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h 11:17 giovedì 24 maggio 2012/1711 d.F.R. english version

Informatica nella didattica utilizzando il linguaggio prolog (Marino Cecchetti)

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AUTOMATISMI DI RISOLUZIONE 8

 (Didattica delle scienze e informatica nella scuola,n. 151 e 152, 1991, Editrice la Scuola di Brescia)

Verso la meccanizzazione

La procedura ottenuta è diversa dalle due precedenti. In effetti nel,­la risoluzione di un problema è in­teressante ottenere una procedura ma anche conoscere altre eventuali procedure e, se è possibile, tutte le procedure. È molto utile, in didattica, soffermarsi ad analizzare criticamente le varie procedure risolutive di uno stesso problema, compararle fra loro secondo dei cri­teri (numero delle operazioni, com­plessità dei calcoli, complessità del­le regole ecc.).

Abbiamo toccato con mano che è piuttosto lungo e noioso cercare una procedura con un metodo sistematico adoperando carta e matita: oc­corre, in genere, eseguire delle operazioni di confronto: operazio­ni banali, ripetitive e in gran nu­mero.

Ancor peggio se si volesse cercare non una, ma tutte le procedure ri­solutive di un problema. Conviene allora, senz'altro, far intervenire una macchina, come la macchina computer. È possibile in quanto ab­biamo visto che il processo che por­ta alla individuazione del procedi­mento di risoluzione è del tutto meccanico, è frazionabile in una serie di ben precisi passi elementari.

Per stendere il relativo programma noi abbiamo scelto, come linguag­gio informatico, il PROLOG.

 

I motivi sono diversi. Accenniamo­ne uno. I linguaggi tipo FOR­TRAN, BASIC, PASCAL detti procedurali o imperativi, richiedono che si indichi passo passo la strada da seguire. Non si încontrereb­bero difficoltà, scegliendo di meccanizzare, ad esempio, una qualsiasi delle tre versioni cui si è accenna­to per ottenere una procedura risolutiva. Meno facile se si volesse meccanizzare la ricerca di tutte le procedure risolutive.

In PROLOG invece descritto l'am­biente (il PROLOG è un linguaggio descrittivo), il sondare i vari per­corsi possibili rientra, per così di­re, nella «natura» del linguaggio stesso.

In effetti la questione può essere vista come la individuazione di tutti i possibili percorsi che uniscono gli elementi noti e quello incognito sfruttando la ragnatela dei collega­menti fornita dalle relazioni. Al computer che «parla» PROLOG «basta» descrivere la mappa dei collegamenti ed indicare là partenza e la meta.

A questo proposito, nella nostra scuola, è utilizzabile un programma che mostra graficamente questa ri­cerca: vengono visualizzati, simulandone appunto la ricerca automa­tica, i vari percorsi che permettono di andare da un punto ad un altro in una certa rete di collegamenti prefissata.

 
AUTOMATISMI DI RISOLUZIONE 8                        

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