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h 12:20 giovedì 24 maggio 2012/1711 d.F.R. english version

Scuola

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Riforma  del sistema di istruzione sammarinese

Appunti di inquadramento per una proposta

 

(Riunione del comitato tecnico istituito in occasione della ‘riforma dei cicli’ in Italia del 7 luglio 2000)

(preparato per Annuario della Scuola Secondaria Superiore, n. XXVII, Anno scolastico 1999-00, Marino Cecchetti)

La riorganizzazione del sistema scolastico sammarinese, oggetto di questi incontri, prende la mossa dalla cosiddetta ‘riforma dei cicli’ in Italia. Ma va vista, a mio parere, come un’occasione per puntare più in alto: al soddisfacimento pieno delle esigenze formative proprie della nostra comunità-Stato in questo periodo della sua storia. Infatti la Repubblica, da enclave di uno Stato, l’Italia, per merito della politica che l’ha portata nei massimi consessi internazionali e delle nuove tecnologie che stanno azzerando le distanze, viene  acquistando una visibilità planetaria.

Riuscirà il sistema scolastico sammarinese a modificarsi adeguatamente? Sta a noi. Noi, diversamente da chi ci ha preceduto in questa responsabilità, possiamo contare sul fatto che, grazie a Dio, non mancano le risorse umane e materiali necessarie e sul fatto che sono venute meno le rigidità che in passato hanno caratterizzato i rapporti italo-sammarinesi in materia scolastica.

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Il sistema scolastico sammarinese ricalca, nell'impianto strutturale, quello italiano. Non potrà non seguirne l'evoluzione anche in questa occasione. Recependo, fra l'altro, l'impostazione di base, l'indicazione degli insegnamenti fondamentali e, anche, nella sostanza, i programmi. La scelta degli insegnamenti e la elaborazione dei programmi saranno messe a punto in Italia da commissioni di specialisti. Sarebbe praticamente impossibile, per San Marino, fare di meglio, a costi ragionevoli, per via autonoma.

Forse ci conviene fare proprie - di massima - le scelte italiane, anche per quanto riguarda la eventuale articolazione interna dei cicli e l’indicazione dei titoli di studio per accedere agli insegnamenti. Ciò permetterebbe di evitare tensioni su dette questioni al nostro interno. Tensioni che potrebbero far disperdere energie, distrarre il nostro impegno dai punti sui quali invece abbiamo bisogno di concentrare tutta la nostra attenzione e profondere la nostra migliore professionalità: i punti che caratterizzeranno propriamente il sistema scolastico sammarinese.

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Nell’impostare la riorganizzazione del sistema sammarinese è opportuno tenere conto anche della realtà scolastica d’oltralpe. In particolare per quanto riguarda il numero degli alunni per classe nelle varie annualità e l’orario di lavoro degli insegnanti in istituto. Le risorse umane recuperate nella riorganizzazione possono essere impiegate nell’attivazione di nuovi corsi nella scuola secondaria superiore, nel sostegno ai ragazzi (disabili o non) bisognosi di un aiuto particolare, in attività di recupero, in attività integrative dei curricula.

Inoltre va presa in considerazione l’articolazione del calendario scolastico dei paesi d’oltralpe. Non è più pensabile, ad esempio, che l’anno scolastico continui ad essere costituito da due soli grandi blocchi, quello delle lezioni e quello delle vacanze estive. Tale suddivisione è funzionale alle esigenze degli adulti, ma non degli studenti.

 

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Il nostro Stato si accinge a riformare il suo sistema scolastico disponendo, questa volta, per la prima volta, del necessario spazio di autonomia. Spazio guadagnato con lo specifico accordo Italo-sammarinese in materia scolastica del 1985 e con le intese raggiunte fra i due Stati nel febbraio del 1999 al momento del riconoscimento dell’indirizzo Economico-aziendale.

Questo spazio di autonomia potrà essere utilizzato per rendere il sistema sammarinese il più possibile rispondente alle esigenze proprie della comunità-Stato, rafforzandone

·         la identità, ampliando, ad esempio, insegnamenti quali la Storia ed il Diritto per comprendervi lo specifico sammarinese, al fine di educare alle tradizioni, ai sentimenti e ai valori propri della comunità sammarinese;

·         la capacità di reggere la sfida dei tempi, cioè di gestire i cambiamenti dovuti alla modernità. Insegnamenti quali l’inglese, la matematica e l’informatica dovranno essere potenziati al massimo lungo tutto il percorso scolastico, costituendo, questi insegnamenti, la premessa alla nuova cultura generale su cui si fonda oggi la formazione dei giovani in ogni società.

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La modernità, frantumando i capisaldi tradizionali della società,  sta provocando ovunque trasformazioni epocali. Ovunque la proprietà del capitale fisico sta cedendo il passo al capitale umano; la produzione culturale si avvia a prendere il sopravvento su quella industriale; esplode la mercificazione della cultura. In conclusione, il capitale intellettuale è ormai la vera forza dominante dell’economia, per effetto dell’esplosione della produzione delle merci immateriali in conseguenza dell’eccezionale dilatarsi del settore delle comunicazioni. Fondamentale sta diventando per una qualsiasi società l’apporto allo sviluppo fornito dai giovani, con la loro capacità di tentare il nuovo e di impegnarsi nel nuovo. Mentre in passato per una società era sufficiente, per vincere la sfida dei tempi, disporre di una classe dirigente preparata, oggi è necessario che il maggior numero possibile di individui raggiunga il più alto livello di formazione possibile e quanto prima possibile. Di conseguenza diventa il primo degli obiettivi, nei programmi dei governi, l’efficienza del sistema scolastico.

Nella corsa per la migliore valorizzazione dei giovani, San Marino può contare su condizioni di qualche vantaggio: già investe risorse materiali nella quantità necessaria; già dispone delle risorse umane necessarie (potendo contare su un elevato numero di laureati in rapporto alla popolazione).

San Marino inoltre può offrire ai giovani un ambito di operatività particolare. Con l'ingresso nell'ONU ha raggiunto il massimo livello di riconoscimento formale come Stato di piena indipendenza. E quindi, grazie ai suoi rapporti politici, ha raggiunto una visibilità planetaria. Ne vanno colti anche i risvolti economici e culturali. Le nuove tecnologie hanno aperto le vie dell'etere alle merci, immateriali, del nuovo mercato: il Titano ora è 'luogo di mezzo' non più soltanto fra pochi Stati confinanti geograficamente contigui come lo è stato per gran parte della sua storia, ma, potenzialmente, è 'luogo di mezzo' fra tutti gli Stati del Mondo.

Nel riorganizzare il sistema scolastico, tutto ciò va tenuto nel debito conto. Il diploma di scuola secondaria a 18 anni e la laurea (laurea breve), raggiungibile, con le riforme in atto, già all’età di 21 o 22 anni, sono un traguardo da proporre a tutti i giovani della Repubblica. E dopo la laurea, almeno a una cinquantina di questi va offerta annualmente  la possibilità di completare la formazione in prestigiose università d'oltralpe o d'oltreoceano.

 ***

In conclusione si avanzano a titolo esemplificativo alcune proposte operative.

a)     Per generalizzare gli studi di scuola secondaria:

·         sancire l'obbligo scolastico fino al 18° anno, articolando la scuola secondaria in modo da comprendervi anche la formazione professionale della durata di due o tre anni (con possibilità di passaggio dall’area della formazione a quella della istruzione, facilitato dal sistema dei crediti per gli insegnamenti ordinari già frequentati con successo);

·         allargare l'offerta scolastica di istruzione secondaria in territorio in modo da soddisfare, possibilmente, tutte le richieste.

b)     Per assicurare la qualità del servizio:

·         monitorare periodicamente il sistema, prendendo come riferimento finale le esigenze formative richieste dalle università. In sostanza le prove conclusive del ciclo della scuola secondaria, al 18° anno,  dovrebbero avere lo stesso peso di quelle somministrate agli studenti al momento della iscrizione alle università. Prove dello stesso tipo andrebbero previste anche lungo il percorso: ad esempio  al 15° anno, al 13° anno, eccetera. Tutte queste prove, a qualsiasi livello, dovrebbero essere fornite da un Ente esterno al sistema scolastico sammarinese, e pure a un Ente esterno (eventualmente diverso) dovrebbe essere affidato il controllo di qualità  a livello di Istituto, di classe e, infine, dei singoli insegnamenti.

c)     Per mantenere viva l’attenzione del paese sulla formazione dei giovani:

·         riferire annualmente in Consiglio sul sistema, sui risultati conseguiti ai vari livelli di formazione, sulle nuove esigenze  e prendere le decisioni del caso.        


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