martedì 12 marzo 2019 14:36
LA BATTAGLIA

"Legalizzare l'interruzione volontaria di gravidanza"

Vanessa Muratori (a nome delle promotrici del progetto di legge sulla procreazione cosciente) interviene contro il Pdl depositato l'8 marzo da Manuel Ciavatta, chiedendo la legalizzazione dell'interruzione volontaria di gravidanza.

"Con tempismo beffardo, proprio a ridosso dell'8 marzo - scrive la Muratori - è stato consegnato in Segreteria Istituzionale il pdl (di cui Manuel Ciavatta è il promotore) che ribadisce – in linea con il codice penale tuttora vigente - il rifiuto di qualsiasi ipotesi di interruzione volontaria della gravidanza. In questo pdl la donna vale poco, ha meno tutela giuridica di un ovulo fecondato. Se la sua vita è messa in grave e attuale pericolo dalla prosecuzione della gravidanza, dovranno essere tre medici specialisti (ognuno con diversa specialità) a certificarlo e solo allora potrà essere salvata. E se non si trovano, nell'emergenza, i tre diversi - e concordi- specialisti? Non c'è risposta. In questo progetto di legge non importa per nulla cosa ne pensi la diretta interessata del diventare madre, che cosa per lei comporti".

"Viene scritto che "il figlio" considerato tale "sin dal concepimento" debba avere tutela giuridica, superiore al diritto di autodeterminazione della donna ed alla sua stessa vita - prosegue il comunicato -. Sempre, non importano le condizioni del concepimento, né tanto meno quelle della donna. Non importa dunque se la futura madre è essa stessa una bambina o poco più, se c'è stata violenza, incesto, stupro, non importa nessuna condizione di salute e di inadeguatezza, è indifferente la grave malformazione del feto. Se questo non conta e se solo per essere salvate da morte certa occorre la triplice certificazione, figuratevi cosa vale la volontà della donna, il suo sentire, i suoi desideri, i suoi progetti esistenziali. Nulla, che l'opinione femminile non valga nulla di fronte alla maternità imposta già lo dice il nostro codice penale e il pdl va a ribadirlo, infiocchettandolo con l'elargizione di qualche sussidio economico. Fa persino sorridere come l'unica situazione in cui possa emergere il desiderato femminile, in cui si debba ascoltare la sua voce, sia quando si immola per la sopravvivenza del feto. Per noi, in un Paese civile, le donne, svincolate da stereotipi e pregiudizi di genere, hanno pari opportunità e scelgono liberamente i propri percorsi di vita, anche di essere madri se lo desiderano, e l'impegno pubblico dovrebbe essere volto piuttosto a facilitarne la scelta, a renderla consapevole, ad evitare – come invece ancora accade- sia penalizzante dal punto di vista lavorativo ed economico, a favorire un bilanciamento del lavoro di cura all'interno delle famiglie".

"Dispiace che - conclude la Muratori - per effetto del nuovo regolamento, il Consiglio delibererà entro sei mesi su questa proposta, quando da anni il nostro progetto di legge di iniziativa popolare sulla procreazione responsabile e consapevole, che prevede la legalizzazione dell'interruzione volontaria della gravidanza, sia ancora in attesa del passaggio consigliare".   

Fonte: Varie