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1957 I fatti di Rovereta |
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0-Premessa 2-La mancata riunione del Consiglio 6-Le lettere di dimissioni con la data in bianco 7-L'oscuro precedente del 1955 8-Gli Stati Uniti nella vicenda 9-Verso lo scontro 11-Dopo il 19 settembre: la voce dei governanti 12-Dopo il 19 settembre: la voce dei 31 13-Dopo il 19 settembre: tutti si rivolgono all'esterno 14-La mezzanotte del 30 settembre 15-sozzi assume un ruolo super partes
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- 9 - verso lo scontro |
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L’estate del 1957 non porta novità. Il Consiglio continua ad essere diviso a metà: 30 consiglieri contro 30. Il governo, nell’incertezza, ne rimanda la convocazione. Di rimando in rimando si arriva all’elezione dei Capitani Reggenti per il semestre 1° ottobre 1957 – 1° aprile 1958. I Capitani Reggenti pro tempore non possono non convocare il Consiglio per l’elezione dei loro successori. Lo devono convocare - dicono le norme - fra il 10 ed il 20 di settembre. I Capitani Reggenti Giordano Giacomini e Primo Marani convocano il Consiglio per giovedì 19 settembre 1957 alle ore 15. Questa volta i dissidenti non voteranno per il candidato socialista proposto dal governo come era avvenuto a marzo. Ora non sono più un gruppo isolato. Assieme a democristiani e socialdemocratici hanno dato vita ad una alleanza chiamata compagine democratica. Mercoledì 18 settembre, proprio alla vigilia del Consiglio, Bigi, Giancecchi e Galassi portano alla Reggenza un documento, sottoscritto da 30 consiglieri. Invitano la Reggenza a prendere atto della perdita della maggioranza da parte dell’attuale coalizione governativa. Chiedono che la seduta consiliare, già indetta, si svolga nel rispetto più rigoroso delle norme legislative. In fine, a mo’ di avvertimento, aggiungono che di ogni atto incostituzionale, di ogni sopruso, di ogni menomazione della libertà, cadrebbe sull’Ecc.ma Reggenza la grave responsabilità di fronte al Paese, al mondo civile e alla storia. |
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