Storia della Repubblica di San MarinoTratta dalla videocassetta Nemini teneri, cioè non dipendere da nessuno © Copyright by V.E. Pizzulin & M. Cecchetti |
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1463, raddoppio del territorio, nella guerra fra Federico d'Urbi-no e Sigismondo Malatesta, in alleanza con papa Pio II Indietro Avanti |
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San Marino rimane libero
comune. Anche quando, attorno, furoreggiano signorie e principati. Federico
da Urbino e Sigismondo da Rimini, riorganizzano i loro territori in mini
stati, si atteggiano a sovrani, con
San Marino resiste: all'uno e all'altro. Blandizie ed
astuzie non lo distraggono. Rafforza, così, la sua identità. Repubblica è come democrazia. Quasi una sfida. E la difende. Tira su un altro girone di mura. E poi: occhi aperti ed armi sempre lucide ed affilate, pronte al primo rintocco della Guaita.
Con le armi, i Sammarinesi, ci sanno fare: hanno imparato
facendo i mercenari, nelle annate di magra, quando lo spettro della fame si fa
più assillante.
E tutto l'arco dei denti ben
in vista. Ben sfoderati ed in
E ringhia di brutto se si
sente degli occhi addosso. E scatta se c'è da prendere. Nel 1463 i Malatesta
sono in difficoltà? In combutta col papa Pio II ed i Montefeltro, San Marino dà
loro addosso: d'un sol colpo, raddoppia il suo territorio.
Poi la bagarre finisce. I signori abbassano la cresta. Per primi i Malatesta. A Rimini arrivano i cardinali.
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