mercoledì 8 giugno 2016 23:19

Antonio Fabbri - L'informazione: Re Nero, il nodo da sciogliere sono le intercettazioni. Antonio Fabbri

Antonio Fabbri - L'informazione: Re Nero, il nodo da sciogliere sono le intercettazioni. Antonio Fabbri

L'informazione di San Marino

Re Nero, il nodo da sciogliere sono le intercettazioni

Antonio Fabbri

Sono ancora le intercettazioni a tenere banco nel processo in corso presso il tribunale di Forlì sul caso “Re Nero”, una vicenda che ha cambiato il volto e l’economia della Repubblica di San Marino. L’udienza di ieri ha visto le difese continuare la discussione sul tema introdotto nella udienza precedente: l’utilizzabilità o meno delle intercettazioni telefoniche.

Tutto è scattato dalla richiesta formulata dal pubblico ministero, Filippo Santangelo, di trascrizione di 481 conversazioni relative alle contestazioni mosse che vanno a vario titolo, dal riciclaggio internazionale all’esercizio abusivo dell’attività bancaria e vedono, tra gli imputati, i vertici di Asset Banca. Ebbene, delle 481 conversazioni di cui è stata richiesta la trascrizione, sarà probabilmente possibile recuperarne poco più della metà, circa 250. Questo perché, conclusa la fase di indagine, con provvedimento dell’autorità giudiziaria venne disposta la cancellazione dal server. Cancellazione che avviene quando i files sono stati riversati su dvd. Questa operazione, tuttavia, seppure risultasse, non era ancora stata conclusa. Accadde quindi che i files audio venissero cancellati, ma solo una parte era stata riversata, mentre altra parte è stata recuperata perché agenti di polizia giudiziaria avevano una loro copia di lavoro. Ci sono pronunce della Cassazione che, per casi analoghi, hanno comunque ammesso la trascrizione e l’uso delle intercettazioni. Il caso accaduto a Forlì non è identico, tuttavia già in fase di udienza preliminare l’eccezione sull’inutilizzabilità delle intercettazioni era stata presentata dalle difese. Eccezione che il giudice aveva rigettato. Adesso, tuttavia, nel dibattimento viene riproposta.

In particolare, si sono opposti con forza alla acquisizione delle intercettazioni, gli avvocati Beniamino Migliucci, che è presidente delle Camere penali italiane, e l’avvocato Malavasi. Posizioni condivise anche dagli altri legali delle difese che hanno parlato ieri. Difese che, tuttavia, non hanno terminato il giro delle loro arringhe. Nella sostanza viene contestato il fatto, come già altri difensori avevano rilevato nella precedente udienza, che nelle intercettazioni cancellate, ce ne potessero essere alcune determinanti a discarico degli imputati, magari capaci di annullare le conversazioni a carico. Pertanto si ritiene che siano da “buttare” anche quelle recuperate in quanto non complete. La posizione delle difese, in sostanza, è che le intercettazioni rimaste non possano essere utilizzate. La prossima udienza è fissata per il 7 luglio quando, concluderanno le difese e non è escluso possa esserci la decisione su questo importante nodo preliminare