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La Scuola
In
sintonia con gli obiettivi e le politiche europee in materia di
istruzione e formazione, la scuola è intesa come luogo
d’incontro delle diversità e di costruzione laica dell’identità,
dove sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie allo
sviluppo economico, civile e democratico, ma anche luogo di
attenuazione delle disuguaglianze.
Sarà
necessario avviare un processo di riforma del sistema di
istruzione e formazione sammarinese capace di liberare le
energie e i talenti dei nostri giovani e capace di garantire a
tutti i cittadini saperi e competenze spendibili per tutto
l’arco della vita, nella consapevolezza che l’investimento in
saperi e competenze costituisce un importante motore della
crescita economica e nel contempo fronteggiare le nuove forme di
disagio giovanile.
La
riforma dovrà puntare al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
a)
garantire il diritto all’istruzione fino al diciottesimo
anno di età con percorsi anche integrati di istruzione e
formazione,
b)
puntare a una collettività altamente alfabetizzata
attraverso la creazione di un sistema formativo di eccellenza
che veda il potenziamento della Formazione Professionale e il
suo ingresso nell’alveo della istruzione e della formazione
accanto alla scuola e all’Università, per formare le
professionalità più in sintonia con il modello di sviluppo
sammarinese;
c)
sviluppare le competenze plurilinguistiche dei nostri
cittadini e in particolare l’uso della lingua inglese al pari di
quella italiana;
d)
garantire il diritto all’educazione, all’istruzione e
all’integrazione degli alunni con disabilità, disturbi di
apprendimento e grave svantaggio sociale nell’ottica della piena
realizzazione della persona e di un proficuo inserimento nella
società;
e)
sviluppare le competenze tecnologiche e informatiche di
alunni e docenti, dotando la scuola delle reti e dell’apparato
strumentale necessario;
f)
valorizzare la professionalità docente con percorsi di
formazione mirati a progettualità educativa, innovazione
didattica, e acquisizione di competenze relazionali utili per
affrontare le nuove forme di disagio;
g)
introdurre modalità di reclutamento per una valutazione
efficace delle competenze della professione docente, individuare
i casi di uscita e individuare altresì percorsi di
riconoscimento di chi ha profuso anni di studio e di lavoro
nella scuola;
h)
ripensare l’organizzazione del tempo-scuola, con
l’elaborazione di un sistema di crediti che riconosca le
attività extrascolastiche più significative e metta in relazione
la scuola con tutte le opportunità formative del territorio, gli
istituti culturali, il CONS, i movimenti sportivi, l’Istituto
Musicale, il mondo dell’associazionismo e del volontariato;
i)
rivedere modalità, criteri e progettazione dei Centri
Estivi;
j)
introdurre il monitoraggio del sistema di istruzione e
formazione e la valutazione degli apprendimenti;
k)
perseguire l’integrazione de nostro sistema di istruzione
e formazione con i sistemi europei, nell’ambito di accordi già
in essere o aderendo ai programmi che permettono l’accesso e la
circolazione di studenti e laureati nella rete formativa di
altri paesi;
l)
delineare l’assetto organizzativo dei diversi settori
scolastici ispirato a criteri di razionalità pedagogica e
didattica e di economicità e conformità a quelli utilizzati per
la riforma della Pubblica Amministrazione, realizzando
l’unificazione della Scuola Media Inferiore, ridisegnando
altresì funzioni e competenze degli staff dirigenziali
scolastici;
m)
avviare, anche attraverso lo stanziamento delle risorse
economiche necessarie, un progetto articolato di riordino, messa
a norma, ristrutturazione e implementazione delle strutture
scolastiche in armonia con il tipo di organizzazione che
assumerà il sistema scolastico.
L’Università
Il
nostro Ateneo, che negli ultimi anni ha saldamente attivato
alcuni corsi di laurea, è diventato nel tempo una risorsa di
cui è evidente la benefica ricaduta sul sistema produttivo e sul
mondo del lavoro e delle professioni, soprattutto in termini di
valorizzazione delle competenze scientifiche necessarie per
aprire nuovi sbocchi professionali a giovani ad elevata
qualificazione.
L’Università sta rapidamente crescendo, la popolazione
studentesca che la anima è esigente e pretende attenzione, e
sono necessari alcuni adempimenti irrinunciabili, in
particolare:
a)
ripristinare contatti funzionali ed organici con la rete
Universitaria Italiana ed Europea;
b)
garantire il riconoscimento dei titoli attraverso la
negoziazione con gli organismi ministeriali italiani ed europei
di competenza;
c)
stipulare accordi con lo Stato italiano e con altri Stati
dell’Unione Europea affinché l’Università di San Marino possa
liberamente usufruire di docenti provenienti da altre
università;
d)
attivare percorsi di abilitazione alla docenza
universitaria con pubblici concorsi riconosciuti anche
dall’Italia e da altri Stati dell’Unione Europea;
e)
modificare la legge che regola l’assetto amministrativo
ed organizzativo tenendo conto delle mutate esigenze
dell’Ateneo;
f)
attivare percorsi di alta formazione dirigenziale a
servizio del settore pubblico e privato;
g)
dedicare una sede idonea al Corso di Laurea in
Ingegneria Civile e riorganizzare la logistica delle attuali
sedi con il reperimento di nuovi spazi da dedicare ai servizi
accessori degli studenti che popolano l’Università di San
Marino;
h)
sviluppare l’offerta di ulteriori corsi di laurea
frontali.
La Cultura
La
politica culturale dovrà puntare con forza sulla promozione e
valorizzazione delle vocazioni culturali del Paese e, senza
velleitarismi ma con la piena consapevolezza delle proprie
risorse e dimensioni di scala, misurarsi con i grandi circuiti
culturali internazionali. In quest’ottica rientra la promozione
dei valori fondativi della Repubblica come la pace, la libertà,
la democrazia, la solidarietà, i diritti civili mediante
l’organizzazione di iniziative tematiche.
La
promozione del sistema Paese investe i nostri settori culturali
di una nuova responsabilità e l’azione degli istituti culturali
nel contesto sammarinese sarà indirizzata principalmente ai
seguenti obiettivi:
a)
la ricaduta culturale sui cittadini come fattore di
crescita e arricchimento individuale;
b)
il rafforzamento del senso dell’appartenenza all’identità
culturale sammarinese, minacciata dai processi di omologazione;
c)
la formazione permanente, per elevare il livello della
conoscenza e preparare i cittadini alle sfide della complessità;
d)
la promozione dell’immagine della Repubblica di San
Marino nelle sue qualità distintive di Paese sovrano, la sua
storia, le sue istituzioni e il suo ruolo nel contesto
internazionale;
e)
il potenziamento della qualità del modello di sviluppo
sociale ed economico, in particolare negli aspetti legati
all’uso del tempo libero, alla cultura del lavoro e
dell’impresa, al turismo culturale;
f)
la promozione dei processi di aggregazione e di
ripristino del tessuto connettivo della socialità.
Gli
istituti e gli uffici culturali, i musei, le biblioteche,
dovranno trovare obiettivi condivisi e una razionalizzazione
logistica e organizzativa, nell’ambito di un progetto di rete,
di interazione e di ottimizzazione capace di coordinarne le
reciproche finalità e attività.
Si
dovrà promuovere lo sviluppo del sistema museale sammarinese con
un piano di completamento nella prospettiva della creazione di
nuovi poli museali e di razionalizzazione dell’esistente.
Particolarmente urgenti una sede permanente per la Galleria
Nazionale d’Arte Moderna, necessaria per coltivare e promuovere
nei cittadini, e soprattutto nelle nuove generazioni, la cultura
della contemporaneità, e la riattivazione del Museo Postale
Filatelico e Numismatico, per valorizzare i segni distintivi
delle prerogative sovrane della Repubblica e nel contempo
promuovere l’indotto economico della filatelia e della
numismatica sammarinese.
Si
dovranno poi avviare le procedure di costituzione del Museo
Garibaldino, lo studio del nuovo polo archeologico di Domagnano,
la razionalizzazione del sistema museale.
Si
dovrà porre mano al rilancio del servizio bibliotecario,
prevedendo l’accorpamento della Biblioteca di Stato e della
Biblioteca Universitaria, e attuando la rifunzionalizzazione
della sede di Palazzo Valloni per nuovi e più ampi servizi
all’utenza.
Altrettanto urgente è sostenere con determinazione
l’integrazione in rete e l’adesione a reti più vaste di tutte le
biblioteche e le raccolte bibliografiche specializzate presenti
a vario titolo negli uffici, nelle scuole e negli Istituti
Culturali.
Si
rende necessario il coordinamento di tutti gli eventi e le
attività di carattere sociale e culturale di iniziativa
pubbliche o a partecipazione pubblica, e di quelle promosse da
enti, cooperative, associazioni o soggetti privati, allo scopo
di migliorare l’utilizzo delle risorse disponibili e aumentare
la partecipazione dei cittadini.
Saranno individuati strumenti di rilevazione e di ascolto per
offrire risposte adeguate alla crescente domanda culturale, e
promuovere il potenziale creativo dei cittadini valorizzandone
vocazioni e talenti artistici, in particolare promuovendo la
cultura musicale fornendo adeguato sostegno all’Istituto
Musicale, promuovendo la valorizzazione del patrimonio storico,
culturale e naturale del Paese, garantendo l’acquisizione della
documentazione artistica della contemporaneità, anche attraverso
l’applicazione tassativa della legge che prevede opere d’arte
nelle costruzioni pubbliche.
L’Informazione
Un’informazione libera e pluralista costituisce una garanzia per
lo sviluppo del pensiero critico ed è alla base di una società
democratica.
A
questo proposito va rilanciato il ruolo di San Marino RTV come
servizio pubblico, aperto ed attento ad ogni espressione della
società civile, della cultura, del mondo del volontariato,
dell’associazionismo.
La
politica deve diminuire la sua influenza lasciando maggiore
spazio all’autonomia redazionale, valorizzando le singole
professionalità. Vanno inoltre create le condizioni per favorire
la nascita di nuove emittenti in un’ottica di pluralità di
fonti.
Per
una maggiore qualità dell’informazione verrà adottata una nuova
legge in materia di editoria che preveda la trasparenza delle
proprietà e dei finanziamenti delle testate giornalistiche
nonché le risorse necessarie per la promozione di borse di
studio per praticantato e formazione. Verrà promossa l’adozione
di un codice deontologico, da redigersi con il contributo
indispensabile dei professionisti del settore, in cui, in
particolare, affermare la tutela ed il rispetto dei minori, la
protezione della privacy, il dovere di imparzialità,
indipendenza e completezza.
Va
inoltre introdotta la figura del giornalista professionista con
la definizione degli opportuni limiti e delle adeguate
prerogative.
Andranno inoltre stabilite norme e regole certe anche per i
nuovi strumenti informatici e le testate on-line.
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