mercoledì 29 novembre 2017 21:59
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino Comunicato squinternato, editoriale di Antonio Fabbri

L'informazione di San Marino

Comunicato squinternato

Antonio Fabbri

A che ora è la fine del mondo? Sarebbe bello saperlo per spostarsi un po’ più in là… come la Raffa. Nel processo alle intenzioni dello squinternato comunicato sul “colpo di Stato” mancava solo quella: l’ora della fine del mondo. Non so se qualcuno dei firmatari si sia accorto del danno che è stato arrecato alla Repubblica, al tribunale e al magistrato dirigente che nella nota si sostiene di voler tutelare. Non so se qualcuno dei firmatari abbia la pallida idea della portata di quello che è stato scritto e, senza remore di sorta, ribadito. 

Stride una opposizione politica che, tutta insieme, prende a braccetto il magistrato dirigente e dice esplicitamente: “siamo dalla sua parte” e poi non si fa scrupolo, vero o non vero, a lasciare intendere: “lei è dalla parte nostra”, preoccupandosi pure di far sapere di essere al corrente che in questi giorni la magistratura si appresta ad avviare non meglio precisati procedimenti e audizioni. Lo sproposito istituzionale messo nero su bianco è di portata epocale perché inquina i rapporti, getta discredito, dipinge i passaggi consiliari come manovre di illegalità legalizzata e, quel che è peggio, sortisce l’effetto contrario a quello dichiarato. Inneggia all’indipendenza della magistratura, ma mina la terzietà e imparzialità del giudice che dice di voler proteggere, portandolo dalla propria parte e ponendolo in antitesi con l’avversario politico, quasi a dire che la giustizia debba necessariamente schierarsi per interessi di bottega.

C’è poi il pastrocchio delle denunce: i commissari dimissionari, messi a conoscenza dal magistrato dirigente di “ fatti gravi” si sono sentiti di sporgere denuncia, a fronte di ipotesi di reato. Cioè il tribunale, che esercita l’azione penale, comunica alla commissione fatti che alcuni consiglieri ritengono possano essere reato e li vanno a denunciare alla gendarmeria, che poi dovrà attivare il tribunale... da dove era partita la comunicazione. Una pantomima circolare della quale non è del tutto intellegibile il senso.

Come non ha senso che venga frustrata la fiducia e serenità dei cittadini, con l’opposizione che ha dato ad intendere, vero o non vero che sia, di avere in grazia una parte del palazzo di giustizia capace di una legge uguale per tutti, ma per qualcuno più uguale degli altri. briciolo di senno si affretterebbe a smentirlo.