|
La riforma in materia
pensionistica ha introdotto sostanziali novità in una situazione
alla quale era necessario porre mano già da alcuni anni.
Nell’ottica di perseguire e garantire la solidità della gestione
del sistema pensionistico obbligatorio è necessario dare
risposte ad alcuni aspetti quali l’equità nei trattamenti di
pensione, la solidarietà intergenerazionale, le modalità di
distacco graduale dall’attività lavorativa, il riscatto
contributivo dei periodi di non lavoro, la previsione di
apposite finestre d’uscita dal mondo del lavoro per chi svolge
mansioni usuranti, la cosiddetta “solidarietà di ritorno” e
procedere al completamento della riforma sugli argomenti già
individuati e condivisi con le parti economiche e sociali.
Tenendo conto degli aspetti
in discussione nel Paese circa la obbligatorietà o meno, la
natura della gestione e la gradualità di applicazione della
previdenza complementare, si sostiene la necessità di concertare
la sua applicazione con i rappresentanti dei lavoratori e delle
categorie economiche.
In vista della redazione del
testo unico è opportuna una ulteriore riflessione per quanto
riguarda la previsione di adeguate tutele per quei lavoratori
con vite contributive molto lunghe.
In particolare verrà
affrontato il tema del diritto ad accedere al trattamento
pensionistico per i soggetti con carriere contributive uguali o
superiori a 40 anni, anche con l’applicazione di disincentivi.
Si dovrà intervenire per
ridurre le differenze fra pensioni massime e pensioni minime
siano queste definite dal regime ISS che dal regime Stato, anche
nella direzione di collegare le pensioni di reversibilità al
reddito, per aumentare gli anni di residenza in territorio per
accedere alle pensioni sociali e affrontare inoltre il problema
del riequilibrio dei fondi pensionistici in passivo.
|