sabato 18 novembre 2017 05:42
RASSEGNA STAMPA

San Marino.Sulle dimissioni di Raffaele Capuano, Stefano Elli, IlSole24Ore

San Marino.Sulle dimissioni di Raffaele Capuano, Stefano Elli, IlSole24Ore

L'ex alto dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo solo due mesi lascia l'incarico

SAN MARINO. Stefano Elli di IlSole24Ore è costretto ad occuparsi di nuovo di Banca Centrale della Repubblica di San Marino a seguito delle dimissioni del nuovo direttore generale Raffaele Capuano, dopo appena due mesi dalla nomina. Già aveva intitolato il suo precedente articolo del 7 ottobre ultimo scorso: Controllori e controllati /Bcsm, porte girevoli a San Marino / In Banca centrale emorragia non stop di banchieri centrali Una lunga sequenza di insediamenti e addii
 
Oggi Elli titola: Inchieste. Dopo soli due mesi Raffaele Capuano lascia l’incarico / 
Banca Centrale di San Marino, si dimette anche il nuovo dg
 'Fast and furious'. Rapido e furibondo. Dopo nemmeno due mesi di permanenza sul Titano il neo direttore generale della Banca centrale di San Marino, Raffaele Capuano lancia le sue dimissioni sul tavolo del Consiglio direttivo. L’ex alto dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, convinto ad accettare la carica dopo il licenziamento del suo predecessore Lorenzo Savorelli, ha inviato una lettera in cui parla di «mancanza di certezze giuridiche». A che cosa si riferisce Capuano? Quasi certamente alla perquisizione del suo alloggio di servizio (assegnato in precedenza a Savorelli), disposta dai magistrati del Titano ed effettuata in sua assenza dagli uomini della Gendarmeria. Una perquisizione che, va specificato, era mirata al reperimento di documentazione lasciata da Savorelli all’interno della cassaforte nell’appartamento (sigillata poco prima del suo allontanamento). 
La perquisizione sarebbe stata disposta dal commissario della legge Luca Morsiani che sta indagando su un’operazione giudicata sospetta: l’acquisizione da parte di Banca Centrale dal Credito industriale sammarinese di un sostanzioso pacchetto di titoli (una quarantina di milioni di valore nominale) posti a garanzia di un finanziamento erogato a favore di una cordata di imprenditori italiani. (...)
Negli intenti della politica locale l’istituto avrebbe dovuto essere l’equivalente sammarinese di Banca d’Italia, ma evidentemente non riesce a trattenere i suoi funzionari più a lungo di un battito di ciglia.
 
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