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L’occasione di grande prestigio che si
presenta al nostro Paese che a novembre
assumerà la Presidenza del Consiglio
dei Ministri del Consiglio d’Europa dovrà
rappresentare un ulteriore passo verso
una maggiore integrazione con l’Europa, un
momento di crescita per le nostre
relazioni esterne, di affermazione del nostro ruolo e della
nostra immagine internazionale, per
ribadire la nostra identità statuale e la vocazione di San
Marino alla pace, al dialogo tra le
culture, alla convivenza pacifica tra i popoli, al rispetto e
alla difesa dei diritti dell’uomo e
alla cooperazione internazionale.
La dinamica delle relazioni
internazionali ha interessato tutti gli Stati ed anche la
Repubblica si è trovata e si trova a
dover tenere conto sia dei processi di globalizzazione sia
del progressivo avanzare della
integrazione europea.
Il nostro Paese è quindi coinvolto,
sia per ragioni geografiche sia per ragioni politiche,
in un percorso di sempre maggiore
integrazione.
Il processo deve essere razionalmente
governato ed un accordo di associazione
rientra nelle forme possibili
dell’integrazione. L’eventuale decisione sulla adesione alla
Unione Europea, nella tutela delle
specificità e le peculiarità della Repubblica, dovrà ottenere
la maggioranza assoluta del Consiglio
Grande e Generale e dovrà essere sottoposta a
referendum popolare. Un organismo, la
Consulta per l’Europa, in cui siano presenti
rappresentanti della politica,
dell’economia, del sindacato e della cultura, dovrà essere
attivato con celerità per affrontare
con forte spirito di collaborazione, le problematiche legate
alle nuove situazioni.
Un rapporto con i piccoli Stati è
necessario ed utile sia perché è comune l’impegno
per la difesa delle identità, sia
perché i valori da essi rappresentati devono continuare a
maggior ragione nel più ampio spazio
europeo.
In linea con il processo di
integrazione vanno affrontate le questioni riguardanti
l’operatività delle nostre imprese, le
opportunità di studio e professionali per i cittadini,
l’accesso ai fondi europei per
specifici progetti.
Gli accordi convenzionali con l’Italia
necessitano di un aggiornamento che conduca
ad un nuovo e moderno rapporto il cui
primo passo deve consistere in un accordo di
cooperazione economica realizzato su
basi di pari dignità e di reciproco vantaggio.
Va proseguita una ragionata politica
di accordi con gli altri Stati, improntata al rispetto
delle regole del diritto
internazionale, per sostenere lo sviluppo dell’economia reale.
E’ importante rivedere la struttura
del Dipartimento Affari Esteri, ricoprire i ruoli
necessari ed eliminare quelli
superflui, compiere una verifica attenta sul ruolo del corpo
diplomatico e consolare, aggiornarne i
criteri di nomina per una maggiore qualificazione e
con un’attenzione ai costi e alle
incompatibilità e rotazioni e per favorire nuove opportunità di
sviluppo per la Repubblica,
utilizzando la professionalità maturata in ambito sammarinese.
Anche la rete costituita dai
sammarinesi all’estero può trovare una valorizzazione
dell’immagine e delle relazioni della
Repubblica nel mondo.
Promuovere la Repubblica di San Marino
come sede di organismi ed istituzioni
internazionali.
E’ istituita una delega per la Pace
col compito di promuovere, anche in collaborazione
con le associazioni del volontariato e
della cooperazione internazionale, ogni utile iniziativa
per contribuire alla convivenza
pacifica tra i popoli. Va proposta San Marino quale Sede
Internazionale per il dialogo e le
relazioni tra popoli e culture.
Inoltre il Governo individuerà
progetti mirati di cooperazione internazionale a cui
destinare, in modo graduale, risorse
pubbliche e private. Ciò deve avvenire con trasparenza
e, pertanto, vanno definiti i criteri
di selezione delle iniziative da finanziare, gli organi
deliberanti e le modalità di verifica.
Cogliendo la sensibilità che il Paese
esprime occorre affrontare la revisione delle
norme che disciplinano il rilascio dei
permessi di soggiorno e le residenze. Un processo di
selezione e di oculatezza si impone.
Anche la questione dell’accertamento
delle residenze che in parte si interseca con il
problema precedentemente evidenziato,
non può più essere ignorata o elusa.
Una particolare attenzione sarà posta
per continuare e rafforzare l’attività di controllo
del territorio e della sicurezza.
A tal fine, sarà necessario un più
efficace coordinamento dei corpi preposti,
consolidando la professionalizzazione
e la formazione del personale, una programmazione
degli organici, un regolamento
adeguato ai tempi.
Gli aspetti conseguenti alla
internazionalizzazione dei fenomeni criminali rendono
necessaria un’azione più efficace che
costituirebbe anche un rafforzamento positivo
dell’immagine della Repubblica.
In conseguenza di ciò sono da
affrontare sia il problema di adesione e di
collegamento all’Interpol per ragioni
evidenti e, con l’Italia, alla rete dei servizi informativi in
modi e forme rispettose della
sovranità di entrambi gli Stati. |