mercoledì 26 novembre 2014 21:23

Antonio Fabbri - L'informazione di San Marino: Nuova perquisizione in un ufficio di Mularoni

Antonio Fabbri - L'informazione di San Marino: Nuova perquisizione in un ufficio di Mularoni

 L'informazione di San Marino

Nuova perquisizione in un ufficio di Mularoni 

Nella mattinata di ieri gli agenti del nucleo antifrode della polizia giudiziaria sono entrati nello stabile di Via La Toscana a Cailungo, nell’immobile di una società riconducibile al consigliere, ieri non presente alla seduta dei sessanta

Antonio Fabbri

Perquisizione, nella mattinata di ieri, in un ufficio di Pier Marino Mularoni che si trova nello stabile di Via La Toscana, la strada che, parallela a quella che conduce al pronto soccorso dell’Ospedale di Stato, porta al parcheggio della camera ardente.

Nuova perquisizione, dunque, nei confronti di Pier Marino Mularoni, dopo che, circa un mese fa, il 28 ottobre scorso, era stata eseguita, dagli agenti della polizia giudiziaria, una analoga operazione nella abitazione dell’ex Segretario di Stato alle Finanze.



Perquisizione dell’ufficio

Nello stabile di Via La Toscana, gli agenti della polizia giudiziaria sono entrati ieri mattina e, dopo qualche ora, sono usciti. Non è dato sapere cosa cercassero di preciso, di sicuro si tratta di un altro provvedimento legato alle indagini sulla Tangentopoli sammarinese.

Giusto lunedì Mularoni era tornato in Consiglio grande e generale e la sua presenza aveva creato un certo imbarazzo tra i consiglieri. Come imbarazzo e scalpore hanno creato le sue parole, scambiate qua e là nei corridoi del Palazzo con alcuni colleghi. Mularoni di fatto avrebbe affermato parlando coi vicini di scranno: siccome quello di cui mi si accusa lo facevano tutti, un eventuale arresto dovrebbe avvenire da consigliere. Ecco perché non rassegnerebbe le dimissioni, come fatto da altri compagni di partito.

Insomma, una sorta di linea “difensivadimostrativa” nella quale, se dovesse essere destinatario di provvedimenti giudiziari di restrizione della libertà, perché i magistrati dovessero ravvisare esigenze cautelari, lo sarebbe da consigliere, volendo significare in un certo senso come quello di cui è accusato deriverebbe da un modo di agire diffuso e di sistema.


Gli immobili di Via La Toscana
La palazzina dove sono state fatte le perquisizioni nella mattinata di ieri sarebbe della Ibis, società riconducibile a Pier Parino Mularoni. Tra l’altro, quell’immobile era stato oggetto di polemica anche in passato, in particolare nel dicembre 2006, uno degli anni caldi cui si riferisce l’inchiesta giudiziaria. Fu argomento di una interpellanza dell’allora consigliere di Noi sammarinesi, Marco Arzilli. In sostanza l’interpellanza chiedeva conto del trasferimento, presso la palazzina in questione, del Centro igiene mentale- servizio neuropsichiatrico dell’Iss dietro il pagamento di un canone di affitto che si aggirava attorno ai 50mila euro annui, pari a circa 4.100 euro al mese. Canone che, ancora oggi, lo Stato evidentemente paga, probabilmente aggiornato, dato che la sede del Servizio di Salute mentale si trova ancora lì, in via La Toscana 1. Questo mentre già allora c’era chi si domandava se, a quel prezzo, sarebbe stato più conveniente per lo Stato accendere un mutuo per acquistarlo, quell’immobile. i sequestri Già a fine ottobre erano stati sequestrati a Mularoni documenti, apparati informatici e telefonini. Non è noto cosa sia saltato fuori ieri e a cosa gli agenti di polizia giudiziaria del nucleo antifrode (foto) abbiano eventualmente messo i “sigilli”. Certo è, comunque, che anche questo ulteriore atto lascia intendere come l’attenzione sia ancora alta attorno agli indagati della tangentopoli sammarinese.