venerdì 9 novembre 2018 09:03
POLITICA ESTERA

San Marino. Investimento milionario dalla Russia nell'agroalimentare

San Marino. Investimento milionario dalla Russia nell'agroalimentare

Scontro in Commissione Esteri anche sulla residenza elettiva per un altro cittadino russo. L'opposizione chiede tempo per maggiori verifiche, maggioranza e governo tranquillizzano

 

 

Si fanno più intense e proficue le relazioni economiche tra la Repubblica di San Marino e la Federazione Russa. Nella seduta del 30 ottobre scorso infatti il Congresso di Stato ha dato via libera a due nuove richieste di residenza da parte di altrettanti cittadini russi.

 

Formaggi del Titano in vendita

La prima è del sig. Oleg Evseev, che ha richiesto di risiedere a San Marino con un progetto ben preciso: acquistare per intero la Latteria di San Marino. Si tratta del caseificio con sede a Montegiardino nato negli anni scorsi per iniziativa dell'imprenditore piemontese Paolo Bernardi, già titolare della Valform di Cuneo, arrivato sul Titano a fine 2014 per acquistare la neo-privatizzata Centrale del Latte poi data ai produttori di latte sammarinesi.

 

Per ottenere la residenza Evseev dovrà rispettare diversi impegni: dovrà sottoscrivere il contratto dell’acquisto del 100% della Latteria di San Marino, ovvero dell’intero capitale sociale; dovrà assumere altri 4 dipendenti entro 12 mesi dall’acquisizione della società per un totale di 9 lavoratori; infine dovrà effettuare “un investimento immobiliare ad uso abitativo”. 

Un affare attorno ai 3 milioni di euro, tenendo conto che il prezzo per il solo caseificio sarebbe di 2,8 milioni di euro. 

La pratica è arrivata insieme ad altre nella Commissione Affari Esteri convocata mercoledì dove ha ricevuto il via libera definitivo.

 

La residenza elettiva e lo scontro in Commissione

Ma in Commissione si è parlato anche dell'altra concessione di residenza a un russo. In questo caso si tratta di una residenza elettiva, la nuova tipologia introdotta nei mesi scorsi dal governo. In questo caso il nulla osta viene dato direttamente dall'Esecutivo e in cambio il cittadino straniero deve “semplicemente” depositare 600 mila euro in banca per 10 anni oppure acquistare una casa grezza o da ristrutturare per almeno 500 mila euro.

A beneficiare di questa possibilità è stato il sig. Amir Bedretdinov, che ora ha 3 mesi per finalizzare gli obblighi previsti dalla legge.

 

Il tema ha tenuto banco a Palazzo mercoledì con l'opposizione che ha chiesto nel primo caso di sospendere la pratica per ulteriori accertamenti e nel secondo ha presentato un odg per poter “accedere e prendere visione, delle intere documentazioni attestanti le richieste pervenute e depositate presso il Dipartimento Affari Esteri, per entrambe le tipologie indicate dalla suddetta Legge (Legge 94/2017, art.19, comma la e 1b)”. Entrambe le richieste sono state bocciate.

 

“Nel caso delle residenze elettive – commenta a Libertas il membro del Ps Denise Bronzetti - si è esautorata la Commissione. Non è opportuno sapere in che settore intende investire un cittadino straniero che vuole portare qui la sua residenza?”.

Sulla vendita della Latteria ai russi invece Bronzetti e gli altri membri di opposizione hanno invitato alla prudenza. Il tema è molto delicato perché la Russia ha vietato l'importazione di prodotti agroalimentari provenienti dalla Ue come rappresaglia verso le sanzioni europee dovute alla crisi ucraina degli ultimi anni. Ma San Marino non fa parte dell'Ue e quindi non è soggetta in linea teorica a nessun vincolo tranne uno, e non secondario: può esportare in Russia solo prodotti che produce al suo interno.

“Il timore – spiega Bronzetti – è che possano insorgere problemi con l'Ue da un lato, che ha invitato espressamente i paesi terzi europei ad astenersi dall'adattare misure svolte a sfruttare nuove opportunità in ambito commerciale derivanti dall'introduzione delle sanzioni, e con la Russia dall'altro visto che San Marino potrebbe essere usato per aggirare le sanzioni commerciali esistenti”.

“Sicuramente nel caso in questione è tutto ok – prosegue - ma possiamo prenderci un po' di tempo per capire se è tutto a posto con la Russia, visto che già nel recente passato si è parlato di possibili distorsioni?”.

Il riferimento è a una probabile truffa che avrebbe visto coinvolta, forse inconsapevolmente, una ditta di San Marino proprio nel settore agroalimentare.

 

La posizione del governo

In Commissione il segretario di Stato per gli Affari Esteri Nicola Renzi ha tranquillizzato i presenti. Per quanto riguarda la residenza elettiva ha ricordato come siano stati fatti i dovuti controlli preventivi dalle forze dell'ordine, mentre sulla vendita di prodotti agroalimentari ha sottolineato che “San Marino non ha aderito alle sanzioni quindi non è stata fatta oggetto di controsanzioni”. Per questo motivo i prodotti sammarinesi possono essere venduti in Russia “purché siano prodotti della Repubblica”. Ha inoltre evidenziato come la politica estera sia esclusa dal negoziato di associazione con l'Unione Europea. “San Marino ha margini di libertà – ha detto - e rifiuta le sanzioni come risposta alle controversie”.

 

Tema ricorrente

Ad ogni modo lo stringersi delle relazioni tra San Marino e Russia è al centro del dibattito politico negli ultimi mesi.
L'ultimo a parlarne, proprio in Commissione Affari esteri a fine luglio, è stato il capogruppo di Ssd Giuseppe Maria Morganti che ha annunciato il rinvio alla Commissione, da parte dell'ufficio di Presidenza, della decisione sullo stabilimento di rapporti e collaborazioni con la Duma a fronte della richiesta dello stesso Parlamento della Federazione Russa, auspicando una risposta positiva. “Mai San Marino si è tirato indietro - mandò a dire - di fronte a richieste di Paesi anche con situazioni interne complesse”.

A maggio invece avevano destato scalpore le dichiarazioni del segretario di Stato per gli Affari Interni Guerrino Zanotti riportate in lingua russa sul sito dell’agenzia Izvestia. Nell'articolo si legge che San Marino sarebbe pronto a diventare una “finestra per l'Europa” per le imprese russe vista la non adesione del Titano alle sanzioni europee verso Mosca. Seguì la precisazione del Segretario: “Non era mia intenzione far passare il messaggio che San Marino potesse essere uno strumento della Russia o delle imprese che esportano verso di essa per aggirare le sanzioni”.

L'argomento fu anche oggetto di una dettagliata interpellanza del Partito Socialista alla quale rispose il segretario Renzi.