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La
legge elettorale, nell’intento di trasferire agli elettori il
potere di scegliere il governo e il programma, ha introdotto
meccanismi che inducono le forze politiche a costituirsi in
coalizioni omogenee capaci di fornire risposte autorevoli ed
efficaci al percorso di riforme di cui il nostro Stato ha
assoluta necessità.
Risulta pertanto fondamentale il lavoro di formazione di una
coalizione che possa proporsi come alleanza per la gestione del
governo, ma anche come squadra che affronti unita il confronto
programmatico al fine di sottoporsi, alla fine della
legislatura, al giudizio del corpo elettorale.
Questa novità politica , che ha trovato il pieno accordo di
Partito dei Socialisti e dei Democratici, Alleanza Popolare,
Sinistra Unita e Democratici di Centro, impone la necessità, per
i soggetti politici, di assumere in via preventiva
responsabilità programmatiche e di schieramento, mettendo in
atto comportamenti coerenti tra la fase di proposta e quella di
realizzazione.
L’assetto delimitato dalle quattro forze politiche non esclude
la ricerca di convergenze all'interno di confini politici più
ampi, dove le culture democratiche e riformiste confluiscono per
rafforzarsi e integrarsi. Entro tali confini stanno forze che,
sebbene non abbiano compiuto una scelta definitiva di campo,
hanno tuttavia dichiarato la propria disponibilità al confronto.
Con le stesse devono essere verificate le convergenze
programmatiche affinché esse possano tradursi anche in azione
comune e di collaborazione nella prospettiva indicata dalla
legge elettorale per la formazione di una coalizione.
Nei
primi mesi della XXVI legislatura sono state fornite
significative risposte rispetto a temi dirimenti quali quello
dei giochi della sorte riportati entro un quadro di maggiore
controllo e garanzia, l'approvazione della nuova legge
elettorale, il rafforzamento della presenza del nostro Stato
nello scenario internazionale attraverso l'avvio di riforme in
campo economico e sociale, ma la non raggiunta stabilità
politica ha bloccato scelte utili per far si che la Repubblica
di San Marino rimanesse al passo con i processi di
modernizzazione che la globalizzazione impone anche ad un
microstato.
PSD, AP, SU e DdC sono consapevoli della delicatezza della
prospettiva che si apre per il nuovo esecutivo; la sua azione
dovrà essere indirizzata nel creare un clima di fiducia nella
politica, adottando un comportamento leale con i cittadini,
capace di esprimere in pieno la volontà riformatrice assumendo
l’alternanza come valore rinnovato della democrazia sammarinese.
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