martedì 30 ottobre 2007 00:00

Da L'Opinione-Italy: Italo Casali, Gran Maestro Loggia di San Marino

Da L'Opinione-Italy: Italo Casali, Gran Maestro Loggia di San Marino
“Siamo puliti e trasparenti ma nessun Pm ci vuole sentire” di Aldo Torchiaro
Una fantomatica “Loggia di San Marino”, curiosamente attiva a Catanzaro, ha tolto il sonno al pm De Magistris. Torna in tutte le carte dell’inchiesta, ora trasferita a Roma per la competenza del Tribunale dei ministri, con quel misterioso soggetto che tanto piace ai complottisti italiani: l’immancabile ombra nera della massoneria. L’inchiesta “Why not”, a dirla tutta, non è la prima a tentare di cavalcare il fantasma incappucciato. Solo per ricordare le ultime cronache giudiziarie, un altro idolo delle prime serate santoriane, il pm Woodcock da Lagonegro, aveva sollevato un polverone chiedendo al garante della privacy di acquisire in tutta Italia tutti i piè di lista di tutta la libera muratoria italiana. Una richiesta tanto fuori misura da non essere stata neanche presa in considerazione dall’autorità garante della privacy, che ha ricordato a Woodcock qualcuno tra i diritti fondamentali dei cittadini italiani, tra i quali quelli di libertà di associazione e di tutela della riservatezza garantiti dalla Costituzione.
Poco importano i precedenti, perché gli inquirenti si sono imbattuti in una serie di biglietti da visita, nell’inchiesta di Catanzaro, di presunti collettori di tangenti e di fondi neri: “Gran Loggia di San Marino”, si legge in ognuno di quei maldestri pizzini. In tanti si sono fregati le mani, convinti di avere trovato il sempreverde bandolo della matassa criminosa: una loggia massonica coperta. Che bello. Noi invece siamo andati a cercarla, questa Gran Loggia. San Marino si estende su un’area circoscritta, gli abitanti non arrivano a trentamila e tutti si conoscono, come in una qualunque cittadina della provincia romagnola che circonda il Monte Titano. La massoneria nella più antica repubblica d’Europa esiste da pochi anni: dal 2003. A darle vita, un gruppo di sanmarinesi già affiliati al Grande Oriente d’Italia, decisi ad aprire (loro dicono: gemmare) un’obbedienza massonica nazionale, per piccolo che sia, nell’antico stato del Monte Titano. L’hanno chiamata Serenissima Gran Loggia proprio dal nome della Serenissima repubblica sanmarinese. Il Gran Maestro, Italo Casali, risponde a “L’Opinione” per chiarire la sua posizione.
Si parla di una obbedienza irregolare, un vero e proprio “Comitato Affari Sporchi” legato alla massoneria sanmarinese. Cosa ne sa? So che se si cerca su internet si trovano tre siti web relativi a tre diverse organizzazioni massoniche di San Marino. Noi della Serenissima Gran Loggia di San Marino però siamo sanmarinesi radicati nel nostro territorio da sempre e, come obbedienza massonica regolare e trasparente, siamo rimasti sorpresi nell’apprendere dell’esistenza di queste altre due presunte associazioni massoniche.
Cos’è la massoneria a San Marino?
Una realtà piccola, controllata, regolarmente riunita con cadenza bisettimanale, le cui attività sono alla luce del sole. Puntiamo a mettere insieme non professionisti di successo, ma persone vere, che sono interessate a un percorso di studio e di riflessione laica, adogmatica, lontana dal potere materiale.
Come nasce la Gran Loggia di San Marino?
Nel 2003 noi aderenti al Grande Oriente d’Italia che risiediamo a San Marino abbiamo deciso di renderci indipendenti, e siamo stati riconosciuti subito come obbedienza massonica regolare sia dal Goi che dalla Gran loggia del distretto di Columbia, cioè da Washington.
Quanti siete?
Una cinquantina. Siamo tutti cittadini sanmarinesi, per regolamento infatti possono aderire alla nostra organizzazione solo nostri concittadini attualmente residenti nella Repubblica.
Ci sono altri criteri di selezione per essere iniziati?
Essere uomini liberi e di buoni costumi; cioè privi di dogmi e di tabù mentali, di rigidità politiche e religiose, ma bisogna dimostrare anche, carte alla mano, di essere moralmente integerrimi e senza macchia. Chiediamo a tutti il certificato penale, quello dei carichi pendenti, il casellario giudiziale. Poi verifichiamo tutti i dati a nostra volta. Il processo di selezione, che noi chiamiamo tegolatura, prevede numerosi incontri conoscitivi, ed è piuttosto severo verso i curiosi. Solo pochi vengono ammessi, e mi creda, nessuno che sia interessato a fare affari oggi entra nella nostra Gran Loggia.
Neanche i politici?
Per regolamento non sono accettate persone che fanno della politica il loro mestiere.
E allora cosa pensate della fantomatica Gran Loggia coperta sanmarinese di cui tutti parlano?
Pensiamo non esista. Non esiste cioè altra obbedienza massonica a San Marino, a parte la nostra, che sul territorio si articola in tre logge. Diciamo però che qualcuno deve essersi presentato da un notaio dicendo di voler aprire un’associazione massonica, senza avere alcun collegamento con il mondo della vera massoneria. E diciamo che questo notaio ha certificato l’associazione con il nome di Loggia di San Marino. Tutto qui.
Chi sarebbe stato? Lei conosce la situazione?
Non ero io il notaio in questione, e quindi non lo posso sapere. Ma si sono sentiti accenti napoletani e calabresi, in quello studio.
Persone provenienti da regioni del Sud qui a San Marino. Perché qui?
Secondo qualcuno è evidentemente un buon posto per fare affari, dove il segreto bancario è tutelato. Di fatto la nostra è una antica Repubblica con le sue leggi che qualche furbetto venuto da fuori tenta di aggirare. Così come quei millantatori tentano di aggirare gruppi di potere, banche, associazioni spacciandosi per emissari della “massoneria sanmarinese”. Noi siamo quella massoneria e mi creda, non li conosciamo. Ma vorremmo tanto farlo. Qui a San Marino però non si fanno più vedere.
E la magistratura a lei queste cose le ha chieste? L’hanno mai convocata?
No. Tutti parlano della Gran Loggia di San Marino, anzi tutti ne straparlano. Però a noi nessuno ci invita in televisione, e nessun magistrato ci ha mai ascoltati in tribunale. Anche io lo trovo strano.