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00.  Composizione del governo

0.  le segreterie e segretari di stato  in dettaglio

I. PROGRAMMA di GOVERNO

 

GOVERNO ATTUALE

    Governo formato dai partiti

 

Partito dei Socialisti e dei Democratici

Alleanza Popolare

Sinistra Unita

Democratici di Centro

 

PROGRAMMA DI GOVERNO, PER LA XXVI LEGISLATURA

SAN MARINO, 17 NOVEMBRE  2007

 

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2_0- Premessa

2_1- Il metodo

2_2- Le politiche istituzionali

2_3- La Pubblica Amministrazione

2_4- Politica estera e relazioni internazionali

2_5- Politiche economiche

2_6- Politiche di bilancio

2_7- Politiche del lavoro

2_8-Politiche previdenziali 

2_9- Politiche sanitarie

2_10- Politiche sociali

2_11- Politiche culturali e della formazione

2_12- Politiche ambientali e del territorio

2_13- Politiche dello sport

 

 

Governi precedenti

Psd-Ap-Su (27-7-06/29-10-07)

 

 

3-LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Al fine di garantire una Pubblica Amministrazione dinamica ed in grado di rispondere, con efficacia, efficienza ed economicità, alle nuove sfide poste dall’evoluzione del contesto socio economico, è indispensabile proseguire nel processo di riforma, teso anche a garantire il miglior utilizzo delle risorse disponibili.

L’impostazione della riforma ha dato luogo ad una relazione articolata ed esauriente, in grado di riscuotere amplissimi consensi nel Paese e nel Consiglio Grande e Generale.

Nel confermare l’impostazione data, deve essere ora formalizzato in atti normativi l’ampio e dettagliato lavoro finora svolto e quello ulteriore da compiere, così da porre in essere:

a)      la separazione delle competenze politiche da quelle amministrative, in coerenza con quanto previsto dalle leggi costituzionali e qualificate del dicembre 2005;

b)      la riorganizzazione della struttura e ridefinizione degli organici;

c)      la revisione di alcuni istituti del rapporto di pubblico impiego.

 

La separazione delle competenze politiche da quelle amministrative verrà attuata tramite il trasferimento all’Amministrazione di alcune funzioni ad oggi gestite dal Congresso di Stato o da singoli Segretari, coerentemente ai principi delle richiamate leggi costituzionali e qualificate, ma anche con il rafforzamento del ruolo del management pubblico.

Con apposita legge sullo status della dirigenza, devono essere attribuiti ambiti di più spiccata autonomia e responsabilità per la migliore organizzazione delle risorse assegnate alla struttura di competenza e l’adozione degli atti di rilevanza esterna. I dirigenti, insieme al personale alle loro dipendenze, devono rappresentare il riferimento professionale privilegiato per il presidio ed il miglioramento della legislazione applicata dall’ufficio di pertinenza. La legge definirà gli aspetti normativi ed economici del rapporto di lavoro del dirigente secondo criteri di imparzialità ed efficienza. La retribuzione sarà determinata dalla legge  e costituita da componenti fisse e componenti variabili legate alla complessità organizzativa e professionalità richiesta nonché  al raggiungimento  dei risultati conseguiti in rapporto agli obiettivi prefissati.

Per la riorganizzazione della struttura dovranno essere completate le attività di valutazione in corso, per contenere la spesa, dare nuovi strumenti di autonomia e razionalizzare i servizi così da garantire una miglior rispondenza alle necessità degli utenti, anche tramite la creazione di punti di riferimento per gli stessi.

Gli interventi necessari alla riorganizzazione, anche in termini di accorpamenti ed esternalizzazioni, saranno rispettosi dell’evoluzione avvenuta nel settore pubblico allargato in questi ultimi anni. In tale contesto risulta necessario riconsiderare il ruolo e l’assetto istituzionale dell’AASP, dell’AASFN e delle Poste. Dovranno essere individuati servizi centralizzati per imprese ed utenti.  Verrà inoltre completato l’iter di cessione della Centrale del Latte.

I nuovi dipartimenti, in numero minore rispetto agli attuali ed indipendenti dall’assegnazione delle deleghe politiche, dovranno svolgere funzioni di impulso e di forte integrazione, in relazione anche alle nuove competenze che saranno trasferite. Di essi non faranno parte gli enti e le aziende di Stato in ragione della specificità ed autonomia istituzionale loro riconosciuta.

In relazione alla rivista strutturazione e funzione dei Dipartimenti, i relativi Direttori avranno un ruolo nuovo, diverso rispetto a quello dei dirigenti,  in quanto dovranno supportare i progetti di innovazione, realizzare gli indirizzi ed obiettivi fissati dal Governo e svolgere i compiti nuovi per l’amministrazione nella gestione delle risorse umane, strumentali e finanziarie di concerto con i dirigenti dello stesso dipartimento. In ragione di ciò, saranno nominati dal Congresso di Stato tra soggetti che abbiano competenze trasversali e professionalità  nel settore di competenza.

Al Dipartimento della Funzione Pubblica saranno affidate funzioni di promozione, orientamento e controllo dei processi di modernizzazione del settore pubblico allargato, con particolare riferimento alle risorse umane e al presidio dell’efficienza, efficacia e funzionalità.

In applicazione di principi già affermati in leggi e contratti collettivi, saranno rivisti alcuni istituti nell’ambito di una profonda revisione del rapporto di pubblico impiego.

Il superamento dei mansionari sarà realizzato attraverso la creazione dei profili di ruolo, con riduzione e semplificazione delle qualifiche ed una previsione di titoli di studio rispondenti alle nuove esigenze di professionalità. Lo status e le modalità di selezione devono essere rivisti per consentire di individuare ed utilizzare al meglio il personale necessario all’Amministrazione anche nell’ottica della riduzione del precariato.

Al completamento di tali interventi, occorre individuare il fabbisogno qualitativo e quantitativo di personale e quindi operare una revisione degli organici, così da definire la migliore collocazione delle risorse umane e quindi permettere l’individuazione di percorsi di sviluppo e riqualificazione.

Una volta definito il nuovo assetto, dovranno essere regolamentati o rivisti anche i seguenti ambiti: formazione come diritto-dovere, sistemi per il riconoscimento del merito, con la partecipazione dei dipendenti e degli utenti, mobilità, struttura retributiva, per rispecchiare il più possibile le diverse professionalità richieste ed espresse.

Alla fine del percorso di riforma sarà altresì predisposto un testo unico delle norme di pubblico impiego.

Il processo di innovazione tecnologica avviato proseguirà anche durante la riforma, per consentire la dotazione di migliori strumenti informatici, tecnologici e logistici, a partire dall’utilizzo generalizzato del protocollo informatico e del sistema di gestione dei flussi documentali anche quale supporto essenziale per affermare l’uso della firma elettronica. 

L’informatizzazione, oltre che strumento di lavoro efficace ed  efficiente, dovrà diventare  lo  strumento operativo e di dialogo di tutta la Pubblica Amministrazione e degli Enti Pubblici e di  relazione,  accesso ed erogazione di servizi e prestazioni da parte degli Uffici e Servizi Pubblici.

In questo ambito particolare importanza riveste il progetto di legge in materia archivistica che consentirà una maggiore valorizzazione del patrimonio archivistico e una sua più agevole fruizione.

Durante le fasi della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e fino alla revisione degli organici, si impone una oculata e rigorosa attenzione nelle deliberazioni sul personale, al fine di non alimentare aspettative che potranno gravare sulla riforma, e di scongiurare disparità mediante atti che possono determinare progressioni di carriera.

 

Nella prospettiva di una revisione complessiva del Regolamento di Polizia Mortuaria, va adottata con tempestività una legge di modifica, allo scopo di tutelare la libertà di culto, regolamentare la durata delle concessioni di loculi, favorire la facoltà della  pratica della cremazione.