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Scegli la sezione 0. DIOCESI E TERRITORIO SAMMARINESE I. MAPPA E STEMMA DELLA DIOCESI SAN MARINO- MONTEFELTRO III. CAPITANI REGGENTI E PAPI, VISITE RECENTI IV. PAPA GIOVANNI PAOLO II A SAN MARINO VI.VESCOVO NEGRI |
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Mons. LUIGI NEGRI Vescovo di San Marino Montefeltro |
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Scegli il particolare 6_00-Alcuni libri di cui è autore 6_1-Prima lettera ai fedeli della Diocesi San Marino Montefeltro 6_2-Discorso ai Capitani Reggenti di San Marino, 23-5-2005 6_3-Omelia ingresso Capitani Reggenti 1° aprile 2006 6_4-Lettera ai Sammarinesi, elezioni 4-6-2006 6_6- Con le Reliquie del Santo Marino 6_7-A fianco del papa nel rapporto con l'Islam 6_8-Omelia ingresso Capitani Reggenti 1° ottobre 2006 6_9- Lettera ai sammarinesi 8-12-2006 (scandalo Scaramella ed altri) |
Mons. Luigi Negri Per Grazia di Dio e volere della Sede Apostolica Vescovo di San Marino – Montefeltro __________________ PER LA LIBERTÀ, LA GIUSTIZIA ED UNA VERA DEMOCRAZIA Il grande filosofo George Weigel ha scritto che “le correnti più profonde della storia sono spirituali e culturali, piuttosto che politiche ed economiche… La storia è mossa, a lungo termine, dalla cultura, vale a dire da ciò che gli uomini e le donne onorano, adorano e venerano; da ciò che le società considerano essere vero, buono e nobile; dalle espressioni che esse danno a queste convinzioni nel linguaggio, nella letteratura e nelle arti; da ciò per cui individui e società sono disposti a sacrificarsi”. Il vescovo di San Marino-Montefeltro è il custode della cultura che nasce in questa Chiesa particolare, per la fede in Cristo e per la verità della vita di comunione. Egli intende, pertanto, comunicare le linee fondamentali di questa cultura ai credenti e agli uomini di buona volontà di San Marino, in un momento difficoltoso e complesso della vita sociale , che può risultare determinante per la vita di questo nostro Stato per i prossimi anni. La cultura che la Chiesa vive, professa e tende a comunicare è quella che il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha definito cultura della vita. La Chiesa professa l’assoluta positività della vita, dal suo primo esserci, pieno di un valore assoluto fino alla sua inevitabile e misteriosa conclusione: la vita della persona è di Dio, non è nella disponibilità di nessun altro, ma solo di Dio. Cultura della vita significa anche centralità della persona ed il riconoscimento del suo protagonismo culturale e morale; significa centralità della famiglia in cui ogni persona nasce e matura la propria personalità. Questa famiglia, che noi professiamo insieme cellula fondamentale della Chiesa e della società, è dotata di diritti inalienabili: alla libertà culturale e religiosa, alla libertà della generazione, alla libertà di educazione, dell’aggregazione sociale, dell’intrapresa culturale, sociale ed economica. La libertà delle famiglie e dei gruppi sociali costituisce la forza che incrementa la vita della società, promovendo quel bene comune che è la libertà delle persone e dei gruppi, in una sintesi vitale di diritti e di doveri. Sappiamo bene che, in momenti come questi, a questa cultura della vita si contrappone, in modo fortissimo, quella che sempre Giovanni Paolo II ha definito la cultura della morte.
Questo sostanziale disconoscimento del valore della persona e della vita, per cui dilaga nella società un individualismo aberrante, nel quale l’individuo è sottoposto al dominio di poteri forti che sostanzialmente lo distruggono. All’individuo rimane soltanto la ricerca ossessiva del proprio benessere, in tutti i campi: benessere da perseguire ad ogni costo, anche a costo della propria libertà di coscienza e della propria dignità. Di fatto domina nella società un nichilismo, al quale si tenta di sfuggire cercando di vivere qualsiasi desiderio come diritto, che deve essere riconosciuto dalla società e dalle sue istituzioni. I giovani sono le prime drammatiche vittime di questa situazione: quasi abbandonati ai margini della società, dalla quale pure ricevono il più possibile sul piano materiale, senza che vengano accolti da una compagnia reale, che svolga nei loro confronti una seria azione educativa, che maturi in modo critico e responsabile la loro personalità. Ho una serissima, quasi angosciosa preoccupazione che i nostri giovani non saranno messi in grado di vivere con libertà e responsabilità la loro avventura umana, che è unica e che non può essere contrabbandata da nessun altro valore.
Indicando queste linee della cultura della vita, il vescovo di San Marino-Montefeltro adempie il suo compito di pastore e di guida, non proponendo soluzioni politiche o tecniche, ma indicando valori che nessun credente può impunemente disattendere e che ogni uomo di buona volontà dovrebbe considerare attentamente. Il vescovo di San Marino-Montefeltro aderisce totalmente all’insegnamento del Papa Benedetto XVI circa quei valori sostanziali della persona e della società che egli ha definito “non negoziabili”: vita, famiglia e educazione. Il vescovo ritiene, per altro, che esista un valore sostanziale e fondamentalissimo, anch’esso “non negoziabile”: la vita e la libertà della Chiesa, nel caso specifico la vita e la libertà della Chiesa di San Marino-Montefeltro. Il vescovo chiede al clero, ai sacerdoti, ai religiosi, di farsi comunicatori di questo suo messaggio e di attivare attorno ad esso l’attenzione cordiale di credenti e di non credenti. A quanti sono uniti a Cristo, nella grande disciplina della Chiesa, non può non chiedere una obbedienza cristiana.
A tutti imparte di cuore la Sua benedizione.
+ Luigi Negri Vescovo di San Marino–Montefeltro
San Marino, 10 maggio 2006 |
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