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Riconfermiamo che affrontare
le enormi questioni riguardanti il territorio ed il suo uso
impone un approccio metodologico e di contenuti totalmente
diverso rispetto alle logiche dell’attuale Piano Regolatore
Generale.
La
esiguità degli spazi e l’aumento costante della popolazione ci
impongono una tutela del patrimonio territoriale ed ambientale
come bene di interesse generale.
Con
l’approvazione della legge 107/2007 che supera la Commissione
Urbanistica creando la Commissione per le Politiche
Territoriali, ha inizio un nuovo modo di affrontare la gestione
del territorio per le parti di competenza della Commissione
stessa.
Il
nuovo strumento di Pianificazione e Programmazione Territoriale,
che riguarderà infrastrutture, servizi e aree produttive, dovrà
essere ancorato ad uno sviluppo sostenibile, alla programmazione
degli interventi ed al loro finanziamento secondo una gerarchia
di necessità attorno alla quale coinvolgere la cittadinanza.
Le
infrastrutture necessarie all’interesse generale saranno
obiettivo prioritario per ottenere una migliore qualità
dell’abitare, per tutelare le residue testimonianze storiche,
paesaggistiche ed artistiche e per dare effettiva attuazione
alle zone tutelate a verde ed a parco urbano e territoriale.
La
nuova Pianificazione Generale del Territorio non è più
rinviabile; dovrà essere ispirata a principi perequativi e
costituita da piani di settore per le infrastrutture che
affrontino i temi della mobilità, dei servizi, delle aree a
parco, delle aree a vincolo paesaggistico, idrogeologico,
ambientale, storico-culturale, delle aree produttive e delle
aree urbane.
Essendo ormai in
fase di completamento il Censimento dell’edificato e della
potenzialità di tutte le aree edificate e non, si procederà
nella prima fase conoscitiva verso conoscenze strutturate in
campo geomorfologico, geologico ed ideologico al fine di
realizzare bilanci ambientali preventivi.
La
scala gerarchica degli interventi deve contenere:
a)
un’ampia revisione del Testo Unico la definizione regole
certe che impediscano scelte discrezionali da parte
dell’amministrazione e dei suoi organismi, adeguando le norme
sugli abusi edilizi per renderle rigorose, applicabili e tali da
contrastare efficacemente il fenomeno;
b)
la garanzia di un trattamento equo ispirandosi, ove
possibile, al metodo della perequazione;
c)
la tutela dei valori e dei beni ambientali paesaggistici,
naturalistici e culturali, attraverso il recupero della capacità
progettuale dello Stato nell’ambito della pianificazione
urbanistica: a tale scopo si impone un qualificato potenziamento
e riorganizzazione del dipartimento del Territorio, la pratica
del concorso dovrà essere strumento preferenziale per la
progettazione di opere pubbliche di grande importanza.
d)
la viabilità e i parcheggi come interventi prioritari ai
quali dovranno essere dedicate progettualità ed idee per
migliorare sicurezza e qualità di vita dei cittadini e
destinate risorse con l’obiettivo di rendere sicura la
circolazione stradale ed in particolare la messa in sicurezza
della superstrada;
e)
il raggiungimento di una migliore qualità del costruito
attraverso la riqualificazione dell’esistente poiché dati che
emergono dalle indagini conoscitive non indicano necessaria
un’ulteriore espansione;
f)
la fruibilità effettiva delle aree parco secondo una
visione territoriale complessiva privilegiando il collegamento
fra esse affinchè la qualità ambientale complessiva sia il punto
di riferimento fondamentale per tutte le scelte;
g)
le politiche di sostegno della prima casa. attraverso la
revisione della legge 110/1994 in materia di edilizia
sovvenzionata al fine di individuare strumenti più idonei a
garantire il diritto alla casa anche utilizzando il patrimonio
immobiliare pubblico e mitigando i costi degli affitti;
h)
un’approfondita verifica delle dinamiche del mercato
della casa correggendo alcune storture, con l’obiettivo di
sostenere soprattutto i giovani e le famiglie.
i)
una migliore gestione delle politiche territoriali con
l’acquisizione di nuove aree di pubblico interesse anche
attraverso una prudente ed oculata alienazione di beni immobili
non strategici per la comunità;
j)
la rivitalizzazione ed il recupero dei Centri Storici sia
a livello culturale sia a livello economico individuando i
supporti finanziari adeguati in un’ottica di programmazione;
k)
l’individuazione di spazi idonei per lo sviluppo
strutturale delle attività imprenditoriali qualificate ed
esistenti, il miglioramento delle infrastrutture, della
viabilità ed dei servizi garantendo la possibilità di destinare
aree per eventuali nuovi insediamenti con il coinvolgimento
delle rappresentanze dei cittadini nelle loro varie espressioni;
l)
il recupero e la salvaguardia delle residue testimonianze
architettoniche, urbanistiche e paesaggistiche;
m)
l’individuazione delle più eque ed equilibrate forme di
imposizione sugli immobili attraverso la riforma del catasto.
L’attuazione dei progetti relativi alle zone R previste dal PRG
del 1992 non ancora autorizzati, quando non siano possibili
interventi di recupero da parte dello Stato, devono essere
progettati sulla base di Piani Particolareggiati di iniziativa
pubblica nel rispetto della peculiarità delle zone, dell’elevata
qualità anche architettonica, con l’intento di contenere al gli
indici di edificazione, riservando particolare attenzione ai
servizi, ai parcheggi, alle aree verdi e a parco, alla viabilità
e ai percorsi pedonali.
Rispetto alle politiche ambientali si ritengono prioritari:
a)
un’informazione corretta, dettagliata e comprensibile
sulle tematiche ambientali e sui controlli di prevenzione e
repressione di ogni forma di inquinamento;
b)
l'incentivazione dei programmi di formazione sia a
livello scolastico che nell'ambito dell’aggiornamento dei
dipendenti pubblici;
c)
Il potenziamento della raccolta e allo smaltimento dei
rifiuti attraverso la differenziazione con l’obbiettivo di
portare i quantitativi di rifiuti effettivamente destinati al
recupero al livello degli standard europei ricercando
l'autonomia con l'utilizzo delle moderne tecnologie
ecologicamente sostenibili;
d)
un Piano Agro-Ambientale che porti le coltivazioni su
principi di eco-compatibilità prediligendo l'incentivazione dei
prodotti tipici e la loro valorizzazione;
e)
l’incentivazione alle famiglie e alle imprese per la
produzione e l'uso di energia da fonti rinnovabili, di cui lo
Stato potrà farsi promotore anche con l'impiego nei propri
edifici; nel contempo si dovrà attivare una politica economica
che incentivi la costruzione di edifici nel rispetto
dell’”efficienza energetica” per favorire anche la vivibilità
degli stessi; tal fine, dopo la presentazione del Piano
Energetico, si avvierà l’iter legislativo con la presentazione
del progetto di legge sul risparmio energetico e sull’utilizzo
di fonti di energia rinnovabili.
f)
la riduzione degli sprechi nell’utilizzo dell’acqua
potabile, e la ricerca di nuove risorse idriche anche attraverso
l’individuazione di un bacino di accumulo di riserva.
g)
l'aggiornamento del quadro legislativo con il
miglioramento degli strumenti di tutela da tutte le forme di
inquinamento che comprendano o dettaglino maggiormente, ove
presenti, meccanismi contributivi in funzione del carico
inquinante dei singoli, siano essi persone od operatori
economici, formando un contesto legislativo e culturale coerente
con i principi del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti
climatici.
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