sabato 17 settembre 2011 03:39

San Marino, Titan Flags. Anna De Martino, NQRimini San Marino

San Marino, Titan Flags. Anna De Martino, NQRimini San Marino

Anna De Martino di NQRimini San Marino L’operazione Titan Flags prende spunto dall’inchiesta sugli affari di Lolli. Nel mirino anche le auto targate Rsm?/ La Finanza sequestra 4 yacht / Barche di lusso sammarinesi, ma usate da italiani senza pagare l’Iva / Nei guai per contrabbando società di leasing e un imprenditore di Bellaria

RIMINI - Se le barche sono immatricolate nel registro navale di San Marino, ma vengono ormeggiate in un qualsiasi porto italiano e ad averne la proprietà o ad usufruirne è un italiano, l'Iva va pagata allo Stato italiano. Iva che da ieri è definitivamente salita di un punto, attestandosi al 21%. E' un altro duro colpo alla Repubblica del Titano quello che arriva da un'articolata indagine della Guardia di Finanza di Rimini e che si è conclusa con il sequestro preventivo a scopo di confisca di 4 yacht ormeggiati alla darsena e immatricolati nel registro navale di San Marino. E' l'Operazione “Titan Flags” del Nucleo di polizia tributaria e del Roan, il Reparto aeronavale della Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane di Rimini.

Titan flags, ossia bandiere sammarinesi, che stavolta devono essere ammainate su costosissime barche come un Galeon 640 da 2 milioni di euro, un Manhattan 56 da 630mila euro, un Enterprise Marine Em 450 da quasi 800mila euro e un Atlantis da 280mila euro. E' la prima indagine, in tutta Italia, che scardina i presupposti normativi sui quali fino a ieri poggiavano, per San Marino, tutti i rapporti commerciali con l'Italia: l'accordo di buon vicinato del 1939.

Quell'accordo, in virtù del quale il Titano ha regolato ogni rapporto, ogni controversia, ogni richiesta da parte italiana cedendo solo sulla possibilità di avere un casinò tutto suo, è acqua passata. E non sono serviti i palliativi come l'accordo del 1991 di cooperazione e di unione doganale con la Comunità economica europea per istituire un'unione doganale tra Europa e San Marino. Non è servito perché superato un paio di anni dopo, nel 1993, dal regolamento sull'applicazione del codice doganale comunitario nel quale San Marino non viene menzionato. Ma è nel 2008 con il Codice doganale comunitario che San Marino viene definitivamente considerato Stato fuori dall'Ue, proprio sulla scorta di quella convenzione del ‘39 che ne sanciva l'autonomia statuale. E’ caduto insomma un altro baluardo del Castello, perché quest’indagine - come ha spiegato il colonnello Gianfranco Lucignano  - è un’apripista. Potrebbe essere solo l’inizio, l’inchiesta potrebbe essere estesa anche ad altri beni importati dal Titano senza Iva. Naturale pensare subito alle auto di lusso targate San Marino ma detenute da italiani. Ma è presto per fare ipotesi, avvertono dalla Gdf.