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L'INFORMAZIONE DI
SAN MARINO 23/02/2007 ( Casinò in
cambio di prerogative di sovranità? Il sospetto da un documento) - seconda
parte -
Appena si conobbe il testo dell’accordo di cooperazione
(concordato con Fini) scattò la reazione dei partiti di opposizione e non
mancarono voci di dissenso dalla stessa maggioranza. Su questo giornale
immediatamente denunciammo che già l’art. 1 dell’accordo feriva mortalmente la
sovranità della Repubblica. Una svista? Nessuna svista. Il testo era stato
vagliato da ben 11 funzionari ed avallato dal Congresso di Stato.
In sostanza l’accordo di cooperazione, che avrebbe dovuto
costituire una appendice della convenzione contro le doppie imposizioni, per
migliorarne gli effetti, era stato messo in primo piano e fatto divenire più
importante della stessa convenzione. Convenzione che l’Italia si sentiva libera
di continuare a non mettere in vigore anche dopo l’accordo di cooperazione (art.
12 dell’accordo stesso).
Del perché di tanto disastro nella trattativa con l’Italia non
si è mai riusciti a venire a capo. Fino a qualche giorno fa, quando sono
terminati i lavori della Commissione d’Inchiesta. La spiegazione è in un
documento intitolato “Relazione riservata personale alla cortese attenzione
del Segretario di Stato Dott. Fiorenzo Stolfi” a firma di Alvaro Selva. Di
lì apprendiamo che già nel novembre 2002, cioè a pochi mesi dalla firma della
convenzione contro le doppie imposizioni (marzo 2002), San Marino aveva proposto
all’Italia un accordo di cooperazione. Ma non per migliorare la convenzione
contro le doppie imposizioni, ma per avere in cambio il casinò. Il casinò in
cambio di qualsiasi cosa, anche del proprio paese, della sua sovranità, della
sua economia.
(2-Continua) Puntata
1 Puntata 3
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