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00.  Composizione del governo

0.  le segreterie e segretari di stato  in dettaglio

II.PROGRAMMA di GOVERNO

 

Governo attuale

Governi precedenti

    Governo formato dai partiti

 

Partito dei Socialisti e dei Democratici

Sinistra Unita

Democratici di Centro

Sammarinesi per la Libertà

 

PROGRAMMA DI GOVERNO, PER LA XXVI LEGISLATURA

SAN MARINO, 11 LUGLIO  2008

 

Scegli il punto del programma

2_0- Premessa

2_01- Il metodo

2_02- Le priorità

2_1- Le politiche istituzionali

2_2- La Pubblica Amministrazione

2_3- Politica estera e relazioni internazionali

2_4- Politiche economiche

2_5- Politiche di bilancio

2_6- Politiche del lavoro

2_7-Politiche previdenziali 

2_8- Politiche sanitarie

2_9- Politiche sociali

2_10- Politiche culturali e della formazione

2_11- Politiche ambientali e del territorio

2_12- Politiche dello sport

 

 

 

0- Premessa

Il Governo fra Partito dei Socialisti e dei Democratici, Sinistra Unita, Democratici di Centro e Sammarinesi per la Libertà si costituisce col sostegno di una maggioranza  coesa e determinata a dare risposte concrete e tempestive ai problemi che in questo momento la Repubblica si trova ad affrontare e che, pur discendendo principalmente dalle mutate congiunture internazionali,  si ripercuotono su molte vicende di politica interna. Serve quindi una rinnovata assunzione di responsabilità e, per certi versi, una forte determinazione per affrontarli, risolverli e prefigurarne l’evoluzione.

In questo senso va detto con chiarezza che i sammarinesi, non più tardi di due anni fa, hanno scelto i loro rappresentanti ed è ad essi che  compete di interpretare il mandato nelle forme che le circostanze, le norme ancora in vigore e il cambiamento della politica suggeriscono. Sarà quindi l'efficacia della loro azione il metro di giudizio in base al quale la fiducia verrà o meno confermata, nel quadro di una legge elettorale che presuppone una nuova cultura delle alleanze e la consapevole assunzione degli obblighi che ne conseguono.

Non c’è dubbio che alle forze politiche appartenga il dovere primario  di assicurare un governo al Paese, quale strumento per risolvere i problemi, per adeguare il nostro sistema alle condizioni che cambiano, per salvaguardare e qualificare il diffuso benessere, per difendere e perfezionare lo stato sociale, per costruire e consolidare le basi per lo sviluppo.  In buona sostanza: per consegnare questa comunità alle nuove generazioni in condizioni migliori di quelle in cui noi l'abbiamo ereditata.

Non sfugge ad alcuno, dunque, come in quest’ottica la richiesta di soluzioni transitorie verso elezioni anticipate, con l’intento pretestuoso di costruire le coalizioni, avrebbe provocato la paralisi dell’attività politica e amministrativa per molti mesi, mentre la Repubblica ha necessità di un Governo che dia risposte, risolva i problemi e imposti programmi.

La maggioranza che si appresta a chiedere la legittimazione del Consiglio Grande e Generale si fa carico di questo compito, sapendo di poter contare sull’impegno di tutti i propri eletti per un’azione politica fondata sul realismo, sull’efficienza e sulla lungimiranza. 

Non c’è dubbio, peraltro, che l'apertura della crisi che in questa sessione consiliare si concluderà ha influito negativamente sulla vita amministrativa, economica,  civile e sociale ed è  altrettanto evidente come, rispetto a tutto questo, esistano  responsabilità precise di forze politiche ben identificate e identificabili. Quantunque l’addebito dell’irresponsabilità non piaccia, c’è ormai la ragionevole certezza che di questo si tratti, a dispetto di ogni tentativo, di riversare su altri colpe che sono indiscutibilmente proprie.

La dietrologia, a questo punto, serve tuttavia ben poco e questa maggioranza  neppure intende indugiarvi sopra più di tanto, perché il suo obiettivo è quello di guardare avanti, senza recriminazioni, isterismi o rancori, ma con spirito propositivo, dialettico e aperto al confronto. Ben sapendo che lo scontro, a volte troppo aspro, il discredito dell’avversario o addirittura l’insulto  sono inconciliabili con la dignità di una politica alta e, se non ripagano  in termini elettorali, tanto meno lo fanno sul piano dell’immagine e della credibilità delle istituzioni e di ciascuno di noi. In fondo i nostri giudici veri ed esclusivi sono gli elettori e i sammarinesi in generale. E sono loro i primi a chiederci correttezza e concretezza, non ingiurie od espedienti. D’altra parte le stesse differenze politiche e programmatiche  attengono alla vita democratica, ma esse, a nostro avviso, dovrebbero esprimersi in un contesto di minore esasperazione e di maggiore e più frequente confronto costruttivo. E’ ciò che chiederemo ai nostri interlocutori, di qualsiasi sponda, soprattutto su grandi temi quali, in particolare, le materie di significativa rilevanza che incidono sul sistema San Marino, gli adeguamenti istituzionali che accompagneranno il passaggio al sistema di governo previsto dalla nuova legge elettorale, le modalità di esercizio del voto per i residenti all'estero, e le modalità di  espressione delle preferenze.

La maggioranza che sta per formarsi intende inoltre offrire un segno di cambiamento effettivo, cosicché i cittadini, quando saranno chiamati a decidere sulla coalizione che li dovrà governare per l'intera legislatura, possano contare su una proposta strutturata e credibile. Con l'intesa fra PSD, SU, DdC e SpL si dà quindi anche una prima risposta importante al problema della stabilità politica, perché, al di là dei numeri, solo la coesione e la convinzione che è necessario lavorare insieme possono garantire ad una maggioranza consistenza e continuità di azione politica. L’assetto delineato dalle 4 quattro forze politiche non esclude, di per sé, neppure una ricerca di convergenze all'interno di confini politici più ampi, dove le culture democratiche e riformiste confluiscono per rafforzarsi e integrarsi. Entro tali confini ci sono forze che, sebbene non paiano aver compiuto una scelta definitiva di campo, hanno tuttavia dichiarato la propria disponibilità al confronto.

Ci apprestiamo, quindi, ad un cammino di responsabilità con l'umiltà di chi sa di dovere innanzitutto operare con spirito di servizio verso la comunità e nel suo superiore interesse. Essendo del resto certi di trovare, su questo percorso,  la condivisione e il sostegno della maggioranza dei sammarinesi.