giovedì 11 luglio 2019 11:12
BANCA CIS

Gli industriali attendono un piano di rilancio

Gli industriali attendono un piano di rilancio
La sede dell'Associazione nazionale industria San Marino

“Non possiamo accettare una soluzione per Banca Cis a spese di imprese e lavoratori con la prospettiva di ulteriore debito pubblico, che cadrebbe sempre sulle loro spalle in futuro. Ora, con appena dieci giorni di tempo per agire, si affronterà la questione in emergenza, ma per una soluzione è necessario un piano di rientro serio e credibile. E soprattutto un progetto di rilancio dell’intero settore bancario, che ancora non c’è”.

A pensarla così sulla vicenda Banca Cis è l’Associazione nazionale industria San Marino. Vicenda che, spiegano gli industriali sammarinesi in un comunicato, “è oltremodo cruciale poiché riguarda non solo il destino di una banca ma una grossa parte del futuro del Paese”. Coinvolti, infatti, “sia i fondi pensione, per un investimento in Banca Cis di oltre 100 milioni di euro, sia lo Stato, chiamato a garantire gli stessi fondi pensione più il dissesto stimato in quasi 70 milioni”, sottolinea l’Anis.

Al momento, afferma l’associazione di categoria, l’ipotesi più realistica sembra essere “l’attivazione della procedura di risoluzione, introdotta con la legge 102 del 14 giugno 2019 approvata all’unanimità dal Consiglio Grande e Generale: valutando tutte le opzioni per far sì che la soluzione definitiva rientri in un progetto complessivo volto a far ripartire l’intero sistema bancario; limitando il più possibile l’intervento economico dello Stato, che già si è molto esposto per questo settore; salvaguardando il patrimonio dei fondi pensione e di Fondiss”.

Si dovrà fare “assoluta attenzione”, chiosa infine l’Anis, “a contenere al minimo eventuali effetti negativi sul sistema economico e sociale di San Marino, perché vi è il rischio che lavoratori e imprese debbano pagare di tasca propria, sia oggi sia domani come già accaduto e quindi prevedibile con nuove tasse, contributi e tagli al welfare” e questa soluzione è “inaccettabile”.

Ecco il testo integrale della nota stampa

Fonte: Anis