giovedì 2 agosto 2018 14:25
IL CASO

San Marino. Avvocati e notai rispondono al Segretario di Stato

San Marino. Avvocati e notai rispondono al Segretario di Stato

SAN MARINO. L'Ordine degli avvocati e dei notai di San Marino replica al Segretario di Stato al Territorio in merito all'introduzione del Testo unico in materia di urbanistica ed edilizia. 

[C.S.] Lo scorso 28 luglio il Segretario di Stato al Territorio ha rilasciato un’intervista a San Marino RTV dal titolo “Gli Ordini hanno sconfessato quanto concordato”. Appreso, non senza stupore, del contenute dell’intervista, pur non essendo intenzione degli Ordini Professionali polemizzare con il massimo responsabile politico del territorio, ma solo al fine di tutelare il proprio operato e quello dei rispettivi iscritti, si vedono costretti a replicare ad affermazioni che non trovano sostegno nella verità dei fatti e sembrano scaricare su altri responsabilità che invece gravano integralmente sullo stesso Segretario: se a seguito dell’entrata in vigore del Testo Unico in materia edilizia ed urbanistica (in particolare dell’art. 79) è ora oggettivamente più costoso e difficoltoso compra-vendere la propria abitazione, questo non può davvero essere addebitato ai notai o ai tecnici (architetti, ingegneri, geometri) che, sono tenuti solo ad applicare la legge, ma esclusivamente a chi ha introdotto, senza preventivamente valutarne le conseguenze e senza ascoltare gli avvertimenti dei professionisti, l’attuale quadro normativo. Come sanno tutti gli operatori del settore da febbraio 2018 (entrata in vigore del Testo Unico) le compravendite sono state stipulate in un numero ben inferiore a quelle degli scorsi anni e la “colpa” (se la si vuole considerare tale) non è da addebitare ai professionisti ma unicamente ad una normativa che da subito ha mostrato incertezze e problemi interpretativi ed applicativi spesso insormontabili, tanto che introdotta la prima volta con la Legge n. 140/2017, è stata emendata dapprima con il Decreto Legge n. 58/2018 e da ultimo (almeno al momento) con il Decreto Legge n. 70/2018, in un’altalena legislativa che anziché risolvere i problemi né ha determinato di nuovi. Il Segretario lancia l’accusa che gli Ordini avrebbero “sconfessato quanto concordato”: mai un’accusa è stata più ingiusta, posto che ad essere state disattese sono state le numerose sollecitazioni formulate dai professionisti nel corso delle riunioni alle quali, invero, il Segretario solo raramente ha ritenuto di partecipare. Gli Ordini pertanto respingono al mittente ogni accusa di “sconfessione” che, al contrario, è stata commessa da chi ha fatto, modificato e rimodificato le norme in pochi mesi e a proprio piacimento. Gli Ordini Professionali, a ulteriore tutela della propria attività e onorabilità, informano di avere in animo di organizzare pubbliche serate di approfondimento e confronto con i cittadini al fine di informare l’opinione pubblica sulle problematiche applicative della normativa introdotta dal Testo Unico.