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Legge sulle imprese e sui servizi bancari, finanziari e assicurativi (L.17 novembre 2005 n.165)  

 

REGOLAMENTO IN MATERIA DI SERVIZI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO

DISCIPLINA FISCALE E SOCIETA’ DI GESTIONE DI DIRITTO SAMMARINESE

 

Parti del regolamento

PARTE I

DEFINIZIONI E DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI AUTORIZZATIVI

Articolo 1 — Definizioni

Articolo 2 — Disposizioni generali sui procedimenti autorizzativi della BANCA CENTRALE
 

PARTE II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SG  

TITOLO I ATTIVITÀ’ ESERCITABILI (artt. 3-4)

TITOLO II AUTORIZZAZIONE DELLE SG (artt.5-16)

TITOLO III PARTECIPANTI AL CAPITALE DELLE SG (artt.17-24)

TITOLO IV ESPONENTI AZIENDALI DELLE SG (artt.25-34)

TITOLO V PARTECIPAZIONI DETENIBILI E LIMITI  ALLA RACCOLTA DEL RISPARMIO  (artt. 35- 38)

TITOLO VI ADEGUATEZZA PATRIMONIALE E CONTENIMENTO DEL RISCHIO (artt. 39-44 )

TITOLO VII BILANCIO DI ESERCIZIO (art. 45)

TITOLO VIII ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E CONTABILE E CONTROLLI INTERNI (artt. 46-58 )

TITOLO IX OPERAZIONI DI FUSIONE E SCISSIONE DI SG  (artt. 59- 62)

TITOLO X VIGILANZA INFORMATI VA (artt. 63-69)

TITOLO XI VIGILANZA ISPETTIVA (artt. 70- 71)

 

Regolamento in materia di servizi di investimento collettivo emanato dalla Banca Centrale della Repubblica di San Marino In vigore dal 15 novembre 2006

________________________

parte II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SG

Titolo VIII

organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni

Artt. 46 - 58
 

Articolo 46 Principi generali.

1. L’organizzazione della SG deve essere improntata a criteri di efficacia ed efficienza e deve essere tale da assicurare il rispetto del principio di sana e prudente gestione. Compiti e responsabilità, sia nell’ambito degli organi aziendali che della struttura operativa, devono essere ripartiti con chiarezza, evitando sovrapposizioni e favorendo una opportuna dialettica in funzione del conseguimento degli obiettivi aziendali e dello sviluppo di una cultura del controllo. Le SG rispettano le disposizioni del presente Titolo in modo coerente con la loro dimensione e con la complessità operativa dell’attività svolta.

2. L’operato degli organi amministrativi e di controllo deve essere documentato, al fine di poter ricostruire e verificare la funzionalità dei processi decisionali.
 

Articolo 47 Compiti del consiglio di amministrazione, dell’alta direzione e del collegio sindacale.

1. Il consiglio di amministrazione stabilisce con proprie delibere:
a) gli obiettivi e le strategie aziendali e i criteri generali per le scelte di investimento dei patrimoni in gestione, anche con riferimento al profilo rischio-rendimento;
b) l’architettura del processo di investimento, stabilendone le modalità e lo svolgimento con riferimento al ruolo dei diversi organi interessati e dei vari responsabili;
c) la struttura organizzativa e l’attribuzione di compiti e responsabilità alle unità operative;
d) i criteri per la selezione della banca depositaria, del soggetto incaricato di calcolare il valore delle quote dei FONDI, del prime broker e il conferimento dei relativi incarichi.
Il consiglio di amministrazione, inoltre, assicura che venga periodicamente verificata l’efficienza e l’efficacia del sistema dei controlli interni in relazione alla complessità dell’attività svolta dalla SG e che venga garantita l’indipendenza delle strutture di controllo dalle unità operative.

2. L’alta direzione, costituita dall’amministratore o consigliere delegato e dal direttore generale:
a) esegue le delibere del consiglio di amministrazione e ne attua gli indirizzi strategici e le scelte;
b) assicura l’efficace gestione dell’operatività aziendale e dei rischi a cui la SG e i patrimoni gestiti sono esposti;
c) assicura adeguata informativa al consiglio di amministrazione in merito ai fatti aziendali rilevanti;
d) vefifica che il sistema dei confrolii interni sia efficace ed efficiente in felazione al contesto operativo di riferimento.

3. Il collegio sindacale, salvi i compiti ad esso assegnati da disposizioni di legge, deve verificare la regolarità e la legittimità della gestione, l’osservanza delle disposizioni della BANCA CENTRALE, il corretto funzionamento delle principali aree operative nonché l’efficienza e l’adeguatezza del sistema dei controlli interni e del sistema informativo. Nello svolgimento di tali compiti di controllo, il collegio può avvalersi di tutte le unità operative addette a funzioni di controllo. Il collegio sindacale e la società di revisione contabile devono scambiarsi i dati e le informazioni rilevanti per l’espletamento dei rispettivi compiti.
 

Articolo 48 Processo di investimento.

1. L’attività di gestione rappresenta un processo complesso costituito da una serie di decisioni dal livello di dettaglio crescente, culminanti nella selezione degli specifici beni da immettere nei patrimoni in gestione.

2. Il processo di investimento viene definito dal consiglio di amministrazione, tenendo conto anche delle dimensioni e della complessità dell’attività di gestione. Esso può prevedere diverse articolazioni in funzione della presenza di eventuali comitati di investimento o altri organi delegati, ferma restando la necessità di riservare al consiglio di amministrazione la definizione delle strategie generali per le scelte di investimento, e assicurare al consiglio stesso adeguata informativa.


Articolo 49Sistema dei controlli interni.

1. Le SG devono dotarsi delle professionalità, degli strumenti e delle procedure idonee a misurare, gestire e controllare tutti i rischi, sia quelli che corrono in proprio, prevalentemente riconducibili alla categoria dei rischi operativi e reputazionali, sia quelli associati ai patrimoni gestiti. Le SG valutano se costituire al proprio interno apposite unità — distinte da quelle operative — deputate alla funzione di controllo del rischio (risk management) o avvalersi di strutture esterne (anche di gruppo), nel rispetto dei criteri fissati per l’esternalizzazione di funzioni aziendali.
Qualora i FONDI gestiti dalla SG investano in strumenti fmanziari derivati OTC, la finzione di controllo del rischio deve disporre di procedure di misurazione e gestione dei rischi connessi e deve essere in grado di effettuare su base quotidiana una valutazione precisa e indipendente di tali strumenti. Il consiglio di amministrazione definisce le modalità e i tempi con cui la funzione di controllo del rischio (risk management riferisce all’alta direzione e al consiglio di amministrazione stesso circa le attività svolte e il relativo esito.

2. Le SG devono dotarsi di una struttura di controllo interno (internal auditing) autonoma, anche gerarchicamente, rispetto a quelle operative; il responsabile deve essere nominato dal consiglio di amministrazione e avere le competenze e le dotazioni necessarie per svolgere l’attività di controllo, anche alla luce della complessità dei processi aziendali che caratterizzano la SG.
Alternativamente, le SG valutano se avvalefsi di una struttura estefna (anche di gruppo) nel rispetto dei criteri fissati per l’esternalizzazione di funzioni aziendali.
In ogni caso, agli incaricati dell’attività deve essere garantito — per lo svolgimento delle verifiche di competenza — l’accesso a tutte le strutture aziendali nonché alle informazioni utili per il controllo sul corretto svolgimento delle funzioni aziendali esternalizzate.
L’unità di controllo interno (internal auditing assume, tra l’altro, compiti di controllo in materia di:
a) valutazione periodica della completezza, funzionalità e adeguatezza del sistema dei controlli;
b) rispetto delle regole di comportamento e di trasparenza nello svolgimento dell’attività;
c) applicazione del principio di separazione dei patrimoni gestiti;
d) tenuta delle evidenze contabili;
e) scambio di flussi informativi tra i settori aziendali e tra la SG e gli altri soggetti coinvolti nella prestazione dei servizi;
1) adeguatezza delle dotazioni tecnologiche e delle capacità professionali degli addetti ai sistemi informativi aziendali, anche nel caso in cui tali sistemi siano esternalizzati;
g) rispondenza dell’operato degli outsourcer agli standard stabiliti con la convenzione di conferimento dell’incarico;
h) rispetto della normativa sul contrasto del crimine finanziario in materia di riciclaggio, fmanziamento al terrorismo e altri reati di natura fmanziaria.
Gli esiti delle verifiche periodiche e le proposte di miglioramenti organizzativi o procedurali individuate dal controllo interno (irn’ernal auditing) sono portati a conoscenza del consiglio di amministrazione che li esamina nell’ambito di apposite riunioni a cui partecipa il collegio sindacale.

3. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, il responsabile della finzione di controllo interno (internal auditing) deve predisporre:
a) una relazione annuale nella quale vengono illustrate le verifiche e i controlii svolti, gli esiti delle stesse, e le eventuali proposte e suggerimenti;
b) un piano delle verifiche programmate per l’anno in corso.
I documenti di cui sopra sono sottoposti all’esame del consiglio di amministrazione, con le valutazioni del collegio sindacale.

 

Articolo 50Sistemi informativo-contabili.
1. Le SG devono dotarsi di sistemi informativo-contabili atti a fornire informazioni complete, affidabili e
tempestive, caratterizzati da elevati livelli di sicurezza, da misure di tutela della riservatezza e dell’integrità
delle informazioni, e da procedure di back-up e recovey al fme di poter ripristinare le condizioni antecedenti
a un evento accidentale.

 

Articolo 51Rapporti tra SG-promotore e SG-gestore.

1. Nell’ipotesi che le attività di promozione e di gestione dei FONDI siano svolte in modo separato, gli schemi ofganizzativi sono defmiti e formalizzati alla luce di quanto di seguito specificato.

2. La SG-promotore predispone adeguate misure organizzative per una efficiente gestione amministrativa dei rapporti con i partecipanti e un tempestivo e corretto scambio di informazioni con le strutture di collocamento (proprie o di terzi), la banca depositaria, il soggetto incaricato di calcolare il valore delle quote, la Sg—gestore, in modo da assicurarsi la costante conoscenza dei flussi fmanziari derivanti dalle operazioni di entrata e di uscita dai FONDI, per ricevere i dati concernenti la valorizzazione delle quote, quelli per la predisposizione dell’informativa per il pubblico e il mercato, nonché le informazioni necessarie per il controllo della rispondenza delle politiche di investimento del FONDO con quelle fissate nel regolamento di gestione.

3. La SG-gestore predispone adeguate misure organizzative per una efficiente gestione delle attività sui mercati di investimento e un tempestivo e corretto scambio di informazioni con la banca depositaria, il soggetto incaricato di calcolare il valore delle quote, la SG-promotore.
 

Articolo 52Deleghe di funzioni aziendali (outsourcing).

1. Le SG, al fine di conseguire maggiore efficienza nei processi produttivi e nelle procedure operative, ovvero di disporre di competenze specifiche, possono ricorrere a soggetti esterni all’azienda per lo svolgimento di determinate attività. La SG deve valutare attentamente le capacità gestionali e organizzative dell’outsourcer ed evitare situazioni di conflitto tra gli interessi del delegato e quelli dei titolari di diritti sui patrimoni gestiti. Restano ferme le responsabilità della SG sul corretto svolgimento delle attività delegate a terzi.

2. La SG deve mantenere adeguate capacità di controllo delle attività cedute in outsourcing e la possibilità di intervenire tempestivamente ove l’offerta di servizi da parte dell’incaricato esterno risulti carente o si interrompa per qualsivoglia ragione. A tal fine, deve essere designato un referente all’interno della SG, responsabile della verifica dell’adempimento da parte degli outsourcer degli impegni assunti e della qualità del servizio offerto. Qualora la SG abbia istituito una propria struttura di internal auditing, tale finzione è svolta dal relativo responsabile.

3. Ai fini dei controlli di vigilanza, i contratti di outsourcing devono essere documentati in forma scritta e devono prevedere almeno:
a) che la delega conferita non implica alcun esonero o limitazione di responsabilità della SG delegante e può essere revocata con effetto immediato dalla SG;
b) che gli organi di controllo della SG hanno l’incondizionata possibilità di accedere agli uffici del delegato per verificare tutte le procedure tecnico-amministrative — nonché le relative risultanze — attinenti alle funzioni svolte per conto della SG;
c) che tutti gli elabofati contabili e i felativi documenti giustificativi riguardanti attività delegate siano integralmente disponibili per la SG;
d) che l’outosurcer prende atto che i poteri che l’articolo 42, comma 2, della LIsF, attribuisce alla BANCA CENTRALE possono essere esercitati anche nei suoi confronti;
e che la SG può impartire in qualsiasi momento ulteriori istruzioni per l’esecuzione dell’incarico;
le modali& organizzative e le risorse dedicate all’attività da parte del soggetto che offre il servizio;
g) meccanismi contrattuali (quali, a titolo indicativo, clausole risolutive espresse, termini di preavviso) collegati a eventi della vita societaria dell’outsourcer alfinadeguatezza dei servizi offerti, ovvero a rilevanti modifiche dell’assetto organizzativo o operativo della SG, che consentano a quest’ultima di adeguare l’accordo ovvero di ricercare alternative valide al servizio offerto;
h) che la riservatezza delle informazioni relative all’attivi& delegata deve essere adeguatamente tutelata in particolare assicurando il rispetto del segreto bancario ai sensi dell’articolo 36 della LIsF;
Le SG devono inviare alla BANCA CENTRALE bozza dei contratti di esternalizzazione prima della loro conclusione. I contratti possono essere perfezionati qualora la BANCA CENTRALE, entro trenta giorni dal ricevimento, non li abbia vietati per mancanza dei requisiti sopra indicati o per contrasto con la sana e prudente gestione della SG.
 

Articolo 53Deleghe gestionali.

1. La SG può affidare scelte di investimento a soggetti terzi, purché autorizzati alla prestazione di servizi di gestione collettivi o individuali e sottoposti ad adeguate forme di vigilanza prudenziale. Le deleghe gestionali conferite non devono comportare uno svuotamento della SG stessa. In tale ottica, la struttura della SG deve assicurare la presenza di risorse e competenze idonee a definire autonomamente, per ciascun prodotto offerto, il profilo di rischio-rendimento, le strategie generali di investimento, la ripartizione tra le diverse classi di asset, i livelli di rischio massimi, nonché monitorare nel tempo la coerenza degli investimenti con le strategie di tempo in tempo defmite.

2. Il contratto di conferimento dell’incarico, oltre a quanto indicato nell’articolo precedente, deve prevedere:
a) che la SG conserva la possibilità di effettuare operazioni sugli stessi mercati e strumenti fmanziari per i quali è concessa la delega;
b) che il delegato deve attenersi, nelle scelte degli investimenti, alle istruzioni impartite periodicamente dai competenti organi della SG delegante;
c) adeguate disposizioni per assicurare il rispetto delle disposizioni in materia di conflitto di interesse e di regole di comportamento con riferimento al soggetto delegante e al soggetto delegato;
d) un flusso, adeguato alle specifiche caratteristiche del singolo prodotto, delle informazioni sulle operazioni effettuate dal delegato, che consenta la tempestiva ricostruzione del patrimonio gestito;
e) le modalità di esefcizio della funzione di controllo da parte del delegante e della banca depositaria.

3. Se la SG -gestore è diversa dalla SG -promotore, quest’ultima deve essere informata circa la scelta del delegato.

4. La delega non comporta alcun esonero o limitazione di responsabilità della SG, che resta soggetta alle disposizioni del presente regolamento anche con riferimento alle operazioni compiute dal soggetto delegato.

 

Articolo 54 Rapporti con la banca depositaria.

1. La SG deve attentamente valutare l’idoneità tecnico-organizzativa della banca depositaria prescelta, in relazione alle caratteristiche del FONDO per il quale l’incarico è conferito. La convenzione di conferimento dell’incarico di banca depositaria deve disciplinare compiutamente i rapporti reciproci tra la SG e la banca. Se le funzioni di gestione e di promozione sono svolte da soggetti diversi, entrambi intervengono nella convenzione con la banca depositaria.

2. Al fine di evitare soluzioni di continuità nello svolgimento dei compiti della banca depositaria, l’ipotesi di sostituzione di quest’ultima deve essere disciplinata nella convenzione di conferimento dell’incarico, prevedendo che:
a) l’incarico di banca depositaria, da conferire a tempo indeterminato, può essere revocato in qualsiasi momento, mentre per la rinunzia della banca occorre un termine di preavviso non inferiore a sei mesi;
b) l’efficacia della revoca o della rinunzia è sospesa sino a che:
1) un’altra banca in possesso dei requisiti di lee accetti l’incarico in sostituzione della precedente;
2) la conseguente modifica del regolamento sia approvata dalla BANCA CENTRALE;
3) i beni del FONDO siano trasferiti presso la nuova banca depositaria.

 

Articolo 55 Rapporti con prime broker.

1. Qualora le SG si avvalgano di c.d. prime broker (soggetti che offrono un complesso di servizi integrati, quali, a titolo indicativo, finanziamenti, prestito titoli) diversi dalla banca depositaria, esse devono porre la massima attenzione nella scelta del medesimo rivolgendosi a primari intermediari, sottoposti a forme adeguate di vigilanza prudenziale, e di provata esperienza nel settore. Le convenzioni per la disciplina dei servizi richiesti devono disciplinare anche tutti gli scambi informativi necessari affinché la banca depositaria del FONDO possa svolgere i compiti di sua competenza; il consenso della banca depositaria deve risultare dalla convenzione.

2. Per ciascun FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO, la SG non può avvalersi di più di un prime broker.
L’esistenza e il ruolo del prime broker devono essere sinteticamente descritti nel regolamento di gestione del
FONDO.
 

Articolo 56 Rapporti con il soggetto incaricato di calcolare il valore delle quote.
I rapporti con il soggetto incaricato di calcolare il valore delle quote dei FONDI devono essere regolati da apposita convenzione, nel rispetto dei criteri fissati all’articolo 132.

 

Articolo 57Utilizzo di consulenti.
1. Al di fuori dei casi di delega disciplinati nell’articolo 53 e ferma restando l’esclusiva competenza e responsabilità della SG per le scelte di investimento da compiere, le SG possono avvalersi di consulenti nelle decisioni di investimento concernenti proprie attività di gestione.
 

Articolo 58 Rapporti con i soggetti collocatori.
1. Le SG devono definire con apposita convenzione scritta i rapporti con i soggetti incaricati del collocamento dei loro prodotti/servizi. Le convenzioni devono stabilire, tra l’altro:
a) i tempi e le modalità di trasmissione della documentazione afferente le operazioni di sottoscrizione ed estinzione dei contratti di gestione;
b) i flussi informativi che i collocatori devono indirizzare alla banca depositaria per i compiti ad essa affidati in materia di emissione e rimborso delle quote.

Parti del regolamento

PARTE III

DISPOSIZIONI RELATIVE AI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

TITOLO I CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO (artt. 72-78)

TITOLO II CARATTERISTICHE DELLE SINGOLE TIPOLOGIE DI FONDI COMUNI DI
INVESTIMENTO
(artt. 79-119)

TITOLO III CRITERI GENERALI E CONTENUTO MINIMO DEL REGOLAMENTO DI GESTIONE
DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO
(artt.120-124)

TITOLO IV PROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE DEI REGOLAMENTI DEI FONDI COMUNI DI
INVESTIMENTO 
(artt. 125-131)

TITOLO V CRITERI DI VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO DEL FONDO E CALCOLO DEL
VALORE DELLA QUOTA
(artt.132-135)

TITOLO VI PROCEDURE DI FUSIONE TRA FONDI COMUNI (artt. 136-142 )

TITOLO VII CARATTERISTICHE DEI CERTIFICATI DI PARTECIPAZIONE AI FONDI COMUNI (artt. 143-145 )

TITOLO VIII CONDIZIONI PER L’ASSUNZIONE DELL’INCARICO DI BANCA DEPOSITARIA E
MODALITA' DI SUB-DEPOSITO DEI BENI DEL FONDO
  (artt. 146-153)

TITOLO IX PROSPETTI CONTABILI DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO (artt. 154-155)

TITOLO X REGOLE DI COMPORTAMENTO  (artt. 156-160)

 

PARTE IV

OPERATIVITÀ TRANSFRONTALIERA


TITOLO I OPERATIVITÀ ALL’ESTERO DELLE SG SAMMARINESI (artt. 161-162)

TITOLO II OFFERTA NELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO DI PARTI DI OIC ESTERI (artt. 163-168)

 

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