sabato 2 giugno 2018 00:04
ROSSO ANCHE IN VIA DEL VOLTONE

San Marino. Banca Centrale, 2017: buco di oltre due milioni di euro.

San Marino. Banca  Centrale, 2017: buco di oltre due milioni di euro.

Lo Stato non paga dal 2015 a Banca Centrale il corrispettivo per i servizi che la Banca eroga a supporto dell'Amministrazione Pubblica.

SAN MARINO.  Sul sito di Banca Centrale della Repubblica di San Marino è stato pubblicato il bilancio 2017 approvato dalla Assemblea dei Soci mercoledì 30 maggio. 

La perdita di esercizio  di € 2.616.212 è stata coperta con l'utilizzo, per un pari importo, del Fondo rischi finanziari generali su delibera del Consiglio Direttivo come consentito dalla normativa in vigore.

Un anno nero, il 2017, che ricorda il 2015 quando la perdita raggiunse € 3.392.727.
Nel 2015 le spese per il personale ammontarono a: € 7.618.091; nel 2017 sono scese a: € 6.882.406.

Si riporta integralmente il passo della Relazione della Società di Revisione che, se non andiamo errati, tratta - un po' cripticamente? - della 'questione titoli': "La Banca nel corso dell'esercizio ha acquistato due titoli strutturati per un valore complessivo di Euro 42,5 milioni, non quotati, entrambi emessi da uno Special Purpose Vehicle (SPV). Tali titoli sono stati immobilizzati con apposita delibera del Consiglio Direttivo e sono stati valutati al costo di acquisto al netto dello scarto di negoziazione di competenza. Il fair value di detti titoli non è disponibile, tuttavia la Banca, al fine di identificare e monitorare i rischi finanziari collegati all'investimento, ha incaricato un primario advisor internazionale. Sulla base del rapporto di valutazione elaborato dall'advisor citato, la Banca ha ritenuto non sussistenti perdite durevoli di valore in relazione ai suddetti titoli".
Insomma a comprare quei titoli non pare che sia stato Lorenzo Savorelli da solo come in certi dibattiti è stato dato per certo.
Come non pare che il semplice affidamento della valutazione del reale valore dei titoli ad un Advisor, sia pure di prestigio, possa eliminare del tutto le preoccupazioni sulla operazione  in sé.

Da notare infine che i governanti che si sono succeduti dal 2015 a Palazzo Pubblico non hanno rinnovato l'impegno di corrispondere a Banca Centrale quanto dovuto per i servizi che la banca  eroga a favore della pubblica amministrazione.