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I. PROGRAMMA di GOVERNO

 

GOVERNO ATTUALE

    Governo formato dai partiti

 

Partito dei Socialisti e dei Democratici

Alleanza Popolare

Sinistra Unita

Democratici di Centro

 

PROGRAMMA DI GOVERNO, PER LA XXVI LEGISLATURA

SAN MARINO, 17 NOVEMBRE  2007

 

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2_0- Premessa

2_1- Il metodo

2_2- Le politiche istituzionali

2_3- La Pubblica Amministrazione

2_4- Politica estera e relazioni internazionali

2_5- Politiche economiche

2_6- Politiche di bilancio

2_7- Politiche del lavoro

2_8-Politiche previdenziali 

2_9- Politiche sanitarie

2_10- Politiche sociali

2_11- Politiche culturali e della formazione

2_12- Politiche ambientali e del territorio

2_13- Politiche dello sport

 

Governi precedenti

Psd-Ap-Su (27-7-06/29-10-07)

 

 

12-POLITICHE AMBIENTALI E DEL TERRITORIO

Riconfermiamo che affrontare le enormi questioni riguardanti il territorio ed il suo uso impone un approccio metodologico e di contenuti totalmente diverso rispetto alle logiche dell’attuale Piano Regolatore Generale.

La esiguità degli spazi e l’aumento costante della popolazione ci impongono una tutela del patrimonio territoriale ed ambientale come bene di interesse generale.

Con l’approvazione della legge 107/2007 che supera la Commissione Urbanistica creando la Commissione per le Politiche Territoriali, ha inizio un nuovo modo di affrontare la gestione del territorio per le parti di competenza della Commissione stessa.

Il nuovo strumento di Pianificazione e Programmazione Territoriale, che riguarderà infrastrutture, servizi e aree produttive, dovrà essere ancorato ad uno sviluppo sostenibile, alla programmazione degli interventi ed al loro finanziamento secondo una gerarchia di necessità attorno alla quale coinvolgere la cittadinanza.

Le infrastrutture necessarie all’interesse generale saranno obiettivo prioritario per ottenere una migliore qualità dell’abitare, per tutelare le residue testimonianze storiche, paesaggistiche ed artistiche e per dare effettiva attuazione alle zone tutelate a verde ed a parco urbano e territoriale.

La nuova Pianificazione Generale del Territorio non è più rinviabile; dovrà essere ispirata a principi perequativi e costituita da piani di settore per le infrastrutture che affrontino i temi della mobilità, dei servizi, delle aree a parco, delle aree a vincolo paesaggistico, idrogeologico, ambientale, storico-culturale, delle aree produttive e delle aree urbane.

            Essendo ormai in fase di completamento il Censimento dell’edificato e della potenzialità di tutte le aree edificate e non, si procederà nella prima fase conoscitiva verso conoscenze strutturate in campo geomorfologico, geologico ed ideologico al fine di realizzare bilanci ambientali preventivi.

 

La scala gerarchica degli interventi deve contenere:

a)      un’ampia revisione del Testo Unico la definizione regole certe che impediscano scelte discrezionali da parte dell’amministrazione e dei suoi organismi, adeguando le norme sugli abusi edilizi per renderle rigorose, applicabili e tali da contrastare efficacemente il fenomeno;

b)      la garanzia di un trattamento equo ispirandosi, ove possibile, al metodo della perequazione;

c)      la tutela dei valori e dei beni ambientali paesaggistici, naturalistici e culturali, attraverso il recupero della capacità progettuale dello Stato nell’ambito della pianificazione urbanistica: a tale scopo si impone un qualificato potenziamento e riorganizzazione del dipartimento del Territorio, la pratica del concorso dovrà essere strumento preferenziale per la progettazione di opere pubbliche di grande importanza.

d)      la viabilità e i parcheggi come interventi prioritari ai quali dovranno essere dedicate progettualità ed idee per migliorare sicurezza e qualità di vita dei cittadini  e destinate risorse con l’obiettivo di rendere sicura la circolazione stradale ed in particolare la messa in sicurezza della superstrada;

e)      il raggiungimento di una migliore qualità del costruito attraverso la riqualificazione dell’esistente poiché dati che emergono dalle indagini conoscitive non indicano necessaria un’ulteriore espansione;

f)        la fruibilità effettiva delle aree parco secondo una visione territoriale complessiva privilegiando il collegamento fra esse affinchè la qualità ambientale complessiva sia il punto di riferimento fondamentale per tutte le scelte;

g)      le politiche di sostegno della prima casa. attraverso la revisione della legge 110/1994 in materia di edilizia sovvenzionata al fine di individuare strumenti più idonei a garantire il diritto alla casa anche utilizzando il patrimonio immobiliare pubblico e mitigando i costi degli affitti;

h)      un’approfondita verifica delle dinamiche del mercato della casa correggendo alcune storture, con l’obiettivo di sostenere soprattutto i giovani e le famiglie.

i)        una migliore gestione delle politiche territoriali con l’acquisizione di nuove aree di pubblico interesse anche attraverso una prudente ed oculata alienazione di beni immobili non strategici per la comunità;

j)        la rivitalizzazione ed il recupero dei Centri Storici sia a livello culturale sia a livello economico individuando i supporti finanziari adeguati in un’ottica di programmazione;

k)      l’individuazione di spazi idonei per lo sviluppo strutturale delle attività imprenditoriali qualificate ed esistenti, il miglioramento delle infrastrutture, della viabilità ed dei servizi garantendo la possibilità di destinare aree per eventuali nuovi insediamenti con il coinvolgimento delle rappresentanze dei cittadini nelle loro varie espressioni;

l)        il recupero e la salvaguardia delle residue testimonianze architettoniche, urbanistiche e paesaggistiche;

m)    l’individuazione delle più eque ed equilibrate forme di imposizione sugli immobili attraverso la riforma del catasto.

 

L’attuazione dei progetti relativi alle zone R previste dal PRG del 1992 non ancora autorizzati, quando non siano possibili interventi di recupero da parte dello Stato, devono essere progettati sulla base di Piani Particolareggiati di iniziativa pubblica nel rispetto della peculiarità delle zone, dell’elevata qualità anche architettonica, con l’intento di contenere al gli indici di edificazione, riservando particolare attenzione ai servizi, ai parcheggi, alle aree verdi e a parco, alla viabilità e ai percorsi pedonali.

 

Rispetto alle politiche ambientali si ritengono prioritari:

a)      un’informazione corretta, dettagliata e comprensibile sulle tematiche ambientali e sui controlli di prevenzione e repressione di ogni forma di inquinamento;

b)      l'incentivazione dei programmi di formazione sia a livello scolastico che nell'ambito dell’aggiornamento dei dipendenti pubblici;

c)      Il potenziamento della raccolta e allo smaltimento dei rifiuti attraverso la differenziazione con l’obbiettivo di portare i quantitativi di rifiuti effettivamente destinati al recupero al livello degli standard europei ricercando l'autonomia con l'utilizzo delle moderne tecnologie ecologicamente sostenibili;

d)      un Piano Agro-Ambientale che porti le coltivazioni su principi di eco-compatibilità prediligendo l'incentivazione dei prodotti tipici e la loro valorizzazione;

e)      l’incentivazione alle famiglie e alle imprese per la produzione e l'uso di energia da fonti rinnovabili, di cui lo Stato potrà farsi promotore anche con l'impiego nei propri edifici; nel contempo si dovrà attivare una politica economica che incentivi la costruzione di edifici nel rispetto dell’”efficienza energetica” per favorire anche la vivibilità degli stessi; tal fine, dopo la presentazione del Piano Energetico, si avvierà l’iter legislativo con la presentazione del progetto di legge sul risparmio energetico e sull’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.

f)        la riduzione degli sprechi nell’utilizzo dell’acqua potabile, e la ricerca di nuove risorse idriche anche attraverso l’individuazione di un bacino di accumulo di riserva.

g)      l'aggiornamento del quadro legislativo con il miglioramento degli strumenti di tutela da tutte le forme di inquinamento che comprendano o dettaglino maggiormente, ove presenti, meccanismi contributivi in funzione del carico inquinante dei singoli, siano essi persone od operatori economici, formando un contesto legislativo e culturale coerente con i principi del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici.