famiglie con figli, in particolare il diritto all’asilo nido attraverso il dimezzamento delle liste d’attesa entro cinque anni con un forte impegno dello Stato nella realizzazione di nuove strutture pubbliche o accreditamenti di quelle private o gestite nei termini del no-profit. I costi delle strutture private accreditate, per l’utente devono essere corrispondenti almeno a quelle pubbliche. Va previsto il sostegno alle famiglie che ricorrono ai nidi privati accreditati fino al completamento del piano pubblico.

Sostenere i genitori soli che non lavorano, e rafforzare gli istituti per le madri che lavorano; conteggiare i periodi di part-time per motivi familiari, ai fini della pensione; favorire l’utilizzo del part-time per temporanee esigenze familiari o per studio e formazione.

Considerata la rilevanza dei problemi legati ai diritti civili verrà istituita la Consulta per i Diritti Civili e le Questioni Etiche, con l’obiettivo di fissare la sede di un confronto fattivo e sistematico sul tema e sulle implicazioni connesse, nell’insieme delle opinioni e delle sensibilità presenti nella società e delle scelte compiute nei paesi europei, con la partecipazione delle rappresentanze e delle espressioni politiche, sociali e culturali sensibili alla problematica.

Predisporre una adeguata e moderna regolamentazione delle pratiche di fecondazione assistita.

Nel principio della difesa della vita e della salute, come espresso dalla Convenzione di Oviedo, si ritiene necessario istituire una attività consultoriale coordinata e multidisciplinare per favorire una maternità consapevole. A tal fine va anche garantita una educazione sessuale a livello scolastico sin dalla pubertà.

La campagna di sensibilizzazione contro la violenza nei confronti delle donne, in particolare la violenza domestica, ha trovato una prima significativa risposta nella legge recentemente approvata che va completata con l’adozione dei decreti previsti ed accompagnata ad una azione di costante monitoraggio del fenomeno sul nostro territorio e ad iniziative specifiche di formazione e di informazione.

 

Prevenzione e Riduzione del Disagio Sociale

Occorre dare voce al disagio, analizzare nella nostra società le problematiche che richiedono un intervento che si basi su una nuova cultura dell’individuo, la cultura dell’aiuto e non dell’assistenza, perché alla fine è la solitudine che manovra le azioni degli individui piombati nella disperazione.

Il disagio può esprimersi sotto diverse forme che vanno dall’esclusione da ambiti di relazione, di lavoro, all’assenza di un sostegno familiare adeguato, alla presenza di nuove forme di povertà,. Le problematiche correlate all’uso, all’abuso e alla dipendenza da sostanze stupefacenti, all’alcol ed agli psicofarmaci, a quelle correlate a condotte alimentari e alle dipendenze comportamentali, costituiscono una priorità nell’intervento sociale e sanitario.

Occorre creare anche una rete di servizi integrati coinvolgendo, oltre ai servizi sociali, anche l’associazionismo ed il volontariato, avendo anche un’attenzione alla riqualificazione del tessuto urbano.

Realizzare la distinzione del trattamento della pena tra lo spaccio ed il consumo di stupefacenti, prevedendo per quest’ultimo tutte le tipologie di aiuto terapeutico e di recupero alternativo alla reclusione.

 

Il Volontariato

Apprezzando l’impegno che tanti sammarinesi dedicano al volontariato attraverso numerose associazioni, al fine di valorizzarne le iniziative, si ritiene necessario:

coinvolgere le associazioni di volontariato nella definizione e valutazione delle politiche sociali e di particolari interventi sanitari, secondo il cosiddetto “community welfare”;

costituire con esse una rete in cui siano conosciute e coordinate tutte le risorse presenti nel nostro territorio;

adottare una normativa appropriata che preveda per queste associazioni agevolazioni ed adempimenti semplificati rispetto a quelli delle società.

 

10)           POLITICHE CULTURALI E DELLA FORMAZIONE

La Scuola

In sintonia con gli obiettivi e le politiche europee in materia di istruzione e formazione, la scuola è intesa come luogo d’incontro delle diversità e di costruzione laica dell’identità, dove acquisire le conoscenze e le competenze necessarie allo sviluppo economico, civile e democratico, ma anche luogo di attenuazione delle disuguaglianze.

E’ necessario avviare un processo di riforma del sistema di istruzione e formazione capace di liberare le energie e i talenti dei nostri giovani e capace di garantire a tutti i cittadini saperi e competenze spendibili per tutto l’arco della vita, nella consapevolezza che l’investimento in saperi e competenze costituisce un importante motore della crescita economica e nel contempo fronteggiare le nuove forme di disagio giovanile.

La riforma dovrà puntare al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

a)     garantire il diritto all’istruzione fino al diciottesimo anno di età con percorsi anche integrati di istruzione e formazione,

b)     puntare a una collettività altamente alfabetizzata attraverso la creazione di un sistema formativo di eccellenza che veda il potenziamento della Formazione Professionale e il suo ingresso nell’alveo della istruzione e della formazione accanto alla scuola e all’Università, per formare le professionalità più in sintonia con il modello di sviluppo sammarinese;

c)     prevedere investimenti nella formazione post scolastica e post universitaria come obiettivo strategico per la formazione di una più ampia e qualificata classe dirigente sammarinese, sia nelle imprese che nella amministrazione pubblica; favorire, monitorare e sostenere concretamente esperienze di formazione dei giovani fuori territorio e prevedere ritorni ed impieghi qualificati; sostenere specifici progetti di conversione della formazione verso professionalità che garantiscono realizzazioni professionali concrete;

d)     sviluppare le competenze plurilinguistiche dei nostri cittadini e in particolare l’uso della lingua inglese al pari di quella italiana;

e)     garantire il diritto all’educazione, all’istruzione e all’integrazione degli alunni con disabilità, disturbi di apprendimento e grave svantaggio sociale nell’ottica della piena realizzazione della persona e di un proficuo inserimento nella società;

f)       sviluppare le competenze tecnologiche e informatiche di alunni e docenti, dotando la scuola delle reti e dell’apparato strumentale necessario;

g)     valorizzare la professionalità docente con percorsi di formazione mirati a progettualità educativa, innovazione didattica, e acquisizione di competenze relazionali utili per affrontare le nuove forme di disagio;

h)     introdurre modalità di reclutamento per una valutazione efficace delle competenze della professione docente, individuare i casi di uscita e individuare altresì percorsi di riconoscimento di chi ha profuso anni di studio e di lavoro nella scuola;

i)        ripensare l’organizzazione del tempo-scuola, con l’elaborazione di un sistema di crediti che riconosca le attività extrascolastiche più significative e metta in relazione la scuola con tutte le opportunità formative del territorio, gli istituti culturali, il CONS, i movimenti sportivi, l’Istituto Musicale, il mondo dell’associazionismo e del volontariato;

j)       rivedere modalità, criteri e progettazione dei Centri Estivi;

k)      introdurre il monitoraggio del sistema di istruzione e formazione e la valutazione degli apprendimenti;

l)        perseguire l’integrazione de nostro sistema di istruzione e formazione con i sistemi europei, nell’ambito di accordi già in essere o aderendo ai programmi che permettono l’accesso e la circolazione di studenti e laureati nella rete formativa di altri paesi;

m)    delineare l’assetto organizzativo dei diversi settori scolastici ispirato a criteri di razionalità pedagogica e didattica e di economicità e conformità a quelli utilizzati per la riforma della Pubblica Amministrazione, realizzando l’unificazione della Scuola Media Inferiore, ridisegnando altresì funzioni e competenze degli staff dirigenziali scolastici;

n)     avviare, anche attraverso lo stanziamento delle risorse economiche necessarie, un progetto articolato di riordino, messa a norma, ristrutturazione e implementazione delle strutture scolastiche in armonia con il tipo di organizzazione che assumerà il sistema scolastico.

 

L’Università

Il nostro Ateneo, che negli ultimi anni ha attivato alcuni corsi di laurea, è diventato nel tempo una risorsa  di cui è evidente la benefica ricaduta sul sistema produttivo e sul mondo del lavoro e delle professioni, soprattutto in termini di valorizzazione delle competenze scientifiche necessarie per aprire nuovi sbocchi professionali a giovani ad elevata qualificazione.

L’Università sta rapidamente crescendo, la popolazione studentesca che la anima è esigente e pretende attenzione, e sono necessari alcuni adempimenti irrinunciabili, in particolare:

a)     ripristinare contatti funzionali ed organici con la rete Universitaria Italiana ed Europea;

b)     garantire il riconoscimento dei titoli attraverso la negoziazione con gli organismi ministeriali italiani ed europei di competenza;

c)     stipulare accordi con lo Stato italiano e con altri Stati dell’Unione Europea affinché l’Università di San Marino possa liberamente usufruire di docenti provenienti da altre università;

d)     attivare percorsi di abilitazione alla docenza universitaria con pubblici concorsi riconosciuti anche dall’Italia e da altri Stati dell’Unione Europea;

e)     modificare la legge che regola l’assetto amministrativo ed organizzativo tenendo conto delle mutate esigenze dell’Ateneo;

f)       attivare percorsi di alta formazione dirigenziale a servizio del settore pubblico e privato;

g)     reperire di nuovi spazi da dedicare ai servizi accessori degli studenti che popolano l’Università di San Marino;

h)     sviluppare l’offerta di ulteriori corsi di laurea frontali.

 

La Cultura

Il recentissimo inserimento da parte dell’UNESCO del Monte Titano/Centro Storico di San Marino nel prestigioso elenco dei siti patrimonio mondiale dell’umanità, richiederà a tutti gli organismi pubblici, nell’ambito delle proprie competenze, di concorrere nell’attuazione di un piano di interventi mirati alla sempre più attenta valorizzazione, promozione, tutela, manutenzione, gestione e amministrazione dell’area interessata, compresi gli edifici storici, le torri, le fortificazioni, i bastioni, la Basilica, il Palazzo Pubblico, i Musei.

Le istituzioni culturali dovranno rivolgere il loro impegno nel promuovere l’immagine della Repubblica nelle sue qualità di Paese sovrano, la sua storia, le sue tradizioni, le istituzioni e il suo ruolo nel contesto internazionale.

La politica culturale dovrà puntare con forza sulla promozione e valorizzazione delle vocazioni culturali del Paese e, senza velleitarismi ma con la piena consapevolezza delle proprie risorse e dimensioni di scala, misurarsi con i grandi circuiti culturali internazionali. In quest’ottica rientra la promozione dei valori fondativi della Repubblica come la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà, i diritti civili mediante l’organizzazione di iniziative tematiche.

La promozione del sistema Paese investe i nostri settori culturali di una nuova responsabilità e l’azione degli istituti culturali nel contesto sammarinese sarà indirizzata principalmente ai seguenti obiettivi:

a)       la ricaduta culturale sui cittadini come fattore di crescita e arricchimento individuale;

b)      il rafforzamento del senso dell’appartenenza all’identità culturale sammarinese, minacciata dai processi di omologazione;

c)      il potenziamento della qualità del modello di sviluppo sociale ed economico, in particolare negli aspetti legati all’uso del tempo libero, alla cultura del lavoro e dell’impresa, al turismo culturale;

d)         la promozione dei processi di aggregazione e di ripristino del tessuto connettivo della socialità.

Gli istituti e gli uffici culturali, i musei, le biblioteche, dovranno trovare obiettivi condivisi e una razionalizzazione logistica e organizzativa, nell’ambito di un progetto di rete, di interazione e di ottimizzazione capace di coordinarne le reciproche finalità e attività.

Si dovrà promuovere lo sviluppo del sistema museale sammarinese con un piano di completamento nella prospettiva della creazione di nuovi poli museali e di razionalizzazione dell’esistente. Particolarmente urgenti una sede permanente per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, necessaria per coltivare e promuovere nei cittadini, e soprattutto nelle nuove generazioni, la cultura della contemporaneità, e la riattivazione del Museo Postale Filatelico e Numismatico, per valorizzare i segni distintivi delle prerogative sovrane della Repubblica e nel contempo promuovere l’indotto economico della filatelia e della numismatica sammarinese.

Si dovranno poi avviare le procedure di costituzione del Museo Garibaldino, lo studio del nuovo polo archeologico di Domagnano, la razionalizzazione del sistema museale.

Si dovrà porre mano al rilancio del servizio bibliotecario, prevedendo l’accorpamento della Biblioteca di Stato e della Biblioteca Universitaria, e attuando la rifunzionalizzazione della sede di Palazzo Valloni per nuovi e più ampi servizi all’utenza.

Con il recente ingresso delle nostre biblioteche pubbliche nella rete del Sistema Bibliotecario Italiano, si dovrà sostenere con determinazione l’integrazione in rete di tutte le biblioteche e le raccolte bibliografiche specializzate presenti a vario titolo negli uffici, nelle scuole e negli Istituti Culturali.

Si rende necessario il coordinamento di tutti gli eventi e le attività di carattere sociale e culturale di iniziativa pubbliche o a partecipazione pubblica, e di quelle promosse da enti, cooperative, associazioni o soggetti privati, allo scopo di migliorare l’utilizzo delle risorse disponibili e aumentare la partecipazione dei cittadini.

Saranno individuati strumenti di rilevazione e di ascolto per offrire risposte adeguate alla crescente domanda culturale, e promuovere il potenziale creativo dei cittadini valorizzandone vocazioni e talenti artistici, in particolare promuovendo la cultura musicale fornendo adeguato sostegno all’Istituto Musicale, promuovendo la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e naturale del Paese, garantendo l’acquisizione della documentazione artistica della contemporaneità, anche attraverso l’applicazione tassativa della legge che prevede opere d’arte nelle costruzioni pubbliche.

 

L’Informazione

Un’informazione libera e pluralista costituisce una garanzia per lo sviluppo del pensiero critico ed è alla base di una società democratica.

A questo proposito va rilanciato il ruolo di San Marino RTV come servizio pubblico, aperto ed attento ad ogni espressione della società civile, della cultura, del mondo del volontariato, dell’associazionismo, valorizzando le professionalità presenti.

Vanno inoltre create le condizioni per favorire la nascita di nuove emittenti in un’ottica di pluralità di fonti.

Per una maggiore qualità dell’informazione è necessario adottare una nuova legge in materia di editoria che preveda la trasparenza delle proprietà e dei finanziamenti delle testate giornalistiche nonché le risorse necessarie per la promozione di borse di studio per praticantato e formazione. Verrà promossa l’adozione di un codice deontologico, da redigersi con il contributo indispensabile dei professionisti del settore, in cui, in particolare, affermare la tutela ed il rispetto dei minori, la protezione della privacy, il dovere di imparzialità, indipendenza e completezza.

Va inoltre introdotta la figura del giornalista professionista con la definizione degli opportuni limiti e delle adeguate prerogative

Andranno inoltre stabilite norme e regole certe anche per i nuovi strumenti informatici e le testate on-line.

 

11)           POLITICHE AMBIENTALI E DEL TERRITORIO

Riconfermiamo che affrontare le enormi questioni riguardanti il territorio ed il suo uso impone un approccio metodologico e di contenuti totalmente diverso rispetto alle logiche dell’attuale Piano Regolatore Generale.

La esiguità degli spazi e l’aumento costante della popolazione ci impongono una tutela del patrimonio territoriale ed ambientale come bene di interesse generale.

Con l’approvazione della legge che supera la Commissione Urbanistica creando la Commissione per le Politiche Territoriali, ha avuto inizio un nuovo modo di affrontare la gestione del territorio per le parti di competenza della Commissione stessa.

Il nuovo strumento di Pianificazione e Programmazione Territoriale, che riguarderà infrastrutture, servizi e aree produttive, dovrà essere ancorato ad uno sviluppo sostenibile, alla programmazione degli interventi ed al loro finanziamento secondo una gerarchia di necessità attorno alla quale coinvolgere la cittadinanza.

Le infrastrutture necessarie all’interesse generale saranno obiettivo prioritario per ottenere una migliore qualità dell’abitare, per tutelare le residue testimonianze storiche, paesaggistiche ed artistiche e per dare effettiva attuazione alle zone tutelate a verde ed a parco urbano e territoriale.

La nuova Pianificazione Generale del Territorio non è più rinviabile; dovrà essere ispirata a principi perequativi e costituita da piani di settore per le infrastrutture che affrontino i temi della mobilità, dei servizi, delle aree a parco, delle aree a vincolo paesaggistico, idrogeologico, ambientale, storico-culturale, delle aree produttive e delle aree urbane.

         Si procederà nella prima fase conoscitiva verso conoscenze strutturate in campo geomorfologico, geologico ed idrologico al fine di realizzare bilanci ambientali preventivi in relazione ai dati ed alla conoscenza prodotti dal recente censimento.

La scala gerarchica degli interventi deve contenere:

a)     un’ampia revisione del Testo Unico, la definizione di regole certe che impediscano scelte discrezionali da parte dell’amministrazione e dei suoi organismi, adeguando le norme sugli abusi edilizi per renderle rigorose, applicabili e tali da contrastare efficacemente il fenomeno;

b)     la garanzia di un trattamento equo ispirandosi, ove possibile, al metodo della perequazione;

c)     la tutela dei valori e dei beni ambientali paesaggistici, naturalistici e culturali, così come prioritariamente definito nell’ambito della Legge sulla Tutela delle Aree Verdi, attraverso il recupero della capacità progettuale dello Stato nell’ambito della pianificazione urbanistica: a tale scopo si impone un qualificato potenziamento e riorganizzazione del dipartimento del Territorio, la pratica del concorso dovrà essere strumento preferenziale per la progettazione di opere pubbliche di grande importanza;

d)     l’attuazione delle procedure per la redazione del Piano delle Infrastrutture e del Verde in cui vengono considerati la viabilità e i parcheggi come interventi prioritari ai quali dovranno essere dedicate progettualità ed idee per migliorare sicurezza e qualità di vita dei cittadini  e destinate risorse con l’obiettivo di rendere sicura la circolazione stradale ed in particolare la messa in sicurezza della superstrada;

e)     il Piano Stralcio della Superstrada, come riorganizzazione urbanistica della cosiddetta “città lineare”;

f)       il raggiungimento di una migliore qualità del costruito attraverso la riqualificazione dell’esistente ed in particolare delle aree urbanizzate poiché i dati che emergono dalle indagini conoscitive non indicano necessaria un’ulteriore espansione;

g)     la fruibilità effettiva delle aree parco secondo una visione territoriale complessiva privilegiando il collegamento fra esse affinché la qualità ambientale complessiva sia il punto di riferimento fondamentale per tutte le scelte;

h)     le politiche di sostegno della prima casa. attraverso la revisione della legge in materia di edilizia sovvenzionata al fine di individuare strumenti più idonei a garantire il diritto alla casa anche utilizzando il patrimonio immobiliare pubblico, lo strumento della cooperazione e mitigando i costi degli affitti;

i)        un’approfondita verifica delle dinamiche del mercato della casa correggendo alcune storture, con l’obiettivo di sostenere soprattutto i giovani e le famiglie.

j)       una migliore gestione delle politiche territoriali con l’acquisizione di nuove aree di pubblico interesse anche attraverso una prudente ed oculata alienazione di beni immobili non strategici per la comunità;

k)      la rivitalizzazione ed il recupero dei Centri Storici sia a livello culturale sia a livello economico individuando i supporti finanziari adeguati in un’ottica di programmazione; in questo ambito verrà elaborata una legge speciale per la definizione degli incentivi e dei vincoli finalizzati al restauro,ed alla ristrutturazione architettonica degli immobili del Centro Storico.

l)        l’individuazione di spazi idonei per lo sviluppo strutturale delle attività imprenditoriali qualificate ed esistenti, il miglioramento delle infrastrutture, della viabilità ed dei servizi garantendo la possibilità di destinare aree per eventuali nuovi insediamenti con il coinvolgimento delle rappresentanze dei cittadini nelle loro varie espressioni;

m)    il recupero e la salvaguardia delle residue testimonianze architettoniche, urbanistiche e paesaggistiche;

n)     l’individuazione delle più eque ed equilibrate forme di imposizione sugli immobili attraverso la riforma del catasto.

 

L’attuazione dei progetti relativi alle zone R previste dal PRG del 1992 non ancora autorizzati, quando non siano possibili interventi di recupero da parte dello Stato, devono essere progettati sulla base di Piani Particolareggiati di iniziativa pubblica nel rispetto della peculiarità delle zone, dell’elevata qualità anche architettonica, con l’intento di contenere gli indici di edificazione, riservando particolare attenzione ai servizi, ai parcheggi, alle aree verdi e a parco, alla viabilità e ai percorsi pedonali, anche attraverso una riconversione dei diritti consolidati.

 

Rispetto alle politiche ambientali si ritengono prioritari:

a)     un’informazione corretta, dettagliata e comprensibile sulle tematiche ambientali e sui controlli di prevenzione e repressione di ogni forma di inquinamento;

b)     l'incentivazione dei programmi di formazione sia a livello scolastico che nell'ambito dell’aggiornamento dei dipendenti pubblici;

c)     Il potenziamento della raccolta e allo smaltimento dei rifiuti attraverso la differenziazione con l’obbiettivo di portare i quantitativi di rifiuti effettivamente destinati al recupero al livello degli standard europei ricercando l'autonomia con l'utilizzo delle moderne tecnologie ecologicamente sostenibili;

d)     un Piano Agro-Ambientale che porti le coltivazioni su principi di eco-compatibilità prediligendo l'incentivazione dei prodotti tipici e la loro valorizzazione;

e)     l’incentivazione alle famiglie e alle imprese per la produzione e l'uso di energia da fonti rinnovabili, di cui lo Stato potrà farsi promotore anche con l'impiego nei propri edifici; nel contempo si dovrà attivare una politica economica che incentivi la costruzione di edifici nel rispetto dell’”efficienza energetica” per favorire anche la vivibilità degli stessi;.

f)       la riduzione degli sprechi nell’utilizzo dell’acqua potabile, e la ricerca di nuove risorse idriche anche attraverso l’individuazione di un bacino di accumulo di riserva.

g)     l'aggiornamento del quadro legislativo con il miglioramento degli strumenti di tutela da tutte le forme di inquinamento che comprendano o dettaglino maggiormente, ove presenti, meccanismi contributivi in funzione del carico inquinante dei singoli, siano essi persone od operatori economici, formando un contesto legislativo e culturale coerente con i principi del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici.

 

12)           POLITICHE DELLO SPORT

Lo sport è importantissimo per la socialità, per la crescita psicofisica e per la salute dell’individuo, e va sostenuto anche come veicolo di promozione dell’immagine della Repubblica.

Occorre pertanto mettere a disposizione dello sport strutture adeguate e servizi sportivi secondo le crescenti esigenze, riorganizzare gli spazi e gli orari, sostenere un progressivo e continuo incremento e miglioramento degli impianti.

E’ fondamentale promuovere l’avvicinamento dei giovani allo sport attraverso un collegamento più razionale e più funzionale tra scuola e mondo dello sport.

Si devono migliorare le politiche e le infrastrutture a sostegno dei disabili nella pratica sportiva al fine di garantire a tutti le stesse opportunità.

Si dovrà procedere alla revisione della Legge sullo Sport del 1997 adempiendo alle disposizioni CIO, ribadendo l’autonomia dello sport, sostenendo il ruolo delle associazioni sportive, affrontando le problematiche relative alle incompatibilità ed inserendo la lotta al doping in adempimento alle disposizioni del Trattato WADA. La politica sportiva dovrà inoltre tenere conto delle direttive e delle decisioni che verranno prese nell’ambito dell’Accordo Parziale Allargato sullo Sport.

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