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Le Pari Opportunità e la Disabilità
A tutti i cittadini devono essere
riconosciute le pari opportunità, anche attraverso
appropriati interventi per
nell’organizzazione del lavoro e della vita sociale.
Si deve quindi:
a) procedere ad un censimento della
popolazione disabile;
b) promuovere adeguate campagne
informative e di sensibilizzazione;
c) adottare una legge quadro
sull’handicap con il coinvolgimento del mondo del
volontariato e dell’associazionismo;
d) eliminare le barriere
architettoniche;
e) favorire l’inserimento lavorativo,
l’indipendenza e l’autonomia di vita dei disabili;
f) migliorare l’attività di sostegno
nelle scuole attraverso un apposito provvedimento
di legge;
g) sostenere le famiglie dei disabili
gravi con la possibilità di prepensionamento e di
aspettativa;
h) porre a carico dell’ISS i costi per
gli ausili indispensabili; provvedere alla tutela
giudiziaria.
È doveroso organizzare le opportune
iniziative per celebrare l’Anno Europeo delle
Pari Opportunità per tutti, proclamato
per il 2007.
I Giovani
Il mondo giovanile non va più
concepito come una realtà a sé stante, ma deve essere
supportato adeguatamente con politiche
volte all’aggregazione, alla socializzazione ed alla
crescita dell’individuo per favorirne
il pieno sviluppo sul piano culturale, sociale ed
economico, valorizzare e sostenere le
forme associative dei giovani e attivare forme di
cooperazione internazionale.
Proponiamo l’istituzione di un
apposito Organismo presso una Segreteria di Stato,
nonché un Forum dei Giovani e una
Conferenza per le Politiche Giovanili con cadenza
biennale.
Attivare iniziative di informazione e
di comunicazione per la prevenzione ed il
contrasto del disagio giovanile.
Va istituito uno “sportello” ad
accesso diretto, destinato a tutte le situazioni critiche, al
quale possano rivolgersi nella
assoluta e massima riservatezza tutti coloro i quali richiedano
assistenza e consigli su problemi di
carattere psicologico e di disagio sociale, unitamente alla
creazione di un consultorio a
disposizione delle giovani coppie e delle persone al fine di
valorizzare la maternità ed affrontare
i problemi che ne impediscono o condizionano la piena
realizzazione e per una sessualità
cosciente e responsabile.
Definire interventi specifici e
concreti, come avviene in numerosi paesi europei, a
sostegno dei giovani che dopo il 19°
anno di età, non avendo lavoro e redditi adeguati e non
frequentando alcun percorso
scolastico, si impegnano in attività di formazione,
specializzazione o tirocinio.
Gli Anziani
Le persone anziane sono un patrimonio
di cultura, di saggezza e di continuità che
occorre valorizzare e utilizzare.
E’ pertanto necessaria una politica
organizzata nei confronti di questi cittadini anche
alla luce dei cambiamenti demografici
ed economici.
Partendo da un censimento delle
necessità attuali e da una proiezione di quelle di
medio-lungo periodo, è necessario:
a) predisporre adeguate risorse
finanziarie, per interventi mirati a tutela di un reddito
dignitoso e autosufficiente;
b) avviare e completare progetti
infrastrutturali dedicati alla cura, con particolare
riguardo alle problematiche della
lungodegenza e della riabilitazione;
c) potenziare le strutture dedicate
all’incontro e alla socializzazione, con il
potenziamento dei servizi sul
territorio (centri diurni, assistenza domiciliare, case
di riposo);
d) sostenere la crescita di occasioni
per la cultura e la formazione;
e) favorire, anche attraverso apposite
normative, il mantenimento di un ruolo sociale
e la partecipazione alle azioni di
volontariato;
f) semplificare le norme che regolano
l’assunzione e l’attività delle assistenti degli
anziani e consentire la deduzione
fiscale delle relative spese.
La priorità del progetto è finalizzata
al principio di continuare a far vivere le persone
anziane nel proprio ambiente e di
contrastare la solitudine.
La Famiglia
La famiglia va sostenuta con politiche
di attenzione anche sul piano fiscale, sia verso
quelle già formate, sia verso quelle
in fase di realizzazione. Occorre rendere concreto ed
effettivo il diritto all’asilo nido
attraverso il dimezzamento delle liste d’attesa entro 5 anni con
un forte impegno dello Stato nella
realizzazione di nuove strutture pubbliche o accreditamenti
di quelle private.
E’ necessario compiere una revisione
della disciplina degli assegni familiari e
pervenire a soluzioni nuove di cui
siano destinatarie le famiglie a basso reddito e con figli per
assicurare che lo strumento raggiunga
le necessarie condizioni di equità e di solidarietà.
Sostenere le madri che non lavorano e
che sono sole, e rafforzare gli istituti per le
madri che lavorano; conteggiare i
periodi di aspettativa post-partum e del part-time per motivi
familiari, ai fini della pensione;
favorire l’utilizzo del part-time per temporanee esigenze
familiari o per studio e formazione.
Considerata la rilevanza dei problemi
legati ai diritti civili verrà favorito l’avvio di un
confronto sul tema e sulle
implicazioni connesse, tenendo conto dell’insieme delle opinioni
e
delle sensibilità presenti nella
società e fra le forze politiche e delle scelte compiute nei
paesi
europei.
Il Volontariato
Apprezzando l’impegno che tanti
sammarinesi dedicano al volontariato attraverso
numerose associazioni, al fine di
valorizzarne le iniziative, si ritiene necessario:
a) coinvolgere le associazioni di
volontariato nella definizione e valutazione delle
politiche sociali e di particolari
interventi sanitari, secondo il cosiddetto
“community welfare”;
b) costituire con esse una rete in cui
siano conosciute e coordinate tutte le risorse
presenti nel nostro territorio;
c) adottare una normativa appropriata
che preveda per queste associazioni
agevolazioni ed adempimenti
semplificati rispetto a quelli delle società.
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