lunedì 10 giugno 2019 23:15
DA L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

'La caciara e l’inciucio'. Marino Cecchetti

'La caciara e l’inciucio'. Marino Cecchetti

La caciara e l’inciucio

MARINO CECCHETTI La stanno buttando ‘in caciara per non pagare il dazio’ i filibustieri della finanza che da oltre una decina d’anni sono, per il Paese, una macina al collo. “Nella giornata di mercoledì 05 giugno u.s. un progetto di legge, il c.d. salva-banche, è stato oggetto di un confronto serrato, articolo per articolo, dai Segretari di Stato Zanotti e Guidi, congiuntamente ad esponenti di maggioranza ed opposizione, sindacati, Anis e Abs presso Palazzo Begni” (così ha scritto l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili).

Il decreto “salva-banche” è stato impostato da Banca Centrale, la quale “implicitamente e concretamente” si sarebbe spinta fino a “creare il rischio di un potenziale ‘bail-in’ sulla raccolta diretta” (così hanno scritto ASDICO, UCS e Sportello Consumatori).

“Bail-in”: quando una banca va in difficoltà, a rispondere con le loro sostanze - oltre ai proprietari, agli amministratori, ai sindaci - potrebbero essere chiamati anche i clienti di una determinata tipologia.

È quel paventato “rischio” il vero scandalo, non già la fuga di notizie dal - super affollato - tavolo di Palazzo Begni.

I filibustieri della finanza per oltre una decina d’anni hanno fatto il bello ed il cattivo tempo nel Paese, fino a “privatizzare gli utili e socializzare le perdite” (E. Della Balda), cioè: incassare i guadagni e chiudere i buchi coi soldi dello Stato. E senza alcun ‘disturbo’: tutti sanno che facevano “più controlli gli enologi del consorzio vini che non la vigilanza di BCSM” (G. Gatti). 

Si è certi che la legge salvabanche non si occupi di amnistie, salvacondotti giudiziari, o altro del genere? La caciara sulla fuga di notizie potrebbe essere l’ultima trovata per distogliere l’attenzione dall’‘inciucio’.

Gli inciuci, in passato, sono quasi sempre stati a favore dei poteri forti e a danno dello Stato e della gente comune. In ballo, questa volta, ci sono centinaia e centinaia di milioni di euro.

Articolo  tratto da L'informazione di San Marino