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AUTOMATISMI DI RISOLUZIONE 6 (Didattica delle scienze e informatica nella scuola,n. 151 e 152, 1991, Editrice la Scuola di Brescia) |
Prime considerazioniA questo punto si potrebbe aprire una riflessione sulla validità didattica e formativa di problemi di questo tipo, proprio in relazione alla meccanicità che sottintendono. Ma andremmo oltre l’intendimento che ci siamo proposti: ci limiteremo a un accenno più avanti. Nemmeno possiamo soffermarci sulla opportunità o meno di addestrare gli allievi all’utilizzo di meccanismi di risoluzione. Per il fine che ci siamo qui proposti, si insiste nel mettere in evidenza il fatto che si arriva a determinare una qualche procedura risolutiva con metodi sistematici, con procedimenti del tutto meccanici: in nessun momento del processo di ricerca è chiesto un intervento creativo della mente. La procedura risolutiva viene tolta da un livello di astrattezza, per farle assumere le connotazioni del concreto, del fisico, del manipolabile. Ci si rende subito conto che si tratta di una ricerca alla cieca. Nella prima versione si accumulano dati su dati finché uno di questi coincide con l'incognita; nella seconda all'incognita di base si comincia ad aggiungere ulteriori incognite, per così dire, provvisorie, intermedie finché se ne trovano alcune che sono direttamente in relazione coi dati iniziali: a questo punto, scorrendo a ritroso la catena, si trovano via via i valori delle incognite intermedie fino a ritornare all'incognita di base che rappresenta la domanda. Che si tratti comunque di una ricerca del tutto meccanica, per tentativi alla cieca, è messo ancor meglio in evidenza in un'altra versione per carta e matita, che utilizza la struttura ad albero. Lo vedremo la prossima volta unitamente ad un programma informatico (in PROLOG) che mette il computer in grado di fornirci non una ma tutte le procedure risolutive del nostro problema. |
| AUTOMATISMI DI RISOLUZIONE 6 |
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