mercoledì 10 luglio 2019 16:52
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

Economia sammarinese in fase di stagnazione

L'informazione di San Marino

"Economia sammarinese in fase di stagnazione. Calano anche le operazioni finanziarie sospette"

Secondo il report dell’Aif 2018 sono diminuite le segnalazioni sospette rispetto all’anno precedente

Operazioni finanziarie nel mirino ed investimenti illeciti. Come ogni anno, l’Agenzia di Informazione Finanziaria (Aif) presenta il report sulle segnalazioni sospette. Secondo i vigenti standard internazionali, infatti, il principale compito di una Financial Intelligence Unit (Fiu), quale è, appunto, l’Agenzia di Informazione Finanziaria, è quello di ricevere le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e altri reati che possano generare profitti illeciti, e di approfondirle sotto il profilo finanziario al fine di ricondurle ad un sospetto di riciclaggio, di finanziamento al terrorismo o di eventuale altro reato.

Lo scorso anno è peraltro proseguita la raccolta dati utile alla cosiddetta analisi strategica delle informazioni pervenute all’Aif tramite le segnalazioni di operazioni sospette. Un’analisi strategica, coerentemente a quanto stabilito dalle più recenti raccomandazioni del Gafi, che affianca l’analisi operativa delle singole segnalazioni con finalità di aggregare e rielaborare una mole di dati, statistiche, tendenze e modelli relativi alle attività di riciclaggio e/o finanziamento del terrorismo, valutazioni sulla tipologia dei soggetti (fisici e giuridici) nonché sulla loro provenienza geografica, sugli strumenti finanziari utilizzati, sulla provenienza e destinazione geografica delle somme oggetto di analisi. Nel corso del 2018 è stato dato corso all’implementazione del sistema utile all’aggregazione e rielaborazione delle informazioni raccolte ai fini dell’analisi strategica, attività terminata nel primo quadrimestre del 2019. E a fine anno saranno inviate le informazioni ai soggetti designati ed alle autorità sammarinesi.

A seguito di questa raccolta dati da parte dell’Aif emerge, quindi, che il numero complessivo delle segnalazioni di operazioni sospette pervenute lo scorso anno ha subìto un decremento dell’8,5% rispetto al 2017. Sono infatti 107 le segnalazioni pervenute nel 2018 a fronte delle 117 dell’anno precedente. Tutte le 107 segnalazioni ricevute sono riferibili a sospetti di riciclaggio e/o altri reati, mentre nessuna segnalazione è relativa a sospetti di finanziamento del terrorismo. Alle predette segnalazioni vanno inoltre aggiunte 20 “integrazioni” riguardanti segnalazioni già precedentemente inviate dai soggetti designati. Questi dati comprendono peraltro 6 segnalazioni trasmesse ai sensi dell’art. 37 della Legge 92/2008 che prevede che “chiunque” possa effettuare segnalazioni di operazioni sospette all’Aif. Le 107 segnalazioni ricevute nel 2018 hanno generato l’apertura di 80 casi; tale circostanza è come di consueto dovuta in prevalenza alla necessaria aggregazione di soggetti/operazioni segnalate da soggetti designati diversi.

Per tornare alla diminuzione delle segnalazioni rilevate nel 2018, questa appare fisiologica; è difatti proseguita anche la fase di sostanziale stagnazione dell’economia sammarinese, unita ad un ulteriore deflusso di masse amministrate e/o gestite dagli intermediari finanziari locali, sebbene in misura minore rispetto agli anni precedenti. Ai dati assoluti riportati seguono i dati di maggiore dettaglio, i quali attestano nuovamente che nel periodo di riferimento i soggetti che hanno trasmesso il maggior numero di segnalazioni sono quelli del settore finanziario (complessivamente 87, pari all’81,3%), con una ordinaria prevalenza di segnalazioni prodotte dagli intermediari bancari (complessivamente 64 pari al 59,8 % circa del totale).

Con riferimento alla collaborazione attiva dei professionisti (avvocati/notai e commercialisti), si rileva che il 2018 ha registrato un numero di segnalazioni sostanzialmente simile a quello dell’anno precedente (12 segnalazioni nel 2018 a fronte di 13 del 2017), sebbene tendenzialmente decrescente. Delle 12 segnalazioni trasmesse dai professionisti, 9 segnalazioni sono state inviate dai commercialisti (erano state 12 nel 2017) mentre 3 segnalazioni sono state inviate dagli avvocati/notai (1 nel 2017).

In merito alla qualità formale e sostanziale delle segnalazioni trasmesse dai soggetti designati, dai dati scaturiti dai feedback forniti ai responsabili incaricati antiriciclaggio (Ria) e dalle evidenze dell’analisi strategica si è potuto constatare che la maggioranza delle segnalazioni (oltre il 60%) si attesta tra il range medio e quello alto, con alcune differenze a seconda che si valuti la qualità formale di compilazione delle segnalazioni e del materiale ivi fornito ovvero la qualità sostanziale delle stesse.

---------------

Aumentano invece i casi trasmessi all’autorità giudiziaria L’anno scorso sono stati il 44,4% in più rispetto al 2017

I casi trasmessi all’Autorità Giudiziaria nell’anno 2018 sono stati complessivamente 13 (9 nel 2017), originati da altrettante segnalazioni. Significative le tipologie di reati presupposto. In quattro casi il denaro sporco è ritenuto proveniente da truffa; in tre casi è ritenuto frutto di appropriazione indebita o amministrazione infedele. Significativo che in due casi sia ritenuto frutto di sfruttamento dell’immigrazione clandestina; in un caso frutto di spaccio di stupefacenti; in uno di corruzione internazionale; in uno di gioco d’azzardo illegale e in un caso si è trattato di segnalazione per violazione della normativa antiriciclaggio. Giova quindi evidenziare che, pur in presenza di un minor numero di segnalazioni pervenute rispetto al 2017 (-8,5%), i casi trasmessi all’Autorità Giudiziaria risultano invece maggiori (+44,4% rispetto al 2017). Dei 13 casi trasmessi all’autorità giudiziaria, 12 attengono a sospetti di riciclaggio o altri reati che possono generare proventi illeciti e n. 1 a presunte violazioni penali della vigente normativa antiriciclaggio, con particolare riguardo all’ostacolo alle funzioni di vigilanza. Si evidenzia anche che, complessivamente, i casi trasmessi all’autorità giudiziaria nell’intero arco di operatività dell’Aif rappresentano il 9,6% dei casi aperti (che sale al 12,3% se si prende a riferimento il più recente quinquennio 2014-2018); percentuali ritenute più che soddisfacenti e pienamente in linea con quanto registrato a livello internazionale. Va inoltre precisato che – oltre ai casi trasmessi all’autorità giudiziaria – una ulteriore rilevante parte delle informazioni contenute nei restanti casi è stata comunque oggetto di disseminazione ad altre autorità nazionali o Financial Intelligence Unit estere. Di conseguenza, “l’indicatore di disseminazione”, utile a valutare il grado di efficienza ed efficacia dell’Aif si attesta, per il 2018, in una percentuale pari al 48%.

Collaborazione internazionale L’utilizzo dei canali di collaborazione internazionale rappresenta da sempre uno degli elementi cardine dell’operato dell’Agenzia nell’espletamento delle proprie funzioni istituzionali, ed in particolare per quanto riguarda l’analisi finanziaria delle operazioni sospette. Le ristrette dimensioni territoriali della Repubblica e la globalizzazione dei mercati economico-finanziari impongono la necessità di mantenere elevati standard di cooperazione internazionale utili alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. A tale scopo, l’Agenzia – da oltre un decennio - ha nel tempo stipulato con omologhe Financial Intelligence Unit (Fiu) estere appositi protocolli d’intesa (ad oggi 54) finalizzati ad agevolare e a disciplinare gli scambi di informazione. L’eventuale assenza di un protocollo d’intesa, in ogni caso, non impedisce la collaborazione e lo scambio di informazioni con Fiu estere, dato che la vigente normativa sammarinese in materia si basa unicamente sul principio di reciprocità. L’Agenzia, infatti, scambia abitualmente informazioni tramite canali sicuri e protetti con un vasto numero di paesi frammentati in ogni continente. Nonostante si sia registrata, nel corso del 2018, una leggera riduzione del numero complessivo di segnalazioni di operazioni sospette pervenute all’Aif, le occasioni di collaborazione internazionale con le omologhe Fiu hanno invece registrato un significativo incremento rispetto all’anno precedente (+53,6%).

----------------

L’Agenzia può bloccare beni e fondi solo se il reato è fondato

Secondo la vigente normativa sammarinese, l’Aif ha il potere di disporre il blocco di beni, fondi o altre risorse economiche qualora vi sia un fondato motivo di ritenere che i medesimi siano provento di riciclaggio, finanziamento del terrorismo o altri reati, ovvero possano essere impiegati per commettere tali condotte. L’adozione di provvedimenti cautelari presuppone, però, la sussistenza di due requisiti; il fumus delicti ed il periculum in mora, ovvero la fondatezza del sospetto di un reato sotto il profilo oggettivo e/o soggettivo e la circostanza che i beni o i fondi possano essere nel breve termine oggetto di disposizione da parte del cliente, con particolare riguardo all’eventuale trasferimento dei medesimi fuori dal territorio della Repubblica. La legge prevede inoltre che l’Agenzia possa sospendere, per un periodo massimo di cinque giorni lavorativi, ed anche su richiesta di una unità di informazione finanziaria estera, operazioni connotate da un semplice (quindi non fondato) sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Infine, l’Aif può disporre il monitoraggio, anche su richiesta di una omologa unità di informazione finanziaria estera e per un periodo determinato, di uno o più rapporti continuativi intrattenuti dalla clientela dei soggetti designati. Con l’adozione dei provvedimenti di monitoraggio, l’Aif impone una costante attenzione ai soggetti designati sull’eventuale movimentazione della clientela sui propri rapporti informando tempestivamente la stessa nel caso di movimenti di determinata natura o classe di importo. Nel 2018 l’Agenzia non ha registrato circostanze utili all’adozione di provvedimenti di blocco fondi o sospensione di operazioni (soprattutto per carenza del necessario presupposto del periculum in mora); di conseguenza sono rimasti immutati i dati complessivi evidenziati nella precedente relazione del 2017. Nel medesimo periodo di riferimento, invece, sono stati emanati 4 provvedimenti di monitoraggio rivolti a intermediari finanziari, relativi a 11 rapporti in essere.