martedì 8 ottobre 2013 21:56

Angelica Bezziccari - L'Informazione di San Marino: 12 banche 60 finanziarie

Angelica Bezziccari - L'Informazione di San Marino: 12 banche 60 finanziarie

L'Informazione di San Marino

Il presidente della Quarta Torre racconta come un gruppo di ragazzi si interrogò quale fosse l’origine della ricchezza del Titano

“12 banche e 60 finanziarie: abbiamo chiesto perché e nessuno ci ha risposto”

Angelica Bezziccari 

 

        Oggi tutti si sono accorti che la principale ricchezza su cui si basava San Marino, era assai poco lecita. Un fitto sottobosco finanziario, fatto di banche, finanziarie, società anonime e casi di riciclaggio di denaro, evasione fiscale e capitali di dubbia provenienza erano l’humus di questa piccola Repubblica. Il sistema finanziario sammarinese era arrivato a contare, nel 2009, 72 “soggetti autorizzati”: dodici banche (con le relative filiali) e sessanta tra finanziarie, fiduciarie, società di gestione, compagnie d’assicurazioni. Non si sa quanti cittadini sapessero, ma certamente pochissimi si ponevano delle domande e le ponevano alla cittadinanza. Tra questi pochi, un gruppo di ragazzi, che avevano fondato nel 2008 un’associazione culturale denominata “Quarta Torre”, si interessò del tema. Ce lo racconta il presidente dell’associazione Michele Giardi.

Come si formò l’associazione Quarta torre e cosa spinse ragazzi poco più che ventenni alla necessità di un’altra offerta culturale? “Eravamo solo un gruppo di ragazzi con idee comuni, non troppo soddisfatti del nostro paese, c’erano diverse cose che non ci piacevano, per questo decidemmo di iniziare a fare un’informazione più indipendente, di parlare di fatti di cui nessuno parlava. E così venne fuori l’argomento banche. Qualche anno fa di banche e società anonime non ne parlava praticamente nessuno, e nemmeno del sistema con cui San Marino andava avanti, cioè capitali di dubbia provenienza: erano temi di cui era quasi proibito parlare. E così decidemmo di creare L’Atipico, un giornale di informazione indipendente”.

Perché avete scelto di parlare proprio delle banche? “Il fatto che ci fosse un’altissimo numero di banche, e anche di fi- nanziarie, per una popolazione così ridotta come quella sammarinese aveva attirato la nostra attenzione. Lo scopo era quello di far riflettere il cittadino sammarinese medio, perché sicuramente una persona che faceva parte del sistema lo sapeva a cosa servivano, mentre i più giovani magari non avevano mai riflettuto su ciò”.

Quali furono le reazioni dopo la pubblicazione de L’Atipico? “Il giornale era stato distribuito gratuitamente, ed ebbe ampia diffusione soprattutto nei luoghi pubblici. Decidemmo di spedirlo anche ai Segretari di Stato dell’epoca e a tutte le Segreterie di Partito, ma nessuno ci rispose, tranne Sinistra Unita. Tranne loro, non ci sono state reazioni nel mondo della politica, tutti ci hanno ignorato”.

Nemmeno i cittadini si sono interessati? “La reazione della cittadinanza è stata diversa, ci leggevano e si complimentavano per gli argomenti trattati”

Ora che il numero di banche e finanziarie è diminuito drasticamente, ora che san Marino sembra intenzionato a seguire una via più trasparente e retta,come vedi la vostra analisi alla luce di tutti questi anni trascorsi e di tutte le vicende accadute, e il fatto che è siete stati ignorati? “Ora che il sistema bancario di San Marino è collassato, il nostro lavoro rimane un’importante testimonianza che dimostra che non tutti hanno chiuso gli occhi, e i primi a non farlo sono stati i giovani. Nessuno voleva dare credito a un giornale di informazione fatto da ragazzini. In quel periodo non si pensava che il sistema potesse collassare. Qualunque Segretario sapeva come funzionava il sistema a San Marino e non lo vedeva come una problematica, non avrebbero mai pensato di mettere in discussione il sistema paese, nessuno pensava potesse crollare”.

Cosa pensi di tutte le proteste di piazza che si sono susseguite in questo periodo e di quelle che verranno? “Adesso sicuramente si è svegliata una forte coscienza civile e una rivista come la nostra avrebbe più seguito. Al tempo, nessuno si chiedeva però come sarebbe potuto sopravvivere San Marino se quel modo facile di accumulare denaro e generare ricchezza fittizia fosse crollato. Noi ci eravamo posti il problema, e ora se lo stanno ponendo anche tutti i sammarinesi. Adesso che stiamo vivendo le conseguenze del collasso di questo sistema, la gente si sta svegliando. Speriamo che non sia troppo tardi”.

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 Che fine hanno fatto le banche di San Marino? Tra vicissitudini giudiziarie, fusioni e accorpamenti

Ecco un quadro sintetico e non esaustivo di che fine hanno fatto le banche sammarinesi, delle loro vicissitudini, delle fusioni e di quante ne sono rimaste oggi. La metà rispetto ai dodici soggetti di cui parla l’articolo sopra:

Eurocommercial Bank: verrà accorpata con Banca Cis. Lo Stato contribuisce al salvataggio con sgravi. Questione ancora oggi aperta e con non poche polemiche politiche (vedi a lato).

Istituto Bancario sammarinese: Finito anch’esso nelle indagini della procura di Forlì per il rapporto e l’identità dei suoi vertici con quelli del Credito di Romagna. Oggi non esiste più in seguito alla fusione con Bac.

Banca di san Marino: Tuttora esistente e attiva, ma ha avuto pure lei i suoi problemi legati all’esposizione con Fincapital e al caso della bolla immobiliare ad essa collegato.

Asset Banca: Ad oggi esistente e molto attiva. A suo tempo indagata nell’inchiesta Re Nero della procura di Forlì. Inchiesta della quale si attendono ancora le conclusioni.

Cassa di risparmio: coinvolta nell’indagine Varano, legata al caso Delta, proprio in questi giorni giunta all’udienza preliminare nella quale la provincia di Rimini si è costituita parte civile nel processo contro Carisp.

Credito sammarinese: Bcsm ha deliberato l’11 ottobre 2011 la liquidazione coatta amministrativa. Fu commissariata a seguito dell’indagine Decollo Money che ha portato all’arresto, tra gli altri, del direttore Valter Vendemini e del presidente Lucio Amati. L’accusa è di riciclaggio di soldi della ‘ndrangheta.

Credito industriale sammarinese: Nel 2010 i commissari Riccardo Sora e Piernicola Carollo avevano chiesto ai componenti del cda del Cis di dimettersi dalla banca sammarinese, dato che il commissariamento della banca Carim dipendeva principalmente proprio dai rapporti con San Marino. Oggi dalla fusione con Banca Partner è nata Banca Cis.

Banca sammarinese d’investimento: Potrebbe essere definita la banca degli industriali. Enzo Donald Mularoni è l’azionista di maggioranza con il 28,32% delle quote. Nella proprietà anche Emanuele e Ivo Colombini, Bac Fiduciaria e Pier Giovanni Terenzi.

Banca commerciale sammarinese: commissariata, con il provvedimento 28 ottobre 2011 va in amministrazione straordinaria. Quindi viene acquisita da Asset Banca. Intanto emergono numerose vicende giudiziarie che tirano in ballo Bcs. Tra queste l’indagine sul “Conto Mazzini” che vede Giuseppe Roberti e Gilberto Canuti, ex-presidente ed ex direttore generale, sotto indagine per riciclaggio.

Banca agricola commerciale: Oggi fusa con Ibs. Bac viene tirata in ballo nel cosiddetto “memoriale Vargiu”. L’investigatore era interessata a sapere quando la Gdf stazionava al confine. Bac a suo tempo ha smentito.

Banca Partner: Si è fusa con il Cis ed ora è protagonista dell’operazione su EuroCommercial Bank. Banca Partner si trova nella vicenda delle famose pressioni di Alfa e Beta sulle ispezioni di Bcsm.

San Marino international Bank già Banca del titano: commissariata l’11 febbraio 2011 da Banca Centrale, oggi è stata acquisita da Bsm e porta il nome di Banca impresa di San Marino. Sostituì la vecchia Banca del Titano a suo tempo e a sua volta commissariata e per il cui risanamento tutti i sammarinesi hanno contribuito con 500 euro.