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La Pubblica Amministrazione è
strumento insostituibile per il buon funzionamento
dello Stato e dalla sua efficienza e
dalla sua organizzazione dipendono sia i rapporti tra il
cittadino e lo Stato sia il
funzionamento dell’intero sistema.
Un processo di riforma si rende
necessario per dare alla PA un ruolo più dinamico e
propulsivo, attraverso il dialogo ed
il confronto ma anche con la consapevolezza che i
modelli organizzativi sono soggetti ad
evoluzioni assolutamente non eludibili.
Le numerose analisi già fatte sulla
realtà esistente costituiscono un dato conoscitivo
acquisito per poter procedere alle
nuove necessarie riforme.
Vanno aggiornate le norme, di diversa
fonte, che collocano la PA dentro logiche
profondamente contrastanti con forme
organizzative orientate alla efficacia e alla efficienza.
Riaffermato il principio che
l’autonomia della PA, dentro un quadro normativo, deve
tradursi in atti che garantiscano il
cittadino e lo Stato nei diritti e nei doveri, e confermata la
necessità di contenere e
razionalizzare la spesa corrente, occorre far emergere in modo
più
incisivo il patrimonio di conoscenze e
competenze presente in gran parte
dell’amministrazione, mentre
costituisce irrinunciabile metodo nel governo delle risorse, un
forte impegno sia nella mobilità che
nella formazione.
Gli effetti conseguenti alla riduzione
programmata della spesa corrente, che si
realizzerà anche attraverso la
progressiva riduzione del numero dei dipendenti, andranno
riequilibrati attraverso un forte
impulso alle attività di formazione, riconversione e mobilità
delle professionalità esistenti oltre
ad un deciso ricorso all’uso delle tecnologie.
Il processo riformatore deve premiare
il merito e la competenza stabilendo regole
chiare e trasparenti.
A livello dirigenziale occorre
innovare su basi costituite da autonomia, responsabilità,
programmazione e mobilità in un quadro
normativo che preveda la retribuzione fissata per
legge e che indichi le posizioni che
restano di ruolo e quelle che possono essere ricoperte
mediante contratto.
E’ assolutamente necessario aggiornare
profondamente le modalità dei concorsi,
oggettivamente non rispondenti alle
verifiche della professionalità. In ogni caso la linea di
tendenza non può che essere un unico
mercato del lavoro pubblico-privato cui le dinamiche
sociali e culturali e condizioni di
equità portano.
Nell’amministrazione è indispensabile
la cultura del rispetto verso gli utenti e del
rigore nell’esercizio dei doveri
istituzionali e nell’uso delle risorse collettive. A tale scopo
vanno ricercate misure che
contribuiscano a migliorare il rapporto pubblica
amministrazioneutenti,
anche attuando il principio secondo
cui l’amministrazione è tenuta a rispondere entro
un congruo termine alle domande
ricevute, emanando atti di interpretazione ed applicazione
di norme, esplicitando con atti idonei
il procedimento che porta a ciascun provvedimento di
autorizzazione o concessione.
Va valutata l’utilità di
collaborazioni specialistiche esterne per verifiche
sull’efficienza
e per migliorarne il funzionamento,
senza escludere gli atti di dirigenti e di organi
amministrativi. Devono essere
coordinate le procedure ed i dati sui cui lavorano diversi
uffici,
ed attivati collegamenti telematici
utili ad una comunicazione più fluida e moderna con i
cittadini-utenti e le imprese.
Per ciò che concerne il rapporto di
pubblico impiego, nell’ottica della certezza del
diritto e della chiarezza dei ruoli,
in collaborazione con le forze sociali, si deve mettere ordine
nella gerarchia delle fonti normative
(accordo sindacale, semplice presa d’atto del Consiglio,
ratifica del Consiglio stesso, decreto
e legge); adottare un testo unico che riordini e
semplifichi le disposizioni e gli
istituti vigenti; rivedere le norme relative agli “spostamenti”:
mobilità, trasferimenti, distacchi,
sostituzioni, per il buon funzionamento dei servizi, il
contenimento della spesa e la parità
di trattamento.
Va anche attuata una attenta
valutazione dei servizi attualmente erogati in ambito
pubblico, i quali convenientemente per
l’interesse generale possono essere trasferiti al
privato salvaguardando naturalmente i
servizi strategici.
Non va infine dimenticata la carente
situazione degli edifici destinati ai pubblici
servizi. Con la consapevolezza che le
risorse finanziarie sono limitate, occorre la redazione
di un piano realistico portante le
disponibilità finanziarie, per dotare la PA anche dei luoghi
fisici per lo svolgimento dei servizi.
In tale contesto vanno definite, una volta per tutte, la
distinzione e la dislocazione delle
sedi istituzionali rispetto a quelle amministrative secondo
una logica di dignità, funzionalità,
economicità dei costi di gestione.
Quanto al settore pubblico allargato
la situazione non è uniforme.
L’AASFN appare oggettivamente superata
nel modello istitutivo e gestionale; si rende
quindi necessaria una revisione della
legge istitutiva e delle modalità di funzionamento.
L’AASP anche in conseguenza del
conferimento di parti significative della sua attività,
le reti di servizio all’AASS, ha
necessità di una profonda ridefinizione dei suoi fini.
Di conseguenza anche per l’AASS si
dovrà tendere ad un livello gestionale sempre
più ottimizzato perché quanto più
contenuti e razionali sono i costi, tanto più basse saranno
le tariffe applicate.
Le forme di tale processo, sia a
livello giuridico sia a livello operativo, saranno
oggetto di analisi e di confronto
avendo sempre ben presenti gli obiettivi di servizio, di
efficienza e di economicità. |