sabato 24 dicembre 2016 14:02
FONDI NERI

Sabrina Tomè di Il Mattino di Padova: Frode al Fisco per il Mose processo a San Marino

Alla sbarra anche a San Marino per false fatturazioni alcuni personaggi veneti, gravitanti attorno al Mose, fra cui Minutillo e Colombelli

Il Mattino di PADOVA (di ieri)

Frode al Fisco per il Mose processo a San Marino

Si apre il 12 gennaio il dibattimento a carico di Baita, Minutillo e Colombelli Contestate fatture false per formare fondi neri, per oltre 10 milioni di euro

Sabrina Tomè

VENEZIA. Un processo “Mose bis” a San Marino. Inizia il prossimo 12 gennaio il dibattimento a carico di Piergiorgio Baita, Claudia Minutillo e William Ambrogio Colombelli per l’evasione fiscale commessa nella Repubblica del Titano e che, secondo le contestazioni degli inquirenti, era finalizzata a produrre i fondi neri poi destinati alle tangenti del Mose. Per questi fatti i tre imputati sono già stati giudicati dal tribunale di Venezia e ora dovranno affrontare un altro procedimento giudiziario celebrato secondo il Codice penale di San Marino che non prevede il patteggiamento. Le violazioni contestate, dunque, si riferiscono alla fatture false emesse dalla società sammarinese Bmc Broker - fondata e amministrata da Colombelli - a favore delle aziende del gruppo Mantovani con amministratore delegato Baita e di Adria Infrastrutture con ad Minutillo, per un totale di oltre 10 milioni di euro. Il meccanismo rilevato dagli inquirenti italiani e confermato nella sostanza dai sammarinesi, è noto: le fatture emesse dalla Bmc, una cartiera, venivano regolarmente pagate dalle aziende venete; successivamente Colombelli andava in banca per prelevare in contanti gli importi relativi (decurtati di un 15-20% ritenuto il suo compenso). Secondo gli inquirenti, le somme venivano riconsegnate a Baita e Minutillo in Italia e solo in minima parte depositate su altri conti personali esteri a San Marino. I soldi che rientravano in Veneto erano quelli destinati a pagare le tangenti per il Mose.

La cartiera Bmc Broker. Gli inquirenti sanmarinesi si sono concentrati sulla prima fase, quella dell’evasione fiscale realizzata con il ruolo decisivo della Bmc Broker. Il Commissario della Legge (il nostro pm) che l’anno scorso interrogò i tre, attribuisce a Colombelli false dichiarazioni ai funzionari dell’amministrazione tributaria con riferimento a false fatture per un importo di 9 milioni 084 mila euro in favore della Mantovani e per 1 milione 870 mila euro a favore di Adria Infrastrutture nel periodo che va dal novembre 2005 al febbraio 2010. Al manager viene altresì contestata una violazione successiva: un documento contabile fasullo con la data del 16 gennaio 2012 e per l’importo di 100 mila euro, anch’esso riferito a operazioni inesistenti. Baita e Minutillo sono accusati di essersi appropriati dei fondi delle società di cui erano alla guida procedendo appunto ai pagamenti a favore della Bmc per servizi che in realtà non avevano mai ricevuto. Secondo gli inquirenti, inoltre, una parte dell’esborso complessivo sarebbe stata usata per la formazione del capitale sociale di Finanziaria Infrastrutture di cui erano soci sia Minutillo che Colombelli.

Le tangenti. Gli importi accreditati sui conti della Bmc Broker, accesi presso istituti finanziari sammarinesi, venivano prelevati in contanti dallo stesso Colombelli per essere successivamente restituiti a Baita il quale a sua volta li usava «per dazioni corruttive a favore dei funzionari italiani», secondo la ricostruzione del Commissario della Legge.

I conti di Colombelli e Minutillo. Dal versamento complessivo di 10 milioni 954 mila euro sarebbe stata stornata una percentuale destinata alla remunerazione del manager della Bmc Broker e un’altra somma, pari a 1 milione 025 mila euro, sarebbe stata versata - secondo gli inquirenti - nel conto corrente intestato alla società Finanziaria Infrastrutture presso la Banca Agricola Commerciale per essere poi divisa in tranche uguali tra Minutillo e Colombelli. Quest’ultimo avrebbe trasferito parte della sua quota in una banca svizzera.

Baita. L’ad di Mantovani, secondo il Commissario della Legge, non solo dirigeva l’associazione il cui obiettivo era la raccolta del denaro di cui disporre per corrompere i politici italiani, ma era anche il destinatario cui recapitare i fondi ripuliti attraverso la BmcBroker. Minutillo avrebbe invece avuto un ruolo di collegamento tra le società venete e quelle sammarinesi. È probabile l’ex ad di Adria Infrastrutture

 

 

(difesa dagli avvocati Carlo Augenti e Mirko Dolcini del Foro di Padova), così come Baita (rappresentato dagli avvocati Alessandro Rampinelli e Pier Luigi Bacciocchi del Foro di Venezia) non si presentino all’udienza. Colombelli è difeso dagli avvocati Filippo Cocco e Maria Selva.

Fonte: Varie