libertas.sm logo news informazioni san marino rimini romagna
libertas romagna san marino applicazioni mobile apple android
h 21:50 martedì 22 maggio 2012/1711 d.F.R. english version

Articoli di Attualità Politica (Marino Cecchetti)

Condividi:

Gli errori dei politici per il sistema bancario e finanziario di San Marino a cominciare da Banca del Titano 

Risposta di Ivan Foschi 

replica di Marino Cecchetti

 L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO 17/11/2008 (Sistema bancario, errori colossali)

A San Marino sono stati fatti errori colossali nel settore bancario e finanziario.
Invece di creare un fondo di garanzia e stabilire un insieme di regole a protezione dei clienti, regole da far rispettare col massimo rigore fino a prevedere ‘l’impiccagione al torrione più alto’ (come suggeriva l’esperto di Studio Ambrosetti) per chiunque tentasse di infrangerle, si è finiti per proteggere i ‘pirati della finanza’ che hanno sfruttato la scarsa vigilanza nel settore  per portare avanti  operazioni sospette, con la manifesta complicità dei politici.
La complicità dei politici con i masnadieri della finanza è emersa nel caso della rogatoria Asset Banca ed ancor più nel losco tentativo di mettere sullo stesso piano Re Nero con la supposta infrazione delle nuove normative europee di cui è stata accusata  Cassa di Risparmio.

Complicità ancor più manifesta nel caso Banca del Titano: i responsabili dell’ammanco hanno avuto  una ‘immunità giudiziaria’ senza che alcun congressista intervenisse, nemmeno il Segretario alla Giustizia (Ivan Foschi), se non altro per dovere d’ufficio. Immunità  accompagnata, a mo’ di premio,  addirittura  da una erogazione a fondo perduto di soldi dello Stato per un importo quasi pari al costo di quattro scuole di Falciano.
Vien da sorridere ad ascoltare Giulio Tremonti, Ministro della Economia italiano, quando afferma: “se la banca fallisce i banchieri vanno a casa o vanno in galera”. O precisa che l’eventuale intervento dello Stato verso le banche deve servire per “salvare il risparmio”, cioè proteggere i clienti e, appunto, non i responsabili degli ammanchi. A San Marino tutto il contrario: coi soldi e la complicità dello Stato si sono salvati i masnadieri della finanza. Masnadieri protetti fino al punto da mettere a rischio l’intero sistema bancario e finanziario, dodici banche e cinquantotto finanziarie ed oltre 600 addetti. Una delegazione di dipendenti della Cassa di Risparmio ha fatto appello alla Reggenza, tanto la situazione è divenuta preoccupante.

---------------------------------------------------------------------------

Risposta del Segretario di Stato alla Giustizia Ivan Foschi

 

L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO 18/11/2008 (Banca del Titano, Foschi replica a Cecchetti)

Il dr. Marino Cecchetti è solito lanciare un’accusa e poi ignorare sistematicamente ogni precisazione, ogni correzione ed ogni osservazione che gli viene mossa.

Oltre alle considerazioni già espresse, anche da altri soggetti da lui tirati in ballo di volta in volta, sulle ricadute che il fallimento di Banca del Titano avrebbe prodotto sui risparmiatori, sui posti di lavoro, sui fondi pensione depositati in tale istituto e sull’intero sistema bancario, è già stato spiegato in più di una occasione che non esiste alcuna immunità giudiziaria per i responsabili della Banca del Titano, così come più volte è stata ribadita l’esistenza di un fascicolo aperto presso il Tribunale Unico dove lo Stato può fare valere le proprie ragioni.

Diverso è il caso che riguarda la nuova proprietà: se ad essa infatti non interessa rivalersi su quella precedente, questo si inserisce in una trattativa tra due soggetti privati nella quale lo Stato non c’entra nulla. Se dunque l’attuale dirigenza non ha inteso promuovere azioni giudiziarie contro i responsabili del dissesto, questo non ha alcuna ricaduta per lo Stato, né in un senso né nell’altro, mentre gli interessi pubblici sono ben rappresentati dall’Avvocatura dello Stato nel procedimento aperto in Tribunale.

Stupisce inoltre che Cecchetti attribuisca alla classe politica il tentativo di mettere sullo stesso piano la vicenda della Cassa di Risparmio con l’inchiesta “Re Nero”, quando simili accostamenti sono venuti proprio dal mondo giornalistico di cui egli stesso fa parte. In un editoriale dell’11 giugno scorso, infatti, era lo stesso Marino Cecchetti a dare atto proprio al sottoscritto di avere dissipato ogni dubbio, durante una conferenza stampa di qualche giorno prima, quando avevo invitato la stampa a non accomunare le due questioni come invece era stato fatto nei giorni precedenti.

Mi verrebbe infine da sottolineare che se si è riusciti ad evitare il paventato blocco dell’operatività a proposito degli assegni circolari, lo si è dovuto anche grazie all’azione del governo uscente che, promuovendo le azioni più opportune, ha dimostrato ancora una volta di sapere tutelare il sistema sammarinese anche in situazioni non facili, situazioni che in questi due anni non sono certo mancate ma che sono state sempre e puntualmente affrontate cercando di affermare ogni volta l’interesse pubblico.

Ora che la campagna elettorale è terminata e le elezioni si sono svolte regolarmente, sarebbe gradito un ritorno all’obiettività e alla realtà dei fatti specialmente da parte di chi pretende di fare informazione e al tempo stesso insiste nel diffondere notizie non corrispondenti al vero al solo scopo di favorire una precisa parte politica.

----------------------------------------------------------------------------

Replica di Marino Cecchetti

 

L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO 19/11/2008 (Caso Bdt. Lo Stato c'entra eccome!)

Sono stati sempre riconosciuti al Segretario di Stato alla Giustizia Ivan Foschi  il merito di aver da subito contrastato il tentativo di mettere nel calderone di Re Nero la vicenda forlivese della Cassa di Risparmio ed, ancor prima, il merito di aver cercato di proteggere i giudici del tribunale sammarinese dalla interferenza della politica riguardo alla rogatoria di Fabio di Vizio.

Quanto a Banca del Titano è altra cosa.

Nel passaggio della proprietà di Banca del Titano datato  25 ottobre 2007, gli acquirenti si sono impegnati a non promuovere azioni di responsabilità verso i venditori. Dice Foschi che lo Stato non c’entra, perché quello è stato un patto fra privati.

Lo Stato c’entra, eccome! Su quel tavolo lo Stato, rappresentato dal Congresso di Stato, Foschi compreso, ci ha portato dai 15 ai 20 milioni di euro.

E lo Stato c’entra come amministrazione della giustizia: si può ammettere che chi si rende responsabile di un ammanco in una banca di 30milioni di euro, pari a oltre quattro volte il capitale sociale, e reca un danno diretto allo Stato di 15-20milioni di euro riceva una immunità giudiziaria a tempo indeterminato?

Dei venditori e degli acquirenti non si conoscono nemmeno i nomi, nascosti dietro l’anonimato societario.

E se fra gli acquirenti ci fossero anche i venditori?

 ‘Pirati della finanza’ hanno trovato un luogo in cui si  sono trovati così sicuri dalla giustizia da arrivare  alla strafottenza di spremere, per il tramite dei governanti, oltre 500 euro a testa da tutti gli abitanti, neonati compresi. Il luogo è la Repubblica di San Marino.

Cerca nel sito

Cerca tra news, articoli e comunicati!


nel sito news e comunicati
Sponsor
Sponsor
Sponsor
Sponsor
Sponsor
Libertas.sm © 2012 by Belcom - testata di informazioni e news sulla Repubblica di San Marino