venerdì 20 luglio 2012 11:05

San Marino, i politici si riscattano. Per Banca del Titano lo Stato si costituira', finalmente, parte civile

San Marino, i politici  si riscattano. Per Banca del Titano lo Stato si costituira', finalmente,  parte civile

Il Consiglio Grande e Generale oggi ha approvato all'unanimità e con voto palese  una Istanza d'Arengo per un'azione civile per il recupero della somma erogata dallo Stato a favore della ex Banca del Titano.

In sostanza - dopo anni di silenzio comunque di non decisione - il Consiglio  ha messo in opera quanto suggerito dall'avv. Alvaro Selva fin dal 5 dicembre 2007:   la politica deve pensare, più che ad azioni clamorose che alimentano solo polemiche dannose, al recupero degli oneri che si è assunto lo Stato per salvaguardare, verso i risparmiatori, la credibilità del sistema paese'. 

L'approvazione di detta  Istanza d'Arengo potrebbe costituire l'inizio della svolta, la fine delle furbizie in questo settore

Vale a dire che anche quanto lo Stato sta  erogando a favore del Credito Sammarinese e quanto ha erogato o si accinge ad erogare per Banca Commerciale (l'importo non è ancora noto), potrà essere recuperato attraverso un'azione verso i soci di detti Istituti.

I soci,  a detta dello stesso Avvocato Selva, lo Stato è in grado di individuarli  perché le azioni delle banche comunque sono 'nominative' - e, quindi,  lo Stato può risalire ai reali beneficiari  -  anche se schermate da fiduciarie sammarinesi o non.

Infatti scrisse l'avv. Selva nello stesso articolo: I soci sono noti (le Banche non hanno azioni anonime) e pertanto possono  essere convenuti in un giudizio civile. Saranno allora gli stessi soci a chiamare in causa i responsabili veri delle distrazioni, consentendo, lo spero, di recuperare almeno una parte dell'onere rimasto in capo allo Stato”.

Per questa via, probabilmente, verranno aggirate anche le immunità giudiziarie che i responsabili del crac si sono procurati nell'atto di cessione, connivente Banca Centrale. Immunità cui, probabilmente, si deve il fatto che  nei cinque anni trascorsi nemmeno un euro è  stato recuperato né alcun socio, amministratore o sindaco,    mai   è stato condannato - con sentenza definitiva -  a qualche pena.