|
Scegli un titolo
0- Premessa
1-Parliamo
Prolog, Approccio didattico attraverso l’italiano
2-Amico computer
3-Il Cammino di una Idea, Come San Marino si è
salvato
4-Nemini
teneri, videocassetta la storia di San Marino in 23
minuti
5-Libera abuntrocle
6-Placito Feretrano, la data e
altro
7-La così addimandata republica di S. Marino
8-Riforme
secondo la storia
9-Viva
il Prencipe S. Marino
10-Alberoni a San Marino, 17-29
ottobre 1739
11-Quando non tacere è un dovere 1
12-1957, i fatti di Rovereta.
1971 fine della Amicizia protettrice
13-Quando non tacere è un dovere 2
14-Libera abuntrocle 2
|
M. Cecchetti,
Parliamo Prolog. Approccio didattico attraverso l'italiano, Brescia,
1990
Il libro nasce da una esperienza di introduzione della
informatica attraverso la programmazione logica condotta nelle scuole
medie della Repubblica di San Marino, prima dell'arrivo dei pacchetti
applicativi. Leggi
gli articoli sulla esperienza sammarinese pubblicati su varie
riviste attorno al 1990 |
|
Sono
stati qui raccolti gli appunti relativi ad un’esperienza di
alfabetizzazione informatica in una scuola media incentrata su
un linguaggio relativamente nuovo, il PROLOG. Ne è scaturita
un’introduzione al PROLOG e, nello stesso tempo, la traccia di
un percorso didattico finalizzato ad obiettivi cognitivi e
formativi che interessano trasversalmente le varie discipline
della scuola secondaria.
Del PROLOG vengono sfruttate la versatilità e la flessibilità
nella rappresentazione e nella utilizzazione della conoscenza:
gli esempi applicativi sono numerosi e la loro complessità è
fatta crescere con prudente gradualità. Il lettore viene guidato
ad entrare nell’informatica non per la «via storica» dei
linguaggi di tipo procedurale o imperativo (FORTRAN, PASCAL, BA-
SIG ecc.), ma per la «via razionale» della programmazione
logica.
Lo sviluppo della trattazione fa riferimento all’insegnamento di
Italiano piuttosto che all’insegnamento di Matematica.
Il contesto dell’esperienza è quello delle Scuole Medie della
Repubblica di San Marino. Sono scuole medie a struttura
ordinaria.
Alla base del progetto sta il tentativo di introdurre
l’informatica con questi intendimenti:
— privilegiare gli aspetti culturali su quelli tecnici;
— coinvolgere gli insegnanti di tutte le materie;
— far lavorare i ragazzi sul computer secondo obiettivi
didattici e formativi, comunque solo nel caso in cui siano messi
in grado di svolgere un ruolo attivo nei confronti della
macchina.
Al linguaggio PROLOG si arrivò su consiglio del Prof. Giorgio
Casadei dell’Università di Bologna, che tenne un primo ciclo di
lezioni. Il tema della psicologia cognitiva fu svolto dal Prof.
Michele Pellerey dell’Ateneo Salesiano, Roma.
Il progetto, fin dall’inizio, ha ricevuto incoraggiamento e
sostegno dal Deputato alla Pubblica Istruzione, Prof.ssa Fausta
Morganti, e un consistente finanziamento dalla Cassa di
Risparmio e dalla Cassa di Faetano, che
ha
permesso di dotare le scuole medie inferiori di un primo nucleo
di computer. Oggi ogni scuola media dispone di un attrezzato e
moderno laboratorio informatico.
Il materiale di lavoro, preparato per gli incontri con gli
insegnanti, ma strutturato ed elaborato in modo che possa essere
utilizzato direttamente anche dai ragazzi, viene ora riproposto
in questa veste per allargare la ricerca e la discussione a una
cerchia più vasta. Nel metterlo a disposizione, sento il dovere
di ringraziare tutti coloro che hanno testimoniato il loro
interesse fornendomi suggerimenti e consigli. Debbo ad essi
molta riconoscenza. In primo luogo ai colleghi insegnanti, che
hanno avvertito la necessità di affrontare queste tematiche,
anche se i programmi scolastici non lo richiedono
esplicitamente. Rientra nei normali compiti educativi far sì che
i ragazzi abbiano, fra l’altro, un primo corretto rapporto con
l’informatica: il computer è una macchina né da mitizzare né da
demonizzare, ma da dominare, da mettere, all’occorrenza, al
proprio servizio, come avviene per altre macchine.
Ringrazio il Dr. Franco Monni che ha accettato di leggere queste
pagine ancora in prima stesura e il Prof. Riccardo Stefanelli
che, condividendo la scelta del PROLOG, è stato sempre provvido
di consigli e disponibile alla discussione dei passi più
impegnativi e delle scelte via via operate. Ringrazio la
Dott.ssa Rosa Maria Bottino di Genova e la Prof.ssa Maria
Giuseppina Calasso di Milano per gli incoraggiamenti ed i
preziosi contributi. Infine un grazie a mia moglie che ha
collaborato costantemente superando una «naturale» avversione
per la tastiera della macchina.
Esprimo fin da ora la mia gratitudine a tutti coloro che
vorranno segnalare errori, osservazioni e fornire suggerimenti e
consigli.
Marino
Cecchetti
|
|
|
|