libertas.sm logo news informazioni san marino rimini romagna
libertas romagna san marino applicazioni mobile apple android
h 12:19 giovedì 24 maggio 2012/1711 d.F.R. english version

Scuola

Condividi:

  CONVEGNO "RIPENSARE LA SCUOLA"

San Marino, 25-26 novembre 1994

 (Contributo al dibattito del Preside Marino Cecchetti)

 

Ringrazio per questa  opportunità  di dire qualcosa sulla nostra Scuola Secondaria Superiore. Qualcosa di personale:   è da troppo poco che ci lavoro, per poter svolgere considerazioni che vadano  oltre il piano personale.  Ho preso servizio  nel gennaio di quest'anno. E,  proprio  in questi pochi mesi,  sono state prese o annunciate tante e tali  trasformazioni in ambito scolastico,  all'esterno di San Marino, con rilevanti ripercussioni all'interno,  che queste  hanno finito per assorbire  tutta l'attenzione.

Di una cosa però sono certo, e la affermo in piena convinzione:  una  riflessione seria, approfondita, concreta sulla Scuola Secondaria Superiore Sammarinese occorre farla,  e subito. Non  può più essere rimandata.

Intendo dire che la Secondaria Superiore sta attraversando un periodo particolare, per cui  ha  bisogno di una attenzione particolare, all'interno del sistema scolastico sammarinese. A volte succede anche in famiglia che,  anziché i piccoli, siano i grandi a trovarsi in maggiori difficoltà, specie se  nella delicata fase dello sviluppo.

 

La Secondaria Superiore Sammarinese  è una scuola in sviluppo. O comunque è una scuola che deve  e che vuole crescere. Crescere anche numericamente. Per troppo tempo il numero degli iscritti al primo anno è rimasto stazionario: da quasi quindici anni la nostra Superiore raccoglie  appena 1/3 degli alunni che escono dalla scuole medie, nonostante l'attivazione, in questo arco di tempo,   di nuovi indirizzi. Ed è rimasto praticamente fermo agli anni '70 il numero dei diplomati prodotti:   una trentina circa all'anno. Mentre è cresciuto enormemente, nel frattempo,  il numero dei giovani  sammarinesi che vanno a diplomarsi  fuori territorio: oltre 150 all'anno.

Solo fra tre anni il numero dei diplomati della Secondaria sammarinese crescerà fino a 60,  per l'apporto del Liceo Scientifico ancora in fase di completamento.

 

In questo stato di cose,  mi è sembrato opportuno cominciare il nuovo lavoro col proporre, fin dai primi incontri con gli insegnanti,  una ipotesi di sviluppo della Scuola.

 (Permettetemi un inciso: ho trovato una scuola con insegnanti volenterosi, desiderosi di affrontare e risolvere  problematiche vecchie e nuove; cito un dato:  in questi pochi mesi abbiamo lavorato come Collegio dei Docenti ben 12 volte, ed in modo  costruttivo e, credo, per tutti, gratificante)

Solo per motivi contingenti, piovutici, come ho già detto, da fuori San Marino,   non è stato possibile, all'interno del  Collegio dei Docenti,  approfondire l'esame del   progetto e tradurlo  in  proposta operativa da sottoporre all'attenzione del Deputato già nell'anno scolastico 1993/94.

  

Fino agli anni '60 il Liceo Classico,  da solo,  è stato   in grado di soddisfare gran parte del fabbisogno di scolarità secondaria proveniente dal paese. Non così nei decenni successivi. Soprattutto a partire dagli anni '70,   in numero via  via crescente, i giovani sammarinesi hanno cominciato a fare  scelte anche diverse,  rivolgendosi, necessariamente,  fuori territorio.  La Secondaria   sammarinese  rimase ingessata a quell'unico indirizzo,  segnava   il passo,  in attesa, come tutti,  di  una riforma della secondaria italiana puntualmente  annunciata nel programma di ogni nuovo governo e puntualmente  lasciata abbozzata ad ogni crisi di governo.

 

Agli inizi degli anni '80   San Marino rompe gli indugi e  decide di allargare la  sua Secondaria Superiore, senza attendere ulteriormente.  Ma è vincolato, nelle scelte, dai  rapporti con l'Italia. Il riconoscimento, da parte dell'Italia, degli studi portati avanti in scuole sammarinesi, si fondava ancora su due articoli di un Regio Decreto del 1925 (la cosiddetta riforma Gentile). In pratica il sistema scolastico sammarinese  poteva,  al più,  continuare a produrre studenti per il sistema scolastico italiano. Insomma  San Marino non era ancora nelle condizioni di rilasciare propri  titoli di studio finali: i giovani  sammarinesi, per avere un titolo di studio avente valore legale, dovevano comunque  iscriversi prima o poi  a scuole  o  università italiane.

 

Per questa ragione,  negli anni '80, si sono potuti aggiungere  all'antico Liceo Classico solo  indirizzi che, come il Liceo Classico,  preparano  giovani per le università italiane (Liceo Linguistico e Liceo Scientifico) oppure immettono giovani in scuole secondarie italiane, come il primo Biennio dell'Istituto Tecnico Industriale.  Anzi,   si è partiti proprio da quest'ultimo.

 

Ora i rapporti con l'Italia sono cambiati,   esistono le condizioni per  un salto, che potremmo dire,  storico:  è possibile  attivare anche corsi che si concludono  con il rilascio di un titolo di studio  sammarinese,  spendibile anche oltre il territorio sammarinese.  Infatti uno specifico accordo, entrato in vigore nel 1985,  regola i rapporti fra Italia e San Marino in materia scolastica, con modalità del tutto nuove: la materia  scolastica è diventata  oggetto di convenzione.

Ebbene tale accordo, benché siano passati ormai  dieci  anni, ancora  non è stato   utilizzato per creare  indirizzi terminanti con il rilascio di un titolo di studio sammarinese, pur essendo  questo l'aspetto più pregnante dell'accordo stesso.

 

Il progetto di sviluppo della Scuola Secondaria Superiore Sammarinese, di cui dicevo poc'anzi, invece,  ne tiene conto. Per esempio, propone, proprio sulla base di tale accordo, l'attivazione di  un indirizzo completamente nuovo, quello economico. Si tratta di un indirizzo molto richiesto, oggetto, fra l'altro, di una specifica deliberazione del Consiglio Grande e Generale approvata in data il 27 gennaio del 1992 a larghissima maggioranza (33 voti a favore, 8 contrari ed 1 astenuto).

 

Le scelte di base del progetto:  rimpinguare i corsi già esistenti e crearne  di nuovi  nel solco della migliore  tradizione scolastica sammarinese,  quella liceale che ci proviene  dalla 'Congregazione Belluccia', e facendo tesoro della esperienza organizzativa maturata dopo gli anni '80, con l'attivazione del Biennio dell'Istituto Tecnico e poi  dei licei Linguistico e Scientifico.

Con questo progetto si fa   realistica la prospettiva della  riduzione di quella assurda  emorragia  di giovani che continua a caratterizzare  negativamente il  nostro paese, per la fascia dai 14 ai 19 anni. Nemmeno quando San Marino  aveva serie, vere difficoltà economiche era tanto sbilanciato   il rapporto fra gli studenti  in territorio e quelli fuori territorio. Sì,  perché anche  allora  San Marino  mandava suoi studenti fuori, ma ne calamitava  pure da fuori, nel solco della tradizione proveniente dal Collegio Belluzzi.

 

Oggi, invece,  San Marino non è punto di riferimento per il circondario. La Scuola Secondaria Superiore Sammarinese,  in questa seconda metà del secolo,  si è isolata rispetto al circondario, si è,  per così dire,  arroccata. E  proprio nel momento in cui  la  facilitazione dei trasporti  andava favorendo  la libera scelta delle scuole.

L'arroccamento, in una situazione di libero mercato, è in genere foriero di errori perché accresce il rischio  di  sfornare prodotti  o  troppo nuovi  o  superati, comunque   fuori mercato.

 

La Scuola Secondaria Superiore  Sammarinese ha bisogno di stare sul mercato. Il servizio che eroga non è del  tipo di quello dell'anagrafe o  del catasto, cui  necessariamente ci si deve rivolgere per avere un determinata certificazione. Come la sanità pubblica, la scuola, specie se non dell'obbligo, ha bisogno della fiducia dei cittadini, altrimenti i cittadini si rivolgono altrove.  C'è quindi un motivo in più per la Secondaria Superiore  per essere efficiente,  moderna,  cioè camminare al passo dei tempi: un motivo in più, rispetto ad altri servizi  dello Stato,  ed    anche rispetto ad altre  scuole della Repubblica.

 

Mentre nelle altre scuole della nostra Repubblica il benessere economico di questi ultimi trent'anni si è tradotto anche in strutture moderne o comunque adeguate,  così non è stato per la Scuola Secondaria Superiore.  Tutti sanno, ad esempio, che gli spazi fisici della    Superiore sono insufficienti, che la collocazione nell'ex-ospedale non è funzionale: le  aule e gli altri locali adibiti alla didattica sono al di sotto dello standard delle scuole sammarinesi.  Purtroppo, talvolta,   anche le attrezzature, i laboratori, i mezzi a disposizione della Scuola  sono carenti.

 

In un sistema scolastico aperto alla concorrenza,  anche piccoli inciampi possono pregiudicare  la riuscita di   iniziative pur valide. La vicenda del  Liceo Linguistico dovrebbe esserci di monito. Quest'indirizzo è  sorto in un momento favorevolissimo, in un   "contesto già predisposto", come è  scritto nella relazione che accompagna la legge istitutiva.

San Marino andava intensificando i suoi rapporti con gli stati d'oltralpe, cominciava ad entrare negli organismi internazionali, aspirava  a  sbocchi internazionali per il suo commercio. 

Attorno a San Marino non c'erano licei linguistici statali e quelli privati, allora più di adesso, erano costosissimi. Sicché sembrava  fondata l'aspettativa   di  studenti provenienti anche  dall'esterno. Non è andata così.  Hanno influito negativamente molte circostanze. Ne richiamo solo una, all'apparenza banale:  la mancata organizzazione di  soggiorni all'estero durante l'anno scolastico, soggiorni invece che, per una qualsiasi scuola di lingua, fanno parte del normale curriculum, anzi ne costituiscono  il fiore all'occhiello.

 

Per mettersi sul mercato non è sufficiente provvedere a  esigenze materiali, che comunque esistono e vanno soddisfatte. E' necessario che la  Secondaria Superiore ripensi se stessa, in termini di qualità del servizio che eroga, per non   rischiare di divenire  una scuola residuale, cioè che sopravvive per inerzia. Per le scuole residuali  lo spazio si fa ridotto. Nuove ragioni spingono verso  una intensificazione della concorrenzialità.

 

Alla fine degli anni '60, in Italia,  si è favorito in ogni modo l'accesso all'università: ai diplomati di qualunque indirizzo  fu  concesso di accedere a qualsiasi facoltà di qualsiasi università. Da qualche anno il cambiamento di rotta: le università  ergono sbarramenti,  introducono  limitazioni,  filtrano le iscrizioni con severe prove di ingresso, veri e propri test selettivi.

Si ha motivo di credere che la tendenza a selezionare i propri studenti da parte delle università   si estenderà fino a  divenire prassi normale, quando sarà varata la riforma degli esami di maturità,  che prevede  che le commissioni  siano costituite pressoché integralmente da membri  interni. Di fatto, ciò comporta una ulteriore  riduzione del  ruolo selettivo degli istituti secondari e crea la premessa giustificativa per  la introduzione generalizzata degli  esami di ammissione  alle università.

 

I  risultati  conseguiti  negli esami di ammissione all'università dagli  studenti di una scuola secondaria diventano di per sé  una misura della  efficienza di quella scuola. Il confronto fra le scuole, allora,  sarà immediato.

E ciò vale anche per la nostra scuola. E sarà un confronto a tutto campo:   strutture, capacità organizzativa, ma soprattutto capacità didattica. Il reclutamento del personale non potrà  più avvenire, ad esempio, come ora, cioè  col solo criterio dell'anzianità.

 

Ma alla nostra scuola si chiede di più.  La Scuola Secondaria  Superiore Sammarinese, oltre a dimostrare, come una qualsiasi scuola secondaria italiana, la sua efficienza, nel suo ambito di competenza specifico, quello della formazione dei giovani,  deve assolvere un  ulteriore impegno, che le deriva dall'essere la scuola più alta in grado del nostro  Stato. 

Questa scuola ha sempre rappresentato   il luogo  in cui si esprime la  cultura del  paese-stato San Marino. E'  stata, per San Marino, una  fucina di idee.  I suoi  insegnanti costituivano  un corpo propositivo ed attivo,  l'intellighenzia del paese, tanto che  avevano il singolare privilegio di  esprimersi direttamente (e lo hanno fatto tavolta  con accenti  severi) nella stessa sala del Consiglio Grande e Generale, nelle cerimonie di ingresso degli Ecc.mi  Capitani Reggenti.

 

Oggi  si è persa quella tradizione. La cultura e l'istruzione sembrano essere state  relegate a un ruolo secondario rispetto all'economia,  come se dell'economia la cultura e l'istruzione non  fossero la premessa e la base, ma  un corollario. Sembra verificarsi, nel nostro paese,  il contrario di quel che avviene nei paesi veramente avanzati, i paesi che fondano il loro benessere su basi veramente solide, cioè sulla materia grigia della propria gente,  anziché sull'effimero  contingente  indotto dai segni dei  codicilli (che tutti sappiamo quanto siano  volubili).

Pare, a me, ancora valida, l'affermazione di Marino Fattori, vecchia di quasi un secolo e mezzo, fatta nella sala del Consiglio, in un discorso per l'ingresso dei nuovi Capitani Reggenti: la  "speranza di prosperità" per un paese come il nostro  va  riposta "nella virtù della saviezza  e dell'istruzione".

Il Prof. Marino Fattori parlava in un momento storico delicato: San Marino, da enclave del sonnolento Stato Pontificio si era trovato di colpo enclave del nuovo effervescente Stato Italiano. Oggi San Marino, che ha scelto di non aderire alla CEE, sta diventando  enclave di un'Europa  unificata, inserita in un contesto di cultura da villaggio globale. Ha bisogno di rinvigorire la sua identità. E' assurdo che  continui a rinunciare, pur avendone i mezzi,  a formare  direttamente i suoi giovani fino alla maturità.


Cerca nel sito

Cerca tra news, articoli e comunicati!


nel sito news e comunicati
Sponsor
Sponsor
Sponsor
Sponsor
Sponsor
Libertas.sm © 2012 by Belcom - testata di informazioni e news sulla Repubblica di San Marino