venerdì 2 marzo 2012 08:20

San Marino, Bcs - Asset Banca. Parla Giuseppe Roberti. NQ Rimini San Marino

San Marino, Bcs  - Asset Banca. Parla Giuseppe Roberti. NQ Rimini San Marino

Anna De Martino di NQ Rimini San Marino ha intervistato Giuseppe Roberti, accusato  apertamente in Consiglio di far parte dei cosiddetti 'poteri forti', nonché  uomo di Bcs,  comunque della galassia Bcs.

(...)

Parliamo adesso della vicenda Banca Commerciale   recentemente passata ad Asset Banca dopo un periodo di amministrazione straordinaria. “Sono stato tra i fondatori di Banca commerciale sammarinese con vari incarichi nel Cda fino a circa 10 mesi fa, quando i soci di maggioranza mi hanno detto che la mia presenza non era gradita a certi mondi, forse politici, e quella era stata la ragione dell'ispezione e dell'accanimento di Banca centrale. Quindi per il bene dell'istituto sono uscito anche dalla proprietà”.

Quale quota aveva? “Avevo il 5 per cento”.

Ma Bcs è stata al centro di diverse polemiche e articoli di stampa. Si è parlato di galassia Bcs con legami vari verso finanziarie anche recentemente all'attenzione della magistratura. “Io non ho mai avuto partecipazioni in nessuna finanziaria che ha lavorato con Banca commerciale. Non ho mai conosciuto personalmente clienti della finanziaria e quando ho avuto sentore che qualcuno potesse essere in odore di riciclaggio o associazione mafiosa li ho prontamente allontanati. Poi mi stupisce l'insistere su questa “galassia Bcs” a voler far credere che Bcs avesse chissà quali diramazioni. Al massimo Bcs era una stellina e non una galassia. Ho come l'impressione che tutto ciò sia un modo per distogliere l'attenzione dalle drammatiche indagini giudiziarie che stanno coinvolgendo San Marino. Si sta cercando qualcuno da colpire. E io ho già ricevuto telefonate minatorie con minacce di morte cosa da me segnalata alle autorità italiane”.

Ma lei si sente di avere responsabilità? “Se sapessi di averle sarei in dolo. Non escludo di aver fatto degli errori o essere stato ingannato. Ma non dimentichiamoci che quando c'è stata la famosa truffa ai danni di Bcs di 20 milioni di euro, il presidente era Marcello Malpeli, sulla cui integrità, moralità e capacità non ci sono dubbi. Se è stato ingannato lui, posso esserlo stato anche io. Voglio comunque precisare che non sono un vigliacco, che non ho nascosto capitali e che non sono un omertoso. Se sarà richiesto, magistratura e istituzioni avranno la mia disponibilità totale”.

Un'ultima domanda, cosa ne pensa del passaggio di Bcs a Asset. “Penso sia un fatto positivo, anche se mi giungono voci di alcuni atti discriminatori. Se veri, non posso escludere una mia azione legale contro gli ultimi soci della Bcs”. 

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