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Il Governo
fra Partito dei Socialisti e dei Democratici, Sinistra Unita,
Democratici di Centro e Sammarinesi per la Libertà si
costituisce col sostegno di una maggioranza coesa e determinata
a dare risposte concrete e tempestive ai problemi che in questo
momento la Repubblica si trova ad affrontare e che, pur
discendendo principalmente dalle mutate congiunture
internazionali, si ripercuotono su molte vicende di politica
interna. Serve quindi una rinnovata assunzione di responsabilità
e, per certi versi, una forte determinazione per affrontarli,
risolverli e prefigurarne l’evoluzione.
In questo
senso va detto con chiarezza che i sammarinesi, non più tardi di
due anni fa, hanno scelto i loro rappresentanti ed è ad essi
che compete di interpretare il mandato nelle forme che le
circostanze, le norme ancora in vigore e il cambiamento della
politica suggeriscono. Sarà quindi l'efficacia della loro azione
il metro di giudizio in base al quale la fiducia verrà o meno
confermata, nel quadro di una legge elettorale che presuppone
una nuova cultura delle alleanze e la consapevole assunzione
degli obblighi che ne conseguono.
Non c’è
dubbio che alle forze politiche appartenga il dovere primario
di assicurare un governo al Paese, quale strumento per risolvere
i problemi, per adeguare il nostro sistema alle condizioni che
cambiano, per salvaguardare e qualificare il diffuso benessere,
per difendere e perfezionare lo stato sociale, per costruire e
consolidare le basi per lo sviluppo. In buona sostanza: per
consegnare questa comunità alle nuove generazioni in condizioni
migliori di quelle in cui noi l'abbiamo ereditata.
Non sfugge ad
alcuno, dunque, come in quest’ottica la richiesta di soluzioni
transitorie verso elezioni anticipate, con l’intento pretestuoso
di costruire le coalizioni, avrebbe provocato la paralisi
dell’attività politica e amministrativa per molti mesi, mentre
la Repubblica ha necessità di un Governo che dia risposte,
risolva i problemi e imposti programmi.
La
maggioranza che si appresta a chiedere la legittimazione del
Consiglio Grande e Generale si fa carico di questo compito,
sapendo di poter contare sull’impegno di tutti i propri eletti
per un’azione politica fondata sul realismo, sull’efficienza e
sulla lungimiranza.
Non c’è
dubbio, peraltro, che l'apertura della crisi che in questa
sessione consiliare si concluderà ha influito negativamente
sulla vita amministrativa, economica, civile e sociale ed è
altrettanto evidente come, rispetto a tutto questo, esistano
responsabilità precise di forze politiche ben identificate e
identificabili. Quantunque l’addebito dell’irresponsabilità non
piaccia, c’è ormai la ragionevole certezza che di questo si
tratti, a dispetto di ogni tentativo, di riversare su altri
colpe che sono indiscutibilmente proprie.
La
dietrologia, a questo punto, serve tuttavia ben poco e questa
maggioranza neppure intende indugiarvi sopra più di tanto,
perché il suo obiettivo è quello di guardare avanti, senza
recriminazioni, isterismi o rancori, ma con spirito propositivo,
dialettico e aperto al confronto. Ben sapendo che lo scontro, a
volte troppo aspro, il discredito dell’avversario o addirittura
l’insulto sono inconciliabili con la dignità di una politica
alta e, se non ripagano in termini elettorali, tanto meno lo
fanno sul piano dell’immagine e della credibilità delle
istituzioni e di ciascuno di noi. In fondo i nostri giudici veri
ed esclusivi sono gli elettori e i sammarinesi in generale. E
sono loro i primi a chiederci correttezza e concretezza, non
ingiurie od espedienti. D’altra parte le stesse differenze
politiche e programmatiche attengono alla vita democratica, ma
esse, a nostro avviso, dovrebbero esprimersi in un contesto di
minore esasperazione e di maggiore e più frequente confronto
costruttivo. E’ ciò che chiederemo ai nostri interlocutori, di
qualsiasi sponda, soprattutto su grandi temi quali, in
particolare, le materie di significativa rilevanza che incidono
sul sistema San Marino, gli adeguamenti istituzionali che
accompagneranno il passaggio al sistema di governo previsto
dalla nuova legge elettorale, le modalità di esercizio del voto
per i residenti all'estero, e le modalità di espressione delle
preferenze.
La
maggioranza che sta per formarsi intende inoltre offrire un
segno di cambiamento effettivo, cosicché i cittadini, quando
saranno chiamati a decidere sulla coalizione che li dovrà
governare per l'intera legislatura, possano contare su una
proposta strutturata e credibile. Con l'intesa fra PSD, SU, DdC
e SpL si dà quindi anche una prima risposta importante al
problema della stabilità politica, perché, al di là dei numeri,
solo la coesione e la convinzione che è necessario lavorare
insieme possono garantire ad una maggioranza consistenza e
continuità di azione politica. L’assetto delineato dalle 4
quattro forze politiche non esclude, di per sé, neppure una
ricerca di convergenze all'interno di confini politici più ampi,
dove le culture democratiche e riformiste confluiscono per
rafforzarsi e integrarsi. Entro tali confini ci sono forze che,
sebbene non paiano aver compiuto una scelta definitiva di campo,
hanno tuttavia dichiarato la propria disponibilità al confronto.
Ci
apprestiamo, quindi, ad un cammino di responsabilità con
l'umiltà di chi sa di dovere innanzitutto operare con spirito di
servizio verso la comunità e nel suo superiore interesse.
Essendo del resto certi di trovare, su questo percorso, la
condivisione e il sostegno della maggioranza dei sammarinesi.
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