martedì 9 giugno 2015 11:58

'Lettera a Hitler': la biografia di Armin Wegner, testimone del Genocidio Armeno e Giusto tra le Nazioni

'Lettera a Hitler': la biografia di Armin Wegner, testimone del Genocidio Armeno e Giusto tra le Nazioni

Armin T. Wegner era un tedesco speciale, che ha condotto una vita speciale. Il suo cognome in tedesco significa “viandante”, quasi una predestinazione, sia per il continuo peregrinare che lo porterà in viaggi avventurosi, sia per i complessi percorsi intellettuali e morali.

Gabriele Nissim ha studiato a fondo gli scritti di Wegner, i documenti fotografici, le testimonianze di chi l’ha conosciuto.

Gabriele Nissim ci fa scoprire un personaggio davvero straordinario, con la sua travolgente umanità e le sue ambiguità e debolezze. Un artista, uno scrittore che fin da giovane si infiamma di fronte alle ingiustizie e con l’animo indignato compone non solo poesie, romanzi, saggi, ma anche “lettere aperte”, cioè denunce e testimonianze pubbliche in alcuni periodi bui della Storia.

Già nel 1909, trovando sul tavolo del padre un giornale aperto che parla dei massacri contro gli armeni compiuti da Hamid II, Armin scopre il male del mondo. Tra il 1915 e il 1933 denuncia, con foto e conferenze pubbliche, lo sterminio degli armeni compiuto dal governo dei Giovani Turchi, poi protesta contro la persecuzione antisemita di Hitler. Per le sue azioni, è un uomo considerato un Giusto universale, onorato a Yerevan e a Yad Vashem per la sua solidarietà con armeni ed ebrei, pagata a caro prezzo.

La “Lettera a Hitler” segna il passaggio centrale della sua vita. Arrestato per aver osato protestare con il führer in difesa degli ebrei e torturato dalla Gestapo, da quel giorno Armin Wegner si sentirà investito di una missione impossibile: rappresentare la parte migliore della cultura tedesca. Dopo la guerra Wegner – dal suo esilio in Italia - scriverà ancora ai potenti della Terra per protestare contro le emergenze umanitarie del XX secolo.

In questo coinvolgente racconto biografico, Gabriele Nissim ci restituisce la vicenda umana e politica di un uomo che non ha mai smesso di interrogarsi e interrogare il suo popolo sulla Shoah e il senso di colpa collettivo.