sabato 22 novembre 2014 03:55

Antonio Fabbri - L'informazione di San Marino: Denaro cinese passato per Fininternational. Commercialista indagato per riciclaggio

Antonio Fabbri - L'informazione di San Marino:  Denaro cinese passato per Fininternational.  Commercialista indagato per riciclaggio

L'informazione di San Marino

In Italia l’avviso di fine indagini è arrivato a luglio dello scorso anno. Sul Titano la comunicazione giudiziaria è di questi giorni

Denaro cinese passato per Fininternational . Commercialista indagato per riciclaggio

Luciano Cardelli: “Al Pm italiano abbiamo chiesto l’archiviazione. Nostro operato corretto. Bcsm e Aif non avevano fatto contestazioni”

Antonio Fabbri

SAN MARINO. Soldi della mafia cinese attraverso la Fininternational, indagine per riciclaggio a carico del commercialista Luciano Cardelli, che dal canto suo ha sempre rigettato le accuse affermando di avere agito nel rispetto delle norme sammarinesi e internazionali in vigore all’epoca.
La comunicazione giudiziaria – così si chiama l’avviso di garanzia a San Marino - è stata notificata a Cardelli un paio di settimane fa, ma l’indagine era stata aperta a suo tempo, quando cioè, nell’ambito dell’inchiesta Money2Money dell’Antimafia di Firenze, emerse che circa 500mila erano passati per la finanziaria sammarinese e finiti in Cina.
L’inchiesta sammarinese riguarda gli anni tra il 2009 e il 2011, anno quest’ultimo in cui la finanziaria è andata in liquidazione volontaria. Più ampia, invece, l’indagine italiana della quale, quella che ha riguardato Fininternational denominata Cian Lu, ha visto le fiamme gialle fiorentine concentrarsi su una parte della imponente massa di denaro nero cinese trasferito dall’Italia verso al Repubblica popolare.



Money2Money
A luglio 2013 è arrivato in Italia agli indagati l’avviso di fine indagini (il cosiddetto 415 bis, dall’articolo del codice di procedura penale d’oltre confine che prevede proprio la comunicazione di fine indagini) della mega inchiesta che ha scandagliato i trasferimenti dei denari della ma- fia cinese dall’Italia alla Cina. Un ammontare complessivo imponente calcolato dagli inquirenti in 4 miliardi 501 milioni 189mila e 227,58 euro trasferiti fra l’ottobre del 2006 ed il giugno 2010 in maniera illegale attraverso decine di sportelli money transfer tutti collegati alla società Money2Money - da cui il nome dell’inchiesta - con sede a Bologna e facente riferimento a due famiglie, una cinese ed una italiana. E’ questo il contenuto della comunicazione di fine indagine firmata dal sostituto procuratore della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia presso il Tribunale di Firenze, Pietro Suchan, che ha indagato 287 persone e, a suo tempo, chiesto ed ottenuto la misura della custodia cautelare per diciassette cinesi e sette italiani. Ventidue finirono in carcere, due ai domiciliari. Furono sequestrate anche 73 aziende e 181 immobili, 300 conti correnti in 50 banche e 166 auto di lusso. In questa indagine finì anche Luciano Cardelli, raggiunto pure lui nel luglio dello scorso anno dall’avviso di fine indagini. Cardelli ha già fatto istanza di archiviazione della sua posizione al pubblico ministero, “dimostrando che il nostro modo di operare è stato corretto” , ha affermato.

L’operazione Cian Lu
L’operazione della Gdf di Firenze che ha riguardato la finanziaria di Luciano Cardelli era stata denominata Cian Lu. Evidente, letto a rovescio, il riferimento al nome di battesimo del commercialista sammarinese. Le Fiamme gialle avevano infatti accertato contatti tra un cittadino cinese e la finanziaria Fininternational spa, registrata nel 2006 e attiva dal 2007, con sede a San Marino. La società di Cardelli era stata utilizzata, secondo le accuse, per spedire in Cina il denaro raccolto nella comunità cinese della zona di Sesto Fiorentino. Il cinese-cliente trasportava in macchina, di notte per ridurre i rischi di controlli delle Forze dell’ordine, il denaro presso la sede della società di San Marino. Ogni viaggio prevedeva il trasporto di capitali non inferiori a 50mila euro. Il compenso spettante al cinese era di 40 euro per ogni 10mila euro trasportati. Per un solo viaggio la Gdf ha accertato il trasporto di 200mila euro in contanti, chiusi all’interno di una busta. Cardelli non ha smentito il rapporto coi cinesi, ma ha sempre sottolineato la regolarità del suo comportamento e della finanziaria. “Ci siamo messi subito a disposizione della finanza e del Pm italiano – disse allora e ribadisce oggi Cardelli – abbiamo consegnato la documentazione e chiesto l’archiviazione. Le carte presentate agli inquirenti chiariscono bene che non abbiamo nascosto nulla”.

L’indagine sul Titano
E’ di questi giorni, però, la noti- fica a Cardelli che nei suoi confronti si sta indagando per quei fatti anche da parte del tribunale sammarinese. La contestazione mossa è di riciclaggio. “L’indagine venne aperta allora – dice il commercialista – ma fino a un paio di settimane fa non sapevo che ci fosse l’inchiesta a San Marino nei miei confronti. Comunque – riferisce – già all’epoca vennero a fare le loro verifiche banca Centrale e Aif e non ci segnalarono nessuna irregolarità nelle operazioni con la Cina”. Quello che viene contestato è, quindi, il trasferimento di denaro cinese di provenienza illecita attraverso la Fininternational, per occultarne la provenienza. Cardelli dovrà probabilmente essere sentito nei prossimi giorni dagli inquirenti sammarinesi.