sabato 13 aprile 2019 01:47
QUESTIONE ELETTORALE

Referendum 2 giugno: fra maggioranza e opposizione il parere di Paolo Forcellini

Referendum 2 giugno: fra maggioranza e opposizione il  parere di Paolo Forcellini

A San Marino il 2 giugno referendum sulla legge elettorale : “Niente più ballottini” (NO) oppure “Niente più ballottaggi” (SI)?

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Paolo Forcellini 

Il 2 giugno in Italia si festeggerà una data storica per la Repubblica mentre a San Marino ci sarà chi invece festeggerà il risultato del referendum e chi piangerà per la sconfitta subita. Un referendum fortemente voluto dai sammarinesi, reso ammissibile dall’organo dei Garanti, tendente a cambiare la legge elettorale vigente che si è rivelata non in linea con la volontà popolare in quanto stravolge una prima scelta degli elettori trasformando con il ballottaggio successivo la maggioranza in minoranza e viceversa.

Certamente non esiste una legge elettorale perfetta che possa assecondare in toto la volontà dei cittadini, ma quella che stiamo utilizzando ora è forse una fra le peggiori in quanto se da una parte garantisce la governabilità con i numeri, dall’altra permette un ripescaggio di chi, con le preferenze ottenute, mai sarebbe potuto entrare a far parte del C.G.G. E’ assurdo ed incomprensibile come si possa accettare di vedere candidati che a seguito delle attuali regole elettorali non certo aiutate dal risultato del referendum sulla Preferenza Unica, vanno a sostituire altri candidati che devono lasciare loro il posto. L’Attuale legge prevede come premio di stabilità ben 15 consiglieri, un quarto dell’intero C.G.G, che possano subentrare ad altrettanti che invece si sarebbero guadagnati l’elezione sul campo.

L’appuntamento del 2 giugno è la conseguenza di un mancato rinnovamento da parte del governo, che in questa occasione, arroccato nella difesa di una legge elettorale, non assecondando la richiesta popolare in sede consigliare, che gli ha gentilmente consegnato su un piatto d’argento il timone del paese, ha preferito avventurarsi in uno scontro referendario. Uno scontro, già se ne ha il sentore, che metterà in secondo piano il quesito per il quale i sammarinesi saranno chiamati alle urna, ma che metterà per primo quello della credibilità e del consenso attuale o meno di questa compagine governativa. Una verifica per la compagine che ci governa, di metà legislatura, come per uno studente una pagella scolastica di metà anno scolastico, il cui risultato non potrà non avere conseguenze politiche sia per chi vinca sia per chi sarà sconfitto!

Nonostante manchi ancora più di un mese alla data stabilita dalla Reggenza, è già iniziata, anche se non ufficialmente, la campagna elettorale, in particolare sui social dove da parte del “Comitato Contrario” si lancia lo slogan “Niente più ballottini” mentre dall’altra, ironicamente, si ribadisce con un “Niente più ballottaggi”-

Vedremo. Sarà una gara dura dove sicuramente ne vedremo delle belle, visti gli attori che si alterneranno negli inevitabili dibattiti televisivi, una gara da non perdere e seguire con interesse. Ma una domanda i più attenti se la sono già fatta: “ma con i “ballottini” post elettorali negli ultimi anni quanti e quali sono i partiti e i politici, che oggi dicono di non volerne più, grazie ai quali hanno potuto governare? Ma in politica la memoria è corta e spesso si mettono i paraocchi..

( P.Forcellini)

 

Fonte: Varie