sabato 26 agosto 2017 06:33
RASSEGNA STAMPA

San Marino, l’Europa ha un prezzo. Perso il 60% dei depositi bancari. Paolo Griseri, La Repubblica

San Marino, l’Europa ha un prezzo. Perso il 60% dei depositi bancari. Paolo Griseri, La Repubblica

Nel 2009 il totale dei depositi nelle banche sammarinesi ammontava a 14 miliardi: sono diventati 6,5, meno della metà

SAN MARINO. L'intervento del Segretario di Stato agli Affari Esteri, Nicola Renzi, al Meeting di Rimini.   Paolo Griseri di La Repubblica: La storiaSan Marino, l’Europa ha un prezzo. Perso il 60% dei depositi bancari / Per uscire dalla lista dei “paesi canaglia” e negoziare con Bruxelles la piccola Repubblica ha fatto pulizia

Quando Renzi parla di costi non ricorre a una metafora. Parla proprio di economia: «In pochi anni — confessa — abbiamo ridotto del 60 per cento i depositi bancari nei nostri istituti». Il prezzo dell’onestà, verrebbe da dire. Uscire dalla black list, quella dei paesi canaglia della finanza, ha comportato notevoli sacrifici. Imporre l’abolizione del segreto bancario, consentire al sistema di controllo degli Stati europei di risalire all’identità dei correntisti, abolire per legge la possibilità di intestare i depositi a società anonime: tutto questo ha avuto un prezzo salato. Nel 2009 il totale dei depositi nelle banche sammarinesi ammontava a 14 miliardi. Un bel gruzzolo per un piccolo Paese di 34 mila anime che potrebbe trasferirsi senza difficoltà nello stadio di calcio di una media città italiana. Dal 2009 i 14 miliardi sono diventati 6,5, meno della metà. Il che, bisogna ammetterlo, la dice lunga sulla natura dei depositi di prima. «Certo — risponde Renzi — ma spiega anche la determinazione con cui abbiamo imboccato la strada della trasparenza». (...) 
 In questi giorni la banca centrale sta valutando l’entità dei crediti non esigibili o in sofferenza del sistema creditizio sammarinese. Le ipotesi che circolano parlano di un ammontare lordo di 2 miliardi di euro e si pensa alla costituzione di una bad company. «L’importante — per il nuovo governo del Titano — è che la gestione degli npl rimanga nelle mani della finanza di San Marino ». Questo per fugare le preoccupazioni di chi teme l’ingresso di speculatori stranieri. È in fondo questo timore ad animare le campagne dell’opposizione. Come i parlamentari del «Movimento Rete», una specie di versione sammarinese dei 5stelle, che ieri al meeting hanno contestato il governatore della banca centrale del Titano, Wafik Grais, accusandolo di avere interessi in comune con il finanziere lussemburghese Francesco Confuorti. (...)

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Fonte: La Repubblica