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Al
fine di garantire una Pubblica Amministrazione dinamica ed in
grado di rispondere, con efficacia, efficienza ed economicità,
alle nuove sfide poste dall’evoluzione del contesto socio
economico, è indispensabile proseguire nel processo di riforma,
teso anche a garantire il miglior utilizzo delle risorse
disponibili.
L’impostazione della riforma ha dato luogo ad una relazione
articolata ed esauriente, in grado di riscuotere amplissimi
consensi nel Paese e nel Consiglio Grande e Generale.
Nel
confermare l’impostazione data, deve essere ora formalizzato in
atti normativi l’ampio e dettagliato lavoro finora svolto e
quello ulteriore da compiere, così da porre in essere:
a)
la separazione delle competenze politiche da quelle
amministrative, in coerenza con quanto previsto dalle leggi
costituzionali e qualificate del dicembre 2005;
b)
la riorganizzazione della struttura e ridefinizione degli
organici;
c)
la revisione di alcuni istituti del rapporto di pubblico
impiego.
La
separazione delle competenze politiche da quelle amministrative
verrà attuata tramite il trasferimento all’Amministrazione di
alcune funzioni ad oggi gestite dal Congresso di Stato o da
singoli Segretari, coerentemente ai principi delle richiamate
leggi costituzionali e qualificate, ma anche con il
rafforzamento del ruolo del management pubblico.
Con
apposita legge sullo status della dirigenza, devono essere
attribuiti ambiti di più spiccata autonomia e responsabilità per
la migliore organizzazione delle risorse assegnate alla
struttura di competenza e l’adozione degli atti di rilevanza
esterna. I dirigenti, insieme al personale alle loro dipendenze,
devono rappresentare il riferimento professionale privilegiato
per il presidio ed il miglioramento della legislazione applicata
dall’ufficio di pertinenza. La legge definirà gli aspetti
normativi ed economici del rapporto di lavoro del dirigente
secondo criteri di imparzialità ed efficienza. La retribuzione
sarà determinata dalla legge e costituita da componenti fisse e
componenti variabili legate alla complessità organizzativa e
professionalità richiesta nonché al raggiungimento dei
risultati conseguiti in rapporto agli obiettivi prefissati.
Per
la riorganizzazione della struttura dovranno essere completate
le attività di valutazione in corso, per contenere la spesa,
dare nuovi strumenti di autonomia e razionalizzare i servizi
così da garantire una miglior rispondenza alle necessità degli
utenti, anche tramite la creazione di punti di riferimento per
gli stessi.
Gli
interventi necessari alla riorganizzazione, anche in termini di
accorpamenti ed esternalizzazioni, saranno rispettosi
dell’evoluzione avvenuta nel settore pubblico allargato in
questi ultimi anni. In tale contesto risulta necessario
riconsiderare il ruolo e l’assetto istituzionale dell’AASP,
dell’AASFN e delle Poste. Dovranno essere individuati servizi
centralizzati per imprese ed utenti. Verrà inoltre completato
l’iter di cessione della Centrale del Latte.
I
nuovi dipartimenti, in numero minore rispetto agli attuali ed
indipendenti dall’assegnazione delle deleghe politiche, dovranno
svolgere funzioni di impulso e di forte integrazione, in
relazione anche alle nuove competenze che saranno trasferite. Di
essi non faranno parte gli enti e le aziende di Stato in ragione
della specificità ed autonomia istituzionale loro riconosciuta.
In
relazione alla rivista strutturazione e funzione dei
Dipartimenti, i relativi Direttori avranno un ruolo nuovo,
diverso rispetto a quello dei dirigenti, in quanto dovranno
supportare i progetti di innovazione, realizzare gli indirizzi
ed obiettivi fissati dal Governo e svolgere i compiti nuovi per
l’amministrazione nella gestione delle risorse umane,
strumentali e finanziarie di concerto con i dirigenti dello
stesso dipartimento. In ragione di ciò, saranno nominati dal
Congresso di Stato tra soggetti che abbiano competenze
trasversali e professionalità nel settore di competenza.
Al
Dipartimento della Funzione Pubblica saranno affidate funzioni
di promozione, orientamento e controllo dei processi di
modernizzazione del settore pubblico allargato, con particolare
riferimento alle risorse umane e al presidio dell’efficienza,
efficacia e funzionalità.
In
applicazione di principi già affermati in leggi e contratti
collettivi, saranno rivisti alcuni istituti nell’ambito di una
profonda revisione del rapporto di pubblico impiego.
Il
superamento dei mansionari sarà realizzato attraverso la
creazione dei profili di ruolo, con riduzione e semplificazione
delle qualifiche ed una previsione di titoli di studio
rispondenti alle nuove esigenze di professionalità. Lo status e
le modalità di selezione devono essere rivisti per consentire di
individuare ed utilizzare al meglio il personale necessario
all’Amministrazione anche nell’ottica della riduzione del
precariato.
Al
completamento di tali interventi, occorre individuare il
fabbisogno qualitativo e quantitativo di personale e quindi
operare una revisione degli organici, così da definire la
migliore collocazione delle risorse umane e quindi permettere
l’individuazione di percorsi di sviluppo e riqualificazione.
Una
volta definito il nuovo assetto, dovranno essere regolamentati o
rivisti anche i seguenti ambiti: formazione come diritto-dovere,
sistemi per il riconoscimento del merito, con la partecipazione
dei dipendenti e degli utenti, mobilità, struttura retributiva,
per rispecchiare il più possibile le diverse professionalità
richieste ed espresse.
Alla
fine del percorso di riforma sarà altresì predisposto un testo
unico delle norme di pubblico impiego.
Il
processo di innovazione tecnologica avviato proseguirà anche
durante la riforma, per consentire la dotazione di migliori
strumenti informatici, tecnologici e logistici, a partire
dall’utilizzo generalizzato del protocollo informatico e del
sistema di gestione dei flussi documentali anche quale supporto
essenziale per affermare l’uso della firma elettronica.
L’informatizzazione, oltre
che strumento di lavoro efficace ed efficiente, dovrà
diventare lo strumento operativo e di dialogo di tutta la
Pubblica Amministrazione e degli Enti Pubblici e di relazione,
accesso ed erogazione di servizi e prestazioni da parte degli
Uffici e Servizi Pubblici.
In
questo ambito particolare importanza riveste il progetto di
legge in materia archivistica che consentirà una maggiore
valorizzazione del patrimonio archivistico e una sua più agevole
fruizione.
Durante le fasi della riorganizzazione della Pubblica
Amministrazione e fino alla revisione degli organici, si impone
una oculata e rigorosa attenzione nelle deliberazioni sul
personale, al fine di non alimentare aspettative che potranno
gravare sulla riforma, e di scongiurare disparità mediante atti
che possono determinare progressioni di carriera.
Nella prospettiva di una revisione complessiva del Regolamento
di Polizia Mortuaria, va adottata con tempestività una legge di
modifica, allo scopo di tutelare la libertà di culto,
regolamentare la durata delle concessioni di loculi, favorire la
facoltà della pratica della cremazione.
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