Fausta Morganti: intervento sulla attualita’ politica. La speranza nella istruzione

Fausta Morganti: intervento sulla attualita’ politica. La speranza nella istruzione

Fausta Morganti

Cittadini o Sudditi?
Criticare un documento non vuole dire criticare chi l’ha scritto e la coda di paglia di Sinistra Unita ,denota qualche conto in sospeso ,che personalmente non ho.
Una lettura semplice,politica,della realtà che si sta svolgendo sotto i nostri occhi ,non dovrebbe portare all’insulto,ma a una riflessione approfondita del : “ che cosa ci sto a fare  ,se…..?”. In ballo non ci sono certamente le scaramucce personali ,ma gli interessi  del Paese,e, dunque, si tratta di vedere se ci sono le risorse per impostare e  condurre una politica, capace di favorire la speranza che si possa uscire dal buio.
 Personalmente non posso che cercarla a sinistra,alla destra ci penserà qualcun altro.
Credo che ci siamo  accorti tutti che le decisioni ultime della attuale maggioranza di governo vanno in un senso ben preciso:– restringere le opportunità di autonoma partecipazione dei cittadini ,in qualunque forma organizzati, –aumentare il livello della competitività dei singoli non stabilendo  garanzie per chi è fuori dal gioco.– — aumentare la discrezionalità , interferendo nella vita delle persone non più soltanto utilizzando la Pubblica amministrazione ,ma estendendo la sfera di influenza su tutto il settore privato ,depauperandolo di regole e dunque ,introducendo sfiducia,  –giocare a fare i banchieri ,ignorando le regole dell’antitrust– lasciare aperta la porta a investitori che di queste banche non saranno mai clienti perché,  prima ancora dell’investimento,il governo si occupa di designare il raccoglitore dei soldi ,lo finanzia, appone garanzie .–finaziare le criticità producendo indebitamento per le prossime generazioni.
Cresce nel frattempo,oltre all’impiego discriminatorio del posto pubblico e settori allargati,  la grande varietà di associazioni del sociale ,con posti caldi e lautamente remunerati per una marea  di gente aspirante al posto fisso in una nuova  tipologia di azienda sammarinese .
 Continua lo scempio del territorio  ,con progetti a dir poco da capogiro ,per finanziare operatori che non hanno prodotto ,in anni di speculazione,un solo posto di lavoro e costringono le piccole imprese artigianali,che invece il lavoro lo creano,  all’elemosina.
Che dire poi dei  monopoli,piccole ,arroganti repubblichette in cui siedono anche i rappresentanti dello Stato,cui nessuno mette mano,e dove la discrezionalità è totale..?
Inoltre ci sono all’orizzonte gli investimenti di soggetti ,addirittura mondiali, di capacità finanziaria tre ,quattro volte più del bilancio dello Stato e che hanno contatto diretto, non con le segreterie di Stato ,ma tramite le segreterie di Stato  con pochissimi ,selezionati  faccendieri.
 La ricchezza di tutti in mano a pochi creerà una lobby politico –finanziaria-imprenditoriale  per cui chi vorrà sopravvivere dovrà passare da quella forca..
Una situazione di prefascismo oligarchico ,che è difficile non vedere ,e mi dispiace ,ma  non c ‘è  un’altra analisi più rassicurante .
Non nego gli enormi sforzi per rimettere sui binari il Paese ,che questo governo ha anche fatto . Non bastano.
E quando,a fronte dell’ assenza di un progetto di politica economica ,di politiche di sviluppo e del lavoro,della salvaguardia dell’ISS,della vigilanza sulle speculazioni bancarie, l’ Antonella Mularoni propone 400 posti da commesso,io mi ribello. E mi ribello ancora di più quando Giuseppe ,per giustificare il tutto,dice che però dovranno sapere il galateo e conoscere due lingue.
,Sempre di lavoro subordinato si tratta,che potrà creare al massimo dei piccoli capetti, tutti alle dipendenze di una volontà superiore, sempre più nascosta ,offuscata ,e che nessun  sindacalista,risvegliato dagli allori, riuscirà a stanare ,quando ce ne sarà la necessità.
Purtroppo ,come nei miei ideali di gioventù ,e rafforzata dalla esperienza di una avanzata maturità,sono convinta ,come i siciliani contro la mafia, che San Marino la salveranno solo i Sammarinesi ,e che i nostri giovani debbano conseguire  i più alti livelli di studio ,che le loro aspirazioni nessuno abbia il diritto di frustrarle , relegandoli nel recinto,e che governi e maggioranze debbano amministrare in modo da aprire opportunità e non restringerle per meglio controllarle e averle in mano.,a proprio uso.
Mi scuso con Sinistra Unita ,ma considero la laurea una cosa di sinistra,e la formazione professionale una cosa che i nuovi padroni delle ferriere ,sanno utilizzare benissimo
E’ lo studio  la risorsa, che per San Marino, costituisce ricchezza, capacità di creare . Non ne abbiamo altre ,non ne conosciamo altre.
 In questo senso, mi piacerebbe poter invitare il mio partito, il PSD, fino a che è al governo ,a rivedere le leggi sul lavoro,sulla organizzazione della PA,sui finanziamenti bancari,sulle tassazioni,sulle locazioni, sui prestiti di impresa,a non accettare passivamente finanziamenti impropri , a non preoccuparsi ,soprattutto, di dover porre ,dopo il referendum ,un tetto agli stipendi.,Lo si è fatto nei tempi migliori dei governi socialdemocratici
 Ho combattuto e combatto per l’emancipazione e per poterla esercitare ci vogliono gli strumenti: individuali e quelli messi a disposizione da una collettività solidale. Per questo esiste la sinistra ,che non è un mal di pancia ,credete.
Di fronte alla gravissima situazione di ormai due generazioni, in cerca di occasioni per partecipare da cittadini consapevoli a un nuovo sviluppo,avrei  preferito che il dott. Borletti,  rappresentante diplomatico del nostro piccolo Stato, non si accontentasse di qualche nuovo ricco,che sbandiera garanzie e arroganza decisionale.
Come altri rappresentanti, in passato, orgogliosi della nostra piccola storia ,ai quali dobbiamo un grande grazie per aver sostenuto un tessuto economico spesso in difficoltà ,avrei preferito che avesse voluto conoscere,capire ,approfondire ,studiare che cosa questo lembo di terra può sopportare , e cosa no ,per mantenere ancora la sua specificità statuale. E,penso che ci sarebbe riuscito a tirar fuori qualche idea geniale,non preconfeziona,da far calare sui resti del glorioso colorificio .

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